Sostegno a distanza: “Mandiamole a scuola” anche a 4.000 metri
Centro Archivio 1 settembre 2013 Le news e gli eventi delle nostre associazioni

Sostegno a distanza: “Mandiamole a scuola” anche a 4.000 metri

sostegno a distanza

Dalla rassegna stampa gli aggiornamenti sul lavoro delle associazioni che aderiscono al Coordinamento per il sostegno a distanza. Nella rubrica Solidarietà de Il Venerdì del quotidiano La Repubblica l’articolo dedicato all’associazione Asia onlus.

L’altra metà del cielo ha una scuola a 4 mila metri
Solidarietà di Antonella Barina
Il Venerdì, La Repubblica, 30 agosto 2013

C’è una scuola a quattromila metri di altezza sull’atopiano del Tibet – lungo una strada sterrata, a 23 chilometri dalla città di Raja – che a più di cinquecento bambine offre la loro unica occasione di riscatto. Per chi viene dai villaggi arrampicati su quelle cime o da famiglie nomadi che migrano con le mandrie di yak in cerca di pascoli, sfuggire all’analfabetismo che opprime tre quarti della popolazione femminile è un’opportunità da non perdere: domani quelle bambine saranno donne che leggono e scrivono. Consapevoli della loro possibilità. E potranno sperare in una vita migliore. In quella scuola frequentano le elementari e le medie, dormono, mangiano, ricevono un insegnamento di qualità. Che valorizza la cultura tibetana tradizionale, ma insegna anche a aprlare il cinese, la lingua degli occupanti, e l’inglese, quella dei nuovi orizzonti. A costruire l’istituto, nel 2004, è stata la ong fondata da Namkhai Norbu, uno dei grandi maestri del Buddhismo tibetano., che da 25 anni promuove lo sviluppo delle minoranze nei paesi dell’Himalaya. Prima lassù, su quelle vette vicino al cielo, c’era solo una scuola maschile, chiusa alle ragazze, perché situata sul terreno di un monastero.
Ma ora la scuola femminile di Raja è in difficoltà. Le durissime condizioni atmosferiche – anche 40 gradi sotto zero – danneggiano gli edifici, che richiedono lavori di manutenzione. Il numero crescente di bambine iscritte (prima 200, ora 536) impone spazi più ampi. E urgenze improrogabili sono una nuova cucina, per condizioni igieniche più sicure, e una nuova mensa, per pasti e attività comuni. Bisogna iniziare a costruirle entro settembre, prima dell’inverno. Un edificio di 421 metri quadri realizzato con tecniche di bio-architettura (come tutto il resto della scuola) richiede 122mila euro. Ne mancano 77mila. Si possono fare donazioni grandi e piccole (www.asia-ngo.org) o organizzare una raccolta fondi o usare blog e social network per lanciare l’appello. Un anno fa avevo chiesto 31mila euro per salvare dalla chiusura un’altra scuola voluta da Asia in Tibet: sono stati raccolti in pochi giorni.


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