Università, da rettori di 50 paesi un “manifesto” per pace e sviluppo – summit a roma
Redazione 26 giugno 2017 In primo piano, News ed eventi

Università, da rettori di 50 paesi un “manifesto” per pace e sviluppo – summit a roma

Dalla Siria in guerra all’Inghilterra post Brexit, da Israele agli Stati Uniti, dal Libano alla Federazione Russa. Sono tante culture, storie, tradizioni, religioni e delicati equilibri geo-politici riuniti oggi sotto l’egida della conoscenza alla “Conferenza Internazionale dei Rettori delle Università” provenienti da oltre 50 paesi del mondo che si tiene nella sede di “Tor Vergata” a Villa Mondragone, nei pressi di Roma.

Manifesto condiviso
Obiettivo del summit è lavorare ad un “Manifesto” condiviso incentrato sui temi dello sviluppo sostenibile, dell’innovazione sociale e del superamento di ogni disuguaglianza, per sancire l’inizio di un nuovo percorso e di un nuovo ruolo delle università. L’evento si inserisce nell’ambito del Simposio dei docenti universitari “Terza missione delle università in Europa per lo sviluppo umano e globale”, organizzato dal Vicariato in occasione del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma.

Missione per lo sviluppo sostenibile
Oggi, spiegano da Tor Vergata, si stimano 800 milioni di poveri (4,6 mln vivono in condizioni di povertà assoluta solo in Italia), 795 mln soffrono la fame, 57 milioni di bambini sono esclusi dall’istruzione primaria e solo 10 Paesi possono definirsi in stato di pace. E le università e i centri di ricerca che ruolo possono giocare nella sfida al raggiungimento dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile individuati dalle Nazioni Unite e fissati nell’Agenda 2030?
«Nella Conferenza – spiegano gli organizzatori – “Terza missione” non è un concetto astratto ma un strumento di connessione e dialogo fra le università e la società esterna, che diventa volano per la costruzione di una società “positiva”, una società in cui alle disparità si possa rispondere con la tolleranza culturale, scientifica, tecnica, artistica, una società che ponga al centro la conoscenza e riapra il dialogo laddove sono stati innalzati dei muri».

Il rettore Novelli: «Università perno del cambiamento»
«Serve una presa di coscienza profonda da parte di tutti e un cambio di passo deciso- ha detto il rettore di Tor Vergata Giuseppe Novelli – per riaprire il dialogo e offrire un contributo che possa davvero incidere sul futuro delle giovani generazioni, dei leader di domani. Le università possono e devono diventare il motore, il perno del cambiamento. Dobbiamo uscire dalle aule, aprirci sempre di più alla società e farci promotori di un nuovo clima culturale». Come? «Per esempio – spiega il rettore – investendo nella qualità della didattica, impegnandoci contro l’abbandono, lavorando per dottorati innovativi.Contrastare ogni forma di protezionismo intensificando la mobilità internazionale, anche grazie ad un Programma Erasmus Plus che in 30 anni ha coinvolto oltre 3,5 milioni di studenti». E poi «è nostro dovere – aggiunge – incrementare la qualità della ricerca scientifica e coltivare i nostri talenti anche mediante lo sviluppo di idee imprenditoriali, l’ampliamento delle partnership con le imprese per stage e placement per offrire sempre maggiori opportunità».

I punti del manifesto
Gli punti che saranno raccolti nel “Manifesto di Villa Mondragone” prevedono l’adozione «ciascuno nel proprio Paese e con il coinvolgimento dei propri stakeholder, di modelli sostenibili e di maggiore apertura verso la società», una maggiore cooperazione internazionale fra le università nel settore della didattica e della ricerca, il coinvolgimento delle istituzioni non accademiche, più risorse e progetti specifici nell’ambito dello sviluppo sostenibile, compresa la formazione del personale.