Sbilanciamoci!, una contromanovra finanziaria
Redazione 24 novembre 2016 La Gabbianella in...forma

Sbilanciamoci!, una contromanovra finanziaria

di Marta Donolo

La campagna Sbilanciamoci!, a cui aderiscono tra le altre Arci, Cittadinanza attiva, Antigone, FISH e WWF, propone e organizza ogni anno attività di denuncia, sensibilizzazione e animazione politica e culturale affinché la politica, l’economia e la società si indirizzino verso la realizzazione dei principi della solidarietà, dell’uguaglianza, della sostenibilità, della pace. Dal 1999, oltre 48 organizzazioni della società civile si sono unite per sviluppare questo progetto, impegnandosi a favore di un’economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo fondato sui diritti, l’ambiente e la pace.

La scorsa settimana il deputato Giulio Marcon ha presentato in conferenza stampa, il rapporto annuale di Sbilanciamoci!. Le 115 proposte messe sul tavolo di discussione riguardano 7 aree di intervento: dal fisco al lavoro, dall’istruzione all’ambiente, dal welfare all’altraeconomia, passando per la pace e la cooperazione internazionale, in una sorta di “controfinanziaria” che condanna le misure di austerity attuali. Dei 40 miliardi previsti nella manovra finanziaria, infatti, 15 sono previsti per le clausole salvaguardia. L’obiettivo del mantenimento dell’equilibrio di bilancio fa riflettere sulla necessità di intervenire sul lato delle entrate attraverso una manovra fiscale più equa e che non metta a rischio i conti pubblici.

Ridurre il peso fiscale per le fasce di reddito più basse, aumentare la tassazione sui voucher, investire in settori prioritari quali i servizi verdi, le innovazioni tecnologiche, il rafforzamento dei servizi di welfare e l’aumento dei fondi sociali sono alcuni esempi di ambiti di intervento auspicabili. La mancanza di una strategia nell’investimento delle risorse riguarda le politiche di inclusione sociale nella gestione dei migranti; concerne infatti interventi spot e non strutturali per la scuola, come il bonus di 500 euro agli studenti o l’accesso a 400 borse studio possibile solo per pochi meritevoli, come anche la situazione dell’edilizia scolastica o dell’offerta formativa, con tirocini spesso non attinenti ai percorsi formativi intrapresi.

La manovra favorisce soprattutto le imprese e interviene poco sul lavoro, è stato dichiarato durante la conferenza, prevedendo un welfare di tipo compassionevole. Se si può parlare di buon uso della spesa pubblica con l’istituzione di una no tax area per studenti che dichiarano meno di 23.000 euro di Isee o gralzie all’abolizione delle detrazioni Irpef previste per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole private secondarie, non si è ancora provveduto a istituire una pensione di garanzia per i giovani o a sostenere una rete nazionale di mercati e fiere eco&eque e avviare un piano per lo sviluppo degli open data.

“Anche la spesa militare per programmi di armamento – ha dichiarato l’onorevole Marcon – dovrebbe piuttosto finanziare politiche di pace e di cooperazione internazionale, provvedere a un adeguamento delle risorse per il servizio civile universale, come anche pensare alla riconversione a fini civili dell’industria a produzione militare. Questi interventi sarebbero capaci di modificare la qualità della vita e il benessere sociale delle persone e garantire le pari opportunità, riorientando le risorse in modo equo e sostenibile.”

da EcodaiPalazzi.it