Parte da Bergamo il “Foursquare” del non profit
Redazione 2 agosto 2013 La Gabbianella in...forma

Parte da Bergamo il “Foursquare” del non profit

uiduOltre alla mappatura gelocalizzata delle non profit, la piattaforma mette a disposizione tool evoluti per gestire la raccolta fondi online, per effettuare campagne dedicate (sul 5 per mille, per esempio…), e per la gestione dei database.

Parte da Bergamo il “Foursquare” del non profit

uidu.org esce dalla fase beta e comincia a fare sul serio la piattaforma che geolocalizza e offre servizi evoluti alle onp

Vita, 2 agosto 2013

COME FA UN RAGAZZO TIPO ANDREA VANINI, bergamasco di 26 anni e faccino pulito, laurea in Bocconi e capacità di maneggiare bene numeri e business plan, a mettersi a disposizione di una realtà non profit per fare volontariato? «Con due amici, Enrico – 29 anni – e Simone 31, programmatore – finiti gli studi ci siamo fatti questa domanda. E, gira gira, abbiamo scoperto che sul web non c’era nulla che presentasse su un’unica piattaforma web il “bisogno di volontari” delle decine di migliaia di onp italiane. Così, una cosa del genere ce la siamo inventata».

Senza nessuna retorica da startupper emergente, parte da qui l’avventura imprenditoriale, ma rigorosamente non profit, di uidu.org (translitterazione dell’inglese We do, “noi facciamo”), una sorta di Fursquare delle realtà non profit. Una piattaforma web per la geolocalizzazione delle onp, che attraverso questo unico punto di contatto diventano così virtualmente accessibili. Si mettono in vetrina per potenziali volontari, ma anche (per esempio) per potenziali donatori. «La prima cosa che abbiamo notato quando, alla fine del 2012, abbiamo strutturato il progetto, è stata l’incredibile frammentazione di questo settore, che si traduce – per chi non lo conosce, ma magari vorrebbe avvicinarcisi – in grande confusione».

Punto di forza dell’idea, la geolocalizzazione. «Ci siamo accorti che non era solo il momento di fare rete tra organizzazioni, e tra organizzazioni e potenziali volontari o sostenitori, ma la cosa importante era iniziare a fare rete sul territorio. Dare un riferimento geografico forte, perché al di là di quello che è il mondo virtuale, le relazioni oggi sono sempre più relazioni di prossimità».

La prima versione della piattaforma è andata online «in versione molto beta», spiega Vanini, nel dicembre 2012, «perché volevamo cominciare a misurare le reazioni e aggiustare il tiro dei tool e degli strumenti direttamente online, perché misurarsi con la realtà è sempre il modo migliore. Soprattutto in “questa” realtà». Ora, a settembre, uidu.org entrerà in una sorta di “fase 2”, con una proposta di servizi evoluti alle non profit, soprattutto a quelle medio piccole, «dove non sempre c’è una persona dedicata a seguire la parte web, i social, i databáse informatici, gli strumenti di raccolta fondi online. Tutte quelle funzionalità che, al giorno d’oggi, una non profit non può permettersi di non avere».

650 le non profit che sono già state geolocalizzate e sono presenti su uidu.org