Terzo settore: a che punto sono le deleghe sociali
Redazione 27 giugno 2013 La Gabbianella in...forma

Terzo settore: a che punto sono le deleghe sociali

Strumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti sul Terzo settore e le politiche sociali

Redattore sociale, 27 giugno 2013

Le deleghe sociali prendono corpo. Ancora orfane famiglia e droghe

Politiche per la famiglia, arriva un nuovo capo dipartimento. L’Unar segue le Pari opportunità, andate a Guerra, ma su rom e antirazzismo farà riferimento alla ministra Kyenge, già al lavoro su Giovani e Servizio civile

ROMA – A due mesi dal giuramento del governo Letta, avvenuto il 28 aprile scorso, le politiche su droghe, adozioni internazionali e famiglia sono ancora orfane di un referente politico, ma qualcosa, tra palazzo Chigi e i vari dipartimenti, si sta muovendo. Le novità riguardano in primo luogo le politiche per la famiglia. Nonostante le indiscrezioni avessero dato per certo l’affidamento della delega al ministero del Welfare, ad oggi non c’è ancora nulla di ufficiale se non il nome del nuovo capo dipartimento per le Politiche della famiglia, Caterina Cittadino, fino al 2012 capo del dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo.

Alla vice ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Cecilia Guerra, spettano però i rapporti col Terzo settore, l’inclusione sociale, in parte anche l’immigrazione (divisa con i ministeri dell’Interno e dell’Integrazione), tra cui anche la questione dei minori non accompagnati e da ieri, dopo la riorganizzazione delle competenze affidate alla ex ministra Josefa Idem, vanno ad aggiungersi anche le Pari opportunità, non senza il malcontento di parte del mondo dell’associazionismo, per aver visto le Pari opportunità passare da un ministero dedicato ad una delega affidata ad un altro ministero. Su questo, però, sono rassicuranti le parole del presidente del Consiglio, Enrico Letta, che ieri, al termine del Consiglio dei ministri, ha sottolineato che la vice ministra Guerra “quando dovrà occuparsi di questi temi potrà partecipare alle riunioni del Consiglio dei ministri”. Sotto l’ala delle Pari opportunità resta l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar). “Siamo fiduciosi – ha commentato il direttore Marco De Giorgi -. Con la vice ministra Guerra lavoriamo già su altri temi come la disabilità. È molto sensibile al tema delle discriminazioni”. L’ufficio, ha aggiunto De Giorgi, resterà incardinato presso le Pari opportunità, ma “per quanto riguarda la Strategia rom e il Piano triennale antirazzismo 2013-2015 – ha aggiunto – dobbiamo raccordarci anche col ministro Kyenge”.

La ministra dell’Integrazione, Cécile Kyenge, si è vista intanto assegnare la delega alle Politiche giovanili, una partita importante che oltretutto include un settore sensibile come il servizio civile dove è particolarmente viva l’attenzione delle associazioni. A sua volta, dentro il servizio civile, c’è un tema caldo direttamente correlato proprio all’integrazione: l’apertura del Servizio civile agli stranieri. Dopo la recente sentenza della Corte d’Appello di Milano, che ha riconosce la possibilità ai cittadini stranieri di fare il Servizio civile, dal ministero fanno sapere che la questione è una di quelle su cui si sta lavorando.

Sempre a Kyenge toccherà anche il timone della Strategia nazionale per l’inclusione di rom, sinti e camminanti, il piano presentato alla Commissione europea dall’allora ministro all’Integrazione e alla Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi. “Dobbiamo attuare la strategia 2012-2020, di cui l’Unar è focal point per la Commissione europea – ha spiegato De Giorgi -. A breve la ministra Kyenge convocherà la prima riunione della cabina di regia politica con gli altri ministri per dare impulso all’attuazione della strategia”. Sul tavolo della cabina di regia finirà anche il primo studio realizzato da un gruppo di lavoro coordinato dal ministero dell’Interno e dall’Unar sul tema dell’apolidia.

Sfumano, infine, le ipotesi di affidare le deleghe sulle droghe alla ministra Cécile Kyenge. Ad oggi, infatti, non c’è ancora un vincitore nel lungo braccio di ferro tra chi vuole un cambio di rotta con gli indirizzi dati dall’allora sottosegretario Carlo Giovanardi e chi cerca invece continuità e la mancanza di disposizioni ufficiali è l’unica certezza, anche se le ultime indiscrezioni parlano di una delega affidata alla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. Nulla di certo neanche sulle adozioni internazionali, nonostante gli appelli al governo delle associazioni. Tra le poche deleghe fortunate, c’è invece quella della cooperazione internazionale, affidata al vice ministro degli Esteri, Lapo Pistilli, e quella sui giochi, andata ad Alberto Giorgetti, sottosegretario all’Economia. (ga)