Volontariato, la crisi affonda il Sud. Campania ultima
Redazione 6 settembre 2013 La Gabbianella in...forma

Volontariato, la crisi affonda il Sud. Campania ultima

volontariato in CampaniaStrumenti di lavoro: dalla rassegna stampa gli aggiornamenti su politiche sociali, terzo settore e non profit.

Non profit, la crisi affonda il Sud. Campania ultima

Istat: nella regione solo 275 volontari ogni 10mila abitanti rispetto agli 801 della media Italia.

di Nando Santonastaso

Il Mattino, 6 settembre 2013

C’ era una volta al Sud il welfare dei volontari e delle associazioni non profit. Un settore che nel 2001, per restare alla sola Campania, utilizzava ben 80mila persone a titolo gratuito nelle «attività di organizzazioni associative». In dieci anni, racconta l’ Istat sulla base dei dati dell’ ultimo censimento, disponibili ora anche regione per regione, quel mondo si è considerevolmente ristretto. Colpa soprattutto della crisi che al Sud ha ridotto e non di poco anche gli strumenti e gli operatori della solidarietà, antidoto fondamentale al baratro sociale ed economico in cui l’ area sembra già precipitata. Un brutto colpo, in parte anticipato qualche mese fa dallo stesso Istituto di statistica: nel non profit il Mezzogiorno – fu detto allora – è cresciuto nel decennio molto meno della media nazionale, con due sole eccezioni (Basilicata e Puglia). Ma ieri dalla lettura delle statistiche si intuisce che il quadro è peggiore del previsto, specie per la Campania. Scrive l’ Istat: La regione presenta i più bassi rapporti di volontari e addetti rispetto alla sua popolazione: l’ incidenza è pari rispettivamente a 278 volontari e 34 addetti per 10mila abitanti mentre a livello nazionale ci sono 801 volontari e 115 addetti».
Le istituzioni censite nel non profit ammontano in Campania a 14.472 pari al 4,8% del totale nazionale (301.191), per 192mila risorse umane di cui 160mila volontari. Rispetto ai dati del 2001, l’ incremento è stato dell’ 11,2% ma è quasi un terzo in meno della media nazionale pari al 28%.
Qualche esempio? Nei servizi di assistenza sociale residenziale i volontari sono passati in dieci ani da 2.046 a 1.457. Quelli impegnati in attività sportive, di intrattenimento e di divertimento sono diventati 28.762 rispetto ai 36.663 del 2001.
E, come detto, alla voce «attività di organizzazioni associative», i volontari sono diminuiti da 79.659 a 57.074. Per la cronaca: anche in Campania come in tutta Italia, il primo settore di attività non profit si conferma quello delle attività sportive che assorbono il 52% del totale dei volontari.
Sono dati su cui riflettere. Da un lato csembrano onfermare la caduta di investimenti nel non profit nell’ ambito di un più generale disimpegno pubblico dalle politiche di welfare, specialmente negli ultimi tre anni. Dall’ altro, disegnano uno scenario preoccupante proprio al Sud dove i valori della solidarietà e del volontariato sembravano invece molto diffusi e radicati.
Migliori invece i risultati del censimento per l’industria. In Campania – dice l’Istat – le imprese attive sono risultate addirittura superiori alla media nazionale: 337.775, con un 13,2% in più del censimento 2001 e un bel distacco sulla media nazionale, ferma al più 8,4%. Cosa vuol dire? Che la dinamica delle imprese almeno nella prima parte del decennio si è mantenuta su livelli per così dire effervescente. Ma il censimento guarda fino al 2011 non potendo – ovviamente – gettare lo sguardo su quanto è accaduto dopo, quando la Campania è diventata la prima regione italiana per numero di disoccupati.