“Sosteniamo il futuro” con il diritto allo studio
Redazione 15 maggio 2013 La Gabbianella in...forma

“Sosteniamo il futuro” con il diritto allo studio

Unilak_Fondodisolidarieta_SaDA cosa serve il fondo di solidarietà “Sosteniamo il futuro”? Perché destinare il 5 x 1000 nella dichiarazione dei redditi a La Gabbianella – Coordinamento per il sostegno a distanza? Ecco una storia raccontata dall’associazione Progetto Rwanda.

Jean, 22 anni, è un sopravvissuto al genocidio in Rwanda. Sono stati uccisi il padre e i due fratelli. Il ragazzo vive con la madre, disabile per le percosse e i maltrattamenti subiti durante il genocidio.
Jean si è sempre dimostrato un ragazzo molto studioso, capace e di talento. Grazie alla borsa di studio del fondo di solidarietà “Sosteniamo il futuro”, Jean si è potuto iscrivere al primo anno della Facoltà di gestione e Informatica presso l’Unilak (Università laica di Kigali) per l’anno accademico 2012-2013. A fine gennaio 2013 ha ultimato il primo semestre con ottimi risultati. Il secondo semestre termina nel giugno 2013.

Il Rwanda, piccolo stato dell’Africa centrale situato nella regione dei “Grandi Laghi”, occupa il 152° posto su 169 nella classifica stilata dal Rapporto mondiale sullo sviluppo umano e ha una popolazione di circa 9 milioni e mezzo di abitanti, a prevalenza femminile (53%), una densità di abitanti per km2 tra le più elevate del continente, un tasso di crescita inferiore alle media africana a causa dell’elevata mortalità infantile (120 per mille), delle difficili condizioni socio-sanitarie (la speranza di vita è di 39 anni) e del drammatico bilancio del genocidio che nel 1994 ha devastato il paese. Il 57% delle famiglie vive sotto la soglia di povertà e di queste il 60% sono dirette da donne, per più della metà vedove. Anche se il Rwanda vive attualmente una fase di sviluppo economico, grazie alle strategie nazionali e agli aiuti internazionali, al suo interno continuano a persistere sacche di povertà estrema. Questo problema impedisce a gran parte dei giovani l’accesso agli studi universitari, in quanto le università presenti nel Paese, sono per la maggior parte private e richiedono costi altissimi. Ciò si traduce nella presenza di un alto tasso di disoccupazione giovanile e, di conseguenza, in una situazione di elevato disagio.