Strumenti di lavoro: si riapre il confronto sul 5 per mille
Redazione 20 maggio 2013 La Gabbianella in...forma

Strumenti di lavoro: si riapre il confronto sul 5 per mille

Sole24Ore_200513Da il Sole24Ore del 20 maggio 2012

Riforme. Dopo la pubblicazione degli elenchi 2011 settimana cruciale per gli adempimenti di quest’anno.
Il 5 per mille torna in cantiere
Perequazione e «tetto» nel mirino di possibili modifiche alla norma.
di Carlo Mazzini / Elio Silva

La pubblicazione degli elenchi per il 2011, relativi ai redditi 2010, ha riportato sotto i riflettori il 5 per mille, a oggi unica norma di sussidiarietà fiscale a beneficio del non profit.
Le questioni che, dopo la diffusione dei dati da parte dell’ agenzia delle Entrate (si veda «Il Sole 24 Ore» del 10 maggio), monopolizzano il dibattito sono principalmente tre. La prima riguarda, ancora una volta, l’ esigenza di dare stabilità alla norma e garantire tempi certi per le erogazioni, il cui ritardo rispetto al momento dell’ opzione da parte del contribuente si mantiene costantemente oltre i due anni.
La seconda questione che fa discutere attiene all’ efficienza dello strumento e si basa sulla constatazione che la stragrande maggioranza dei fondi è appannaggio di un ristretto gruppo di grandi Onlus, in grado di mobilitare l’opinione pubblica, mentre la platea generale di oltre 33mila realtà candidate si deve accontentare di poche briciole.
Al riguardo esistono, all’ interno della galassia non profit, due opposte scuole di pensiero: c’è chi preme per l’introduzione di un meccanismo di perequazione che, senza tradire la volontà espressa dai contribuenti, consenta comunque una maggiore equità nella ripartizione dei fondi. E chi, al contrario, identifica proprio nella frammentazione delle candidature un punto di debolezza della norma, per cui viene invocata una razionalizzazione dei criteri di ammissione.
C’ è, poi, un terzo fronte caldo, legato, più o meno direttamente, al tetto di 400 milioni fin qui previsto dal legislatore.
Per il 2011 la somma totale pubblicata dalle Entrate ammonta a circa 395 milioni (compreso quanto assegnato agli esclusi), cifra di poco superiore a quanto comunicato l’anno scorso per il 2010. In quell’occasione era stata grande la sorpresa delle organizzazioni (si veda «Il Sole 24 Ore» del 21 maggio 2012) nel vedere aumentato il numero dei contribuenti, ma ridotti gli importi assegnati. Il taglio, di circa 80 milioni, era stato poi ammesso nel novembre scorso dall’ allora ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, in risposta ad una lettera del Forum del Terzo Settore. Quest’ anno si ripresenta la stessa ipotesi, dato che, secondo le statistiche del ministero dell’ Economia, le imposte nette versate per l’anno 2010 sono state, sia in assoluto che pro-capite, maggiori rispetto all’ anno precedente, rispettivamente nella misura del 2 e del 2,5 per cento.
Segnali di un ritorno di interesse si registrano anche a livello parlamentare: tre esponenti Pd provenienti dall’ associazionismo non profit, Paolo Beni, Edoardo Patriarca e Filippo Fossati, hanno promosso l’idea di un “intergruppo” per il Terzo settore, raccogliendo un numero di adesioni già superiore a cento.

Le prossime settimane diranno se, nei ristretti spazi di manovra di questo avvio di legislatura, troverà posto anche la riforma del 5 per mille.
Nel frattempo il calendario degli adempimenti mette le organizzazioni di fronte a nuove scadenze: oggi scade il termine entro il quale le organizzazioni del volontariato e dello sport dilettantistico devono eventualmente correggere i dati (codice fiscale, denominazione e indirizzo) pubblicati martedì scorso sul sito delle Entrate. Lunedì prossimo, poi, saranno pubblicati i due elenchi definitivi per l’ edizione di quest’anno, con le correzioni pervenute all’amministrazione finanziaria.
L’ altra scadenza è fissata al primo luglio, data entro la quale deve essere inviata per raccomandata con ricevuta di ritorno la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale il rappresentante legale dichiara che i requisiti per iscriversi agli elenchi sussistevano fin dal momento della presentazione della domanda.
Dall’ anno scorso, inoltre, è possibile sanare il mancato o parziale invio della domanda o della dichiarazione sostitutiva adempiendo entro il 30 settembre e aderendo all’ istituto della remissione in bonis, con il pagamento della sanzione minima di 258 euro.
Per quanto riguarda, invece, le erogazioni relative al 2010 (redditi 2009), che dovrebbero essere già pervenute alle organizzazioni, va tenuto presente che, a partire dalla data di accreditamento sul conto corrente, gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche hanno un anno di tempo per rendicontare l’ impiego delle somme, e per chi avesse incassato più di 20mila euro sussiste l’ obbligo di inviare il rendiconto al ministero competente entro il mese successivo alla scadenza dell’ anno.