Siria, l’istruzione interrotta
Redazione 13 dicembre 2013 La Gabbianella in...forma

Siria, l’istruzione interrotta

unicef-SiriaStrumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti sulla situazione internazionale.

Siria, Unicef: in atto calo istruzione peggiore di sempre

Secondo un nuovo documento pubblicato oggi (“Syria Crisis: Education Interrupted”- “L’Istruzione interrotta”), il calo dei livelli di istruzione per i bambini siriani è stato il più rilevante e rapido nella storia della regione

Redattore sociale, 13 dicembre 2013

Roma – Secondo un nuovo documento pubblicato oggi (“Syria Crisis: Education Interrupted”- “L’Istruzione interrotta“), il calo dei livelli di istruzione per i bambini siriani è stato il piu’ rilevante e rapido nella storia della regione. “L’Istruzione interrotta” sottolinea che dal 2011 circa 3 milioni di bambini della Siria sono stati costretti ad interrompere il proprio percorso di studi a causa dei combattimenti che hanno distrutto le classi, hanno impedito ai bambini di andare a scuola e hanno costretto le famiglie lasciare il paese. I progressi fatti nell’ultima decade si sono invertiti negli ultimi 3 anni.

Il documento è il primo tentativo di quantificare la reale portata dello sconcertante declino in materia di istruzione in un paese dove il tasso di frequenza alla scuola primaria era pari al 97% prima del conflitto iniziato nel 2011. Più di 1.000 giorni di sangue in Siria sono la testimonianza che milioni di bambini hanno perso la loro istruzione , le scuole e gli insegnanti. Nella migliore delle ipotesi, i bambini ricevono un’istruzione discontinua. Nel peggiore dei casi, hanno abbandonato la scuola e sono costretti a lavorare per sostenere le loro famiglie. All’interno della Siria , 1 scuola su 5 non può essere utilizzata perché danneggiata, distrutta o è diventata un riparo per sfollati. Nei paesi in cui sono ospitati i rifugiati siriani, tra i 500.000 – 600.000 bambini rifugiati siriani non vanno a scuola.

Le zone piu’ colpite sono quelle all’interno della Siria, dove stanno avendo luogo terribili violenze – tra cui A- Raqqa, Idlib, Aleppo, Deir Ezzour, Hama, Dara’a e Damasco rurale. In alcune di queste aree i tassi di frequenza sono crollati al 6%.

Prima del conflitto la Siria era leader nella regionale rispetto all’iscrizione scolastica, in meno di tre anni la riduzione piu’ rilevante nel campo dell’istruzione, ovunque nella regione, ha avuto conseguenze disastrose per il futuro. Il documento elenca alcuni dei fattori che hanno contribuito a questo rapido svuotamento delle aule. All’interno della Siria, l’intensificarsi delle violenze, i grandi spostamenti della popolazione, le uccisioni, la fuga degli insegnanti, la distruzione e l’uso improprio delle scuole hanno reso l’apprendimento più difficile per i bambini.

Molti genitori riferiscono di non avere altra scelta se non tenere i propri figli a casa piuttosto che rischiare di mandarli a scuola.

Nei paesi limitrofi lingue e dialetti diversi, differenti curricula, spazi per l’apprendimento limitati o inesistenti, sicurezza fisica, poverta’ e le tensioni della comunita’ stanno tenendo i bambini lontani dalle aule. Nel frattempo, i bambini e gli insegnanti delle comunita’ ospitanti si trovano ad affrontare aule più affollate e un aumento della pressione sui sistemi d’istruzione.

Il documento definisce inoltre azioni critiche che, se intraprese ora, potrebbero invertire questa diapositiva:

  • Proteggere le infrastrutture scolastiche all’interno della Siria tra cui smettere di utilizzare le scuole per scopi militari, dichiarare le scuole zone di pace, verificare che le parti in conflitto tengano conto della protezione delle scuole.
  • Raddoppiare gli investimenti internazionali per l’istruzione nei paesi di accoglienza per ampliare e migliorare gli spazi per l’apprendimento; reclutare un numero maggiore di insegnanti e ridurre drasticamente i costi per mandare i bambini a scuola.
  • Approcci innovativi per rispondere ai bisogni educativi dei bambini rifugiati siriani attraverso una certificazione trasferibile per gli studenti rifugiati.
  • Ampliare modelli collaudati come l’apprendimento a casa, centri di apprendimento non formale e spazi a misura di bambino che forniscono supporto psicosociale ai bambini.