Verso una riforma della legge sulla cooperazione
Redazione 27 maggio 2013 La Gabbianella in...forma

Verso una riforma della legge sulla cooperazione

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Redattore sociale, 27 maggio 2013
Riforma della cooperazione, parlamentari puntano a un testo condiviso

Tre le proposte presentate a soli tre mesi dalle elezioni da Pd, Sel e Scelta civica. Fondo unico, agenzia e viceministro tra le richieste condivise. Marazziti (ScpI): “Sostanziale coincidenza con i progetti di Pd e Sel”

ROMA – “Sulla riforma della legge sulla cooperazione internazionale serve un confronto aperto che porti ad un testo condiviso”. È quanto chiedono diversi parlamentari da Sinistra ecologia e libertà fino a Scelta civica per l’Italia, passando per il Partito democratico, affinché possa vedere la luce una riforma chiesta a gran voce dal mondo delle ong, attesa da anni e che non ha mai avuto vita facile. Che ci sia la volontà di cambiare, però, lo dimostrano i disegni di legge presentati a soli tre mesi dalle elezioni. Sono tre le proposte depositate: primo fra tutti quello del senatore del Partito democratico, Giorgio Tonini, presentata alla Camera da Federica Mogherini, del Partito democratico e membro della commissione Affari esteri. Il testo non è altro che la riproduzione del precedente ddl proposto nella legislatura precedente in Commissione Affari esteri approvato a fine novembre scorso, ma arenatosi con la conclusione anticipata della legislatura. Alla proposta del Pd segue quella di Sel, con Giulio Marcon come primo firmatario. Per Scelta civica per l’Italia, il disegno di legge con Milena Santerini come primo firmatario e con Mario Marazziti come cofirmatario, e al Senato con Lucio Romano come primo firmatario.

Proposte diverse, ma con punti in comune, tanto da spingere i parlamentari a cercare il confronto su un testo unico. A lanciare il primo appello è Mogherini, durante il convegno di Agire tenutosi presso la Camera dei deputati nei giorni scorsi, alla presenza di alcuni esponenti del Movimento 5 stelle e dei deputati Marazziti e Marcon. “Ognuno di noi ha la propria proposta – spiega Mogherini -, ma dobbiamo provare a non ripartire ogni volta da zero, perché questo è il motivo per cui non siamo mai riusciti a fare la riforma della legge. Possiamo lavorare insieme facendo tesoro del lavoro fatto”. Lavoro racchiuso nel testo proposto proprio dal Pd. Un testo che prevede un vice ministro alla cooperazione, l’istituzione di un fondo unico, un Comitato interministeriale, la Conferenza nazionale e la nascita di una Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

Aspetti che si ritrovano anche in altri disegni di legge presentati in questa legislatura. A partire da quello di Marcon, che prevede appunto la creazione di un fondo unico per avere “un’unica regia – afferma Marcon – anche più monitorabile”. Il testo di Sel, però, chiede che la cooperazione venga finanziata con i tagli alla spesa militare e che vada di pari passo con le politiche di pace. “I punti fondamentali di questa proposta – spiega Marcon – sono il legame indissolubile con le politiche di solidarietà internazionale e di promozione dei diritti umani, la separazione dagli interventi militari e dalle politiche volte a favorire l’internazionalizzazione delle imprese. Tra i finanziamenti, prevediamo anche che una parte del gettito provenga dalla tassa sulle transazioni finanziarie”. Nonostante le peculiarità del testo, Marcon apre al dialogo su un testo unificato. “E’ possibile arrivare ad un punto unitario – aggiunge -. Proprio il 3 giugno proporremo un incontro con le ong per discutere insieme su come avviare questo processo tra parlamentari e associazioni”.

Di “energie positive” per rivedere la cooperazione italiana, parla Mario Marazziti, che conferma l’apertura al dialogo sul tema. “C’è una sostanziale coincidenza con i progetti Tonini e Marcon, ma saremmo stati più favorevoli a un rafforzamento della cooperazione italiana attraverso una delega ad un viceministro o al ministero della cooperazione per dare un segnale forte di autonomia gestionale – spiega -. Su cittadinanza e cooperazione, dobbiamo arrivare ad un testo unico e condiviso. Occorre trovare un’accordo per unificare i progetti e calendarizzare”. Per Marazziti, però, è necessario anche un lavoro d’indagine da parte della commissione Esteri. “Abbiamo il problema della militarizzazione degli aiuti, quello della riduzione della vulnerabilità ambientale, del legame tra emergenza e sviluppo, potremmo deliberare una indagine conoscitiva breve sulle nuove tendenze dell’umanitario”.

Dal Movimento 5 stelle, invece, ancora nessuna proposta, ma dalle parole dei grillini sembra esserci la volontà di cambiare rotta. “Su questi temi deve tornare ad esserci un ruolo centrale della politica – ha detto Alessandro Di Battista, deputato del M5s -. In commissione Esteri dobbiamo impegnarci tantissimo per riscrivere bene la legge sulla cooperazione internazionale e valutare bene le emergenze. Penso che la cooperazione internazionale debba occuparsi anche un po’ più di politica, sostenere i gruppi locali che si organizzano e lottano contro le cause strutturali della povertà”. Per quel che riguarda i fondi, invece, dal Movimento 5 stelle, la richiesta di una semplificazione della macchina burocratica. “I fondi dati alla cooperazione penso debbano avere meno intermediari possibili – spiega Manlio Di Stefano, deputato del Movimento 5 stelle -. Quando si parla di trasparenza si parla anche di intermediari. Se creiamo agenzie su agenzie è sempre più facile che questi soldi non arrivino completamente nel posto giusto o passino da dieci intermediari”. (ga)

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