Un catalogo per le buone prassi del volontariato
Redazione 29 maggio 2013 La Gabbianella in...forma

Un catalogo per le buone prassi del volontariato

RS_280513Strumenti di lavoro: gli aggiornamenti dalle agenzie di stampa su volontariato e terzo settore.

Redattore sociale, 28 maggio 2013
Arriva il catalogo delle buone prassi del volontariato

Sono 278 le schede che accolgono le migliori esperienze sul territorio dei 78 Centri di servizio del volontariato in Italia. Il volume è pensato anche come strumento di lavoro interno per mettere in rete i progetti e renderli replicabili

ROMA – Dalla promozione alla consulenza, passando attraverso il lavoro in rete, la progettazione e le raccolte fondi. Sono 278 le schede che compongono il “Catalogo delle buone prassi per il volontariato e il bene comune”. Un corposo volume che raccoglie e mette in rete le esperienze dei 78 centri di servizio per il volontariato sparsi su tutto il territorio nazionale. Il lavoro è stato presentato nel corso della conferenza annuale dei Csv di Lecce che si è chiusa domenica scorsa.

“Si tratta di una prima raccolta di esperienze ad uso dei centri di servizio del volontariato – racconta Giorgio Sordelli, curatore del volume – . Abbiamo voluto raccontare e mettere in comune quello che fanno i diversi csv per innescare una sorta di contaminazione tra buone prassi, condividere e rafforzare tutta la rete del volontariato”. Il catalogo è, infatti, pensato come uno strumento di lavoro ad uso interno: oltre all’analisi delle best practice vengono forniti anche i contatti dei referenti per favori lo scambio diretto di esperienze. “Una delle voci che abbiamo inserito nel catalogo – aggiunge Sordelli – riguarda i criteri di replicabilità dei progetti, proprio perché vogliamo favorire l’interscambio e la possibilità di fare rete tra i Csv”.

Tra le buone pratiche nel campo della promozione e della cittadinanza attiva troviamo ad esempio una “carovana della solidarietà” in Sardegna, iniziativa nata con l’obiettivo di diffondere la cultura della solidarietà e stimolare l’impegno, in modo completamente gratuito, nel volontariato. Ma c’è anche un progetto che riguarda le misure alternative alla detenzione: il Csv ha stipulato infatti una convenzione con il Tribunale per consentire ai condannati lo svolgimento di lavori di pubblica utilità, presso la propria struttura. Nel capitolo consulenze, invece, diversi sono i progetti che aiutano a tenere un bilancio sociale, ma c’è anche supporto per la gestione degli archivi. Numerose sono, inoltrem anche le best practice nel campo dei servizi. Tra queste la Casa del volontariato: spazi messi a disposizione dai Csv per le organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale.

Per il presidente di Csvnet Stefano Tabò l’obiettivo del lavoro è anche stimolare una “competizione cooperativa”. “ Il catalogo è pensato, principalmente, per divenire stimolo alla programmazione dei centri di servizio per il volontariato. Non rappresenta, quindi, una brochure pubblicitaria: non si mostra per lustro o per mettere qualcosa in vendita –spiega nella prefazione- . Le schede raccolte raccontano di progetti, di azioni, di strumenti che vengono fatti conoscere per sollecitare proficue collaborazioni tra Csv in vista di una più intensa ed efficace promozione del volontariato”. Non solo, ma il volume è è fatto anche “per intensificare tra i Csv quella pratica che tanto bene ha fatto all’umanità e che consiste nel puro e semplice ‘copiare’le soluzioni che si sono rivelate valide, reggendo alla prova del tempo e dei fatti. Di qui, dall’esperienza, si può procedere, affinandola, migliorandola, facendola ancora evolvere. Così – conclude Tabò – il catalogo esprime ed insieme sollecita una partecipata competizione cooperativa”.

Nonostante si tratti di quasi trecento schede gli autori parlano di un lavoro ancora parziale. “Molti percorsi e molte attività non sono stati ancora segnalati oppure avviati nel secondo semestre del 2012 e, quindi, al di fuori della possibilità di essere inseriti –sottolineano -Queste prime schede raccolte dai Csv sono state 278. In questa prima fase, ogni centroha avuto a disposizione un’ampia gamma di possibili aree nelle quali ricondurre l’attività, il servizio o l’iniziativa illustrata”.