Riforma della cooperazione, partiti e ong verso una proposta unitaria
Redazione 3 giugno 2013 La Gabbianella in...forma

Riforma della cooperazione, partiti e ong verso una proposta unitaria

Strumenti-di-lavoro-La-GabbianellaStrumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti su cooperazione, volontariato e terzo settore.

Dal Redattore sociale
Roma, 3 giugno 2013

Riforma della cooperazione, partiti e ong verso una proposta unitaria

Ad oggi sono tre i disegni di legge: Pd, Sel e Scelta civica. Marcon (Sel): “Entro la fine di giugno spero si riesca a trovare un percorso condiviso per fare in modo che la nuova legge venga finalmente alla luce”

ROMA – “Entro la fine di giugno spero si riesca a trovare un percorso condiviso per arrivare in tempi brevi ad una proposta di legge comune”. Così Giulio Marcon, deputato di Sinistra ecologia e libertà, sulla possibilità di riunire gli schieramenti politici a favore di una riforma della cooperazione allo sviluppo durante un incontro col mondo delle Ong tenutosi questo pomeriggio presso la sala della Mercede della Camera dei deputati a Roma. Ad oggi, infatti, sono tre i disegni di legge presentati per aggiornare l’impegno italiano nella cooperazione presentati rispettivamente dal Partito democratico, da Sinistra ecologia e libertà (di cui Marcon è primo firmatario) e da Scelta civica per l’Italia.

“L’obiettivo è quello di costruire una proposta unitaria comune tra le forze politiche in collaborazione con il mondo dell’associazionismo e della cooperazione internazionale – ha spiegato Marcon – per fare in modo che la nuova legge sulla cooperazione venga finalmente alla luce”. Un obiettivo, ha aggiunto Marcon, mai così raggiungibile come oggi e su cui si sono già trovati diversi punti in comune da cui partire. “Sono 15 anni che si parla di riforma e a forza di parlarne abbiamo trovato anche delle sintesi che sono quelle prodotte da un dibattito molto approfondito e serio in questi anni. C’è un percorso comune che può trovare più facilmente il risultato finale, quello di una legge. Chiederemo la convocazione di una riunione di tutte le forze politiche in modo tale da avere subito una sede unitaria dove confrontare le varie proposte. La prossima tappa, infatti, è l’incontro dell’intergruppo sulla cooperazione”.

Dalle ong, intanto, l’appello a fare presto. “I tempi oggi sono molto limitati – ha detto Nino Sergi, di Intersos -. Sui contenuti, sulla necessità della coerenza, mi pare che ci sia un approccio simile nei vari disegni di legge. Quello che diverge è la concezione dell’architettura istituzionale, ma penso abbiamo esaminato la materia a tal punto che non sarà difficile trovare una convergenza. Tuttavia, occorre evitare di partire da zero e doppie discussioni, anzi bisogna accelerare la discussione in Parlamento”. Da Egizia Petroccione, coordinatrice del Cini, Coordinamento Italiano delle Ong internazionali, l’invito a trovare una strada comune in tempi utili. “Chiediamo all’intergruppo di dialogare per arrivare ad una proposta di legge condivisa. Come società civile siamo a disposizione e pronti a dialogare con l’intergruppo per portare avanti la miglior proposta di legge possibile, ma vorrei che tenessimo conto della realtà italiana di oggi, senza diminuire le aspettative, ma tenendo conto della situazione politica e della durata della legislatura”.

Più attento ai dettagli Marco Bertotto, direttore del coordinamento Agire. “C’è un tema che potrebbe essere affrontato in maniera diversa e riguarda l’intervento umanitario nel lavoro d’emergenza – ha spiegato Bertotto -. L’articolo 11 del testo proposto da Sel riconosce l’aiuto d’emergenza come altro rispetto alla cooperazione allo sviluppo e lo delega ad altre istituzioni e ad altri attori aventi questa responsabilità. Trovo un po’ allarmante una delega in bianco su un tema così centrale. L’aiuto umanitario non credo sia una parentesi di 90 giorni al massimo. È vecchia quella logica che vuole dividere in termini temporali l’emergenza dalla cooperazione allo sviluppo. Semmai, nella legge, come hanno fatto altri paesi europei, ci sarebbe bisogno di stabilire di definire procedure di cooperazione e di intervento di emergenza che siano adeguate nei tempi e nelle modalità in coerenza con i principi umanitari”. Critico, Bertotto, anche sulle donazioni private per alimentare il Fondo unico proposto dal ddl depositato da Marcon. “Lo trovo un po’ un passo indietro perché l’idea che lo Stato possa fare raccolta fondi per la cooperazione internazionale è esattamente quello che noi come Ong abbiamo da sempre avversato – ha concluso- . Si tratta di un punto del testo che andrebbe completamente eliminato”. (ga)