Sahel: Fao, “In 11 milioni a rischio fame”
Redazione 5 settembre 2013 La Gabbianella in...forma

Sahel: Fao, “In 11 milioni a rischio fame”

Avvenire-050913Strumenti di lavoro: dalla rassegna stampa gli aggiornamenti sulla situazione internazionale.

«In 11 milioni a rischio fame»

L’appello della Fao: più aiuti, è arrivato solo il 17% dei fondi promessi

Avvenire, 5 settembre 2013

DA Roma – E’ allo stremo il Sahel. Flagellata da tre successive di crisi alimentari, la regione ha esaurito le scorte di cibo. Impossibile per i contadini poveri acquistare viveri, dati gli alti prezzi. Almeno undici milioni di persone soffrono la fame. A lanciare l’allarme è stata ieri la Fao. Che ha invitato la comunità internazionale ad incrementare i finanziamenti per le popolazioni dell’area ai margini del Sahara. Dei 113,1 milioni chiesti per quest’anno dall’Agenzia Onu, sono arrivati effettivamente meno di 20, appena il 17 per cento del totale. Invece dei sei milioni di agricoltori che avrebbe voluto assistere, la Fao ha potuto aiutarne solo 1,6. Troppo pochi, ha ribadito l’organizzazione.

I ripetuti choc alimentari del 2005, 2008 e 2012 – spiega Lamourdia Thiombiano, capo ad interim dell’Ufficio regionale della Fao per l’Africa e dell’Ufficio per l’Africa occidentale hanno eroso «la capacità delle popolazioni povere di mantenere o ripristinare i propri mezzi di sussistenza. Invece di lavorare i propri campi, molti agricoltori poveri sono stati costretti a vendere la propria forza lavoro e non hanno potuto approfittare delle buone condizioni climatiche per i raccolti del 2012». L ennesima trappola della miseria. Da cui è difficile per gli abitanti uscire coni propri mezzi. «Le necessità del Sahel sono enormi – ha affermato Thiombiano – ed è necessario un rinnovato impegno da parte della comunità dei donatori per sostenere l’agricoltura e la produzione animale. Investire in agricoltura e rafforzare la ripresa dei contadini poveri aiuta a ridurre la fame» presente ma anche futura.

A preoccupare la Fao sono soprattutto Mali, Nigeria, Ciad e Niger dove la malnutrizione cronica dilaga fra i bambini sotto i cinque anni. Ne soffrono almeno 1,4 milioni di piccoli. E i ricoveri nei centri medici sono aumentati negli ultimi mesi. Anche perché la cosiddetta “stagione magra’- quella tra un raccolto e l’altro – è arrivata prima del previsto per le conseguenze della crisi del 2012. Mentre i prezzi dei generi base – in particolare miglio, mais e sorgo – continuano a lievitare.