Un messaggio urgente per i paesi ricchi
Redazione 16 novembre 2013 La Gabbianella in...forma

Un messaggio urgente per i paesi ricchi

Internazionale-161113Un messaggio urgente per i paesi ricchi
L’opinione

Walden Bello, The Philippine Daily Inquirer, Filippine

Internazionale, 16 novembre 2013

Il cambiamento climatico colpisce soprattutto quelli che non ne hanno colpa. È ora di cambiare le cose

Sembra che le Filippine siano il luogo prescelto dalla natura per l’invio dei suoi messaggi urgenti all’umanità. Questa volta il messaggero si chiama Yolanda, conosciuto nel resto del mondo come Haiyan. Dopo Bopha nel 2012, per il secondo anno consecutivo il tifone più potente del mondo si è abbattuto sulle Filippine. E per il terzo annodi seguito una tempesta distruttiva ha deviato dal solito percorso seguito dai tifoni colpendo comunità totalmente impreparate, che non avevano mai dovuto affrontare eventi climatici così disastrosi. Sendong nel dicembre 2011 e Bopha nel 2012 avevano investito Mindanao estendendosi in direzione orizzontale, mentre Haiyan si è scagliato, sempre orizzontalmente, sulle isole Visayas.

I supertifoni che seguono percorsi inediti sono un prodotto del cambiamento climatico: è questo il messaggio che la natura ha comunicato ai filippini e al mondo intero, incollato agli schermi a guardare le immagini del violentissimo tifone che ha spazzato via le Filippine centrali nel suo cammino verso il continente asiatico.

Il messaggio mandato dalla natura attraverso Haiyan – i cui venti sono stati molto più potenti di quelli dell’uragano Sandy, che ha colpito il New jersey e New York nell’ottobre del 2012, e dell’uragano Katrina, che ha devastato New Orleans nel 2005 -era diretto in particolare ai leader mondiali riuniti a Varsavia per i negoziati annuali sul cambiamento climatico (Cop 19) cominciati l’11 novembre. Bopha aveva travolto l’isola di Mindanao alla fine della conferenza di Doha (Cop 18) del 2012. È solo una coincidenza? Ma i paesi riuniti a Varsavia difficilmente si riveleranno all’altezza della situazione. All’inizio di quest’anno sembrava che l’uragano Sandy avrebbe portato per una volta il cambiamento climatico tra le priorità del presidente statunitense Barack Obama, ma così non è stato. Nonostante abbia dichiarato che le agenzie federali stanno prendendo provvedimenti per obbligare le centrali elettriche a diminuire le emissioni di carbonio e per incoraggiare lo sviluppo di fonti di energia pulita, Obama non ha mandato a Varsavia una delegazione intenzionata a cambiare la politica degli Stati Uniti, che non hanno ratificato il protocollo di Kyoto. Anche se il 70 per cento degli statunitensi crede al cambiamento climatico, Obama non ha il coraggio di sfidare gli scettici tra le file del Tea party e l’establishment del settore industriale statunitense.

Voci influenti
Altrettanto remota è la possibilità che la Cina, oggi la maggiore produttrice di anidride carbonica al mondo, accetti di limitare l’emissione di gas serra. Pechino sa che anche gli Stati Uniti hanno largamente contribuito all’effetto serra e dovrebbero essere sottoposti alle stesse limitazioni. Come la Cina, anche il Brasile, l’India e gli altri paesi emergenti più industrializzati le voci più influenti nella coalizione formata dal Gruppo dei 77 con la Cina – sostengono che i loro piani di sviluppo industriale, basati su enormi emissioni di anidride carbonica, non debbano essere messi in discussione. Secondo la piattaforma di Durban concordata nel 2011, i governi  dovrebbero portare a termine il piano di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2015 e raggiungere un ulteriore risultato entro il 202o.

Gli scienziati sono convinti che questo intervallo di sette anni, in cui gli Stati Uniti e molti altri paesi non potranno essere obbligati a ridurre le emissioni di anidride carbonica, sia pericolosissimo. Ogni anno è di fondamentale importanza per impedire un aumento di due gradi centigradi delle temperature medie mondiali, punto oltre il quale la situazione climatica sarà davvero disastrosa.

Paesi insulari come le Filippine sono i più esposti al cambiamento climatico: ogni anno eventi frequenti e violentissimi come Haiyan e Bopha ricordano a questi paesi quanto sia ingiusta la situazione che stanno vivendo. I minori responsabili del cambiamento climatico sono le sue vittime principali. Il loro interesse non è solo quello di accedere ai fondi per 1`adattamento” (un fondo per il clima a cui i paesi ricchi, entro l’inizio del 2020, dovrebbero versare circa 75 miliardi di euro all’anno ai paesi poveri per aiutarli ad adattarsi ai cambiamenti climatici; ma per ora i contributi stentano ad arrivare). I tifoni e gli uragani hanno raggiunto una potenza mai vista e i paesi più colpiti devono spingere i responsabili dell’effetto serra ad accettare subito delle limitazioni radicali nelle emissioni di gas e non entro il 2020.

Durante i negoziati di Doha del 2011, uno dei leader della delegazione filippina ha pianto parlando della devastazione di Mindanao a opera di Bopha, un grande momento di verità nel dibattito sul clima. Quest’anno la delegazione filippina a Varsavia deve riuscire a trasformare le lacrime in rabbia e adottare anche tattiche poco ortodosse, per esempio interrompere i colloqui prima che la conferenza arrivi alla solita impasse, con il nord ricco alleato contro il gruppo dei 77 e la Cina, mentre il mondo precipita verso l’aumento delle temperature di 4 gradi centigradi, un’eventualità che secondo la Banca mondiale diventerà una certezza senza un enorme sforzo internazionale. ? lp

La delegazione filippina al vertice sul clima deve trasformare le lacrime in rabbia e adottare anche tattiche poco ortodosse

Walden Bello è un sociologo filippino che insegna all’Università delle Filippine Diliman. In Italia hapubblicato Le guerre del cibo (Nuovi Mondi2009).