Volontariato toscano oltre frontiera: in Africa il maggior numero di aiuti
Redazione 9 agosto 2013 La Gabbianella in...forma

Volontariato toscano oltre frontiera: in Africa il maggior numero di aiuti

Volontariato

Strumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti sul Terzo settore e il volontariato.

Volontariato oltre frontiera: in Africa il maggior numero di aiuti

Pubblicata l’indagine sulle associazioni che si occupano di solidarietà internazionale e cooperazione in Toscana. Educazione, sanità e sociali gli ambiti principali di intervento. Nell’83% dei progetti i beneficiari sono bambini. Sono soprattutto piccole organizzazioni indipendenti

Redattore sociale, 9 agosto 2013

Firenze – E’ l’Africa è il primo continente a cui le organizzazioni di volontariato toscane che si dedicano alla solidarietà internazionale rivolgono gli aiuti, seguita dall’America latina. E sono i bambini quelli a cui si indirizzano la maggior parte dei progetti di cooperazione. Lo rivelano i dati della ricerca “Volontariato senza frontiere. Solidarietà internazionale e cooperazione allo sviluppo in Toscana” (“I Quaderni”, n. 64, 2013, 180 pp.). Realizzata dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze storiche, giuridiche, politiche e sociali dell’Università di Siena e curata da Fabio Berti e Lorenzo Nasi, fotografa il volontariato toscano nell’ambito della solidarietà internazionale. Pubblicata da Cesvot l’indagine sul volontariato internazionale in Toscana.

L’identikit. Le associazioni hanno un’età media di 11 anni, a fronte di un’età massima di 29 e una minima di 3, in linea con la tendenza nazionale. Si tratta prevalentemente di piccole organizzazioni indipendenti, spiega il rapporto, che, per il 69% dei casi, nascono per iniziativa autonoma di gruppi di cittadini. L’educazione (79%), la sanità (70%) e il sociale (63%) sono i principali ambiti di intervento in cui operano. L’agricoltura coinvolge un terzo delle realtà intervistate, così come il settore della cultura. Per l’83% dei casi i beneficiari dei progetti sono i bambini e l’infanzia in generale, per il 61% le popolazioni rurali. Il 42% delle associazioni appartiene al terzo settore e il 28 agli enti pubblici.

“Ne emerge una realtà ancora frammentata e per certi versi ‘isolata’, – sottolinea il rapporto – che spesso agisce in una logica di concorrenza, ma in cui la dimensione volontaristica rimane l’ingrediente principale. Un universo che ha bisogno di fare sistema e di coordinarsi per acquistare forza a partire da scelte condivise”. Il volume è consultabile gratuitamente online su www.cesvot.it