Onlus e finanza, le zone d’ombra
Redazione 8 settembre 2013 La Gabbianella in...forma

Onlus e finanza, le zone d’ombra

Sole24OreStrumenti di lavoro: dalla rassegna stampa gli aggiornamenti su Terzo settore e non profit.

Onlus e finanza, le zone d’ombra

Rilievi da Corte dei Conti, problemi fiscali, truffe: terzo settore nel mirino
I controlli e le regole per donazioni “sicure”

di Raffaela Ulgheri
Il Sole 24 Ore, 7 settembre 2013

Donazioni e volontariato sono i pilastri che sorreggono il mondo delle associazioni senza scopo di lucro. Il terzo settore ha assunto in Italia un peso economico importante nelle nicchie, più o meno vaste, in cui lo Stato o il mercato intervengono meno. I numeri sono consistenti. In base all’ultimo censimento Istat del 2011 relativo al settore delle Non profit organization, in Italia abbiamo a che fare con più di 300mila associazioni, circa 9o0mila persone coinvolte tra addetti (681mila) esterni (28omila) e lavoratori temporanei (5.544) e uno zoccolo duro di più di 4 milioni e 75omila volontari. Un universo nel quale però non mancano le zone d’ombra, come raccontano le cronache.

Qualche mese fa i Finanzieri del Comando provinciale di Imperia hanno scoperto 2.215 lavoratori in nero alle dipendenze di una falsa Onlus, in realtà un’azienda, camuffata da associazione di volontariato, che assumeva docenti stranieri (inquadrabili come lavoratori subordinati) e da Sanremo, dove venivano formati, li mandava a insegnare inglese in tutta Italia. Pagando in nero, la società aveva ottenuto ricavi non dichiarati per 12 milioni, con sanzioni previdenziali fino a 14 milioni. Altro caso eclatante quello di dicembre 2011, quando la società di investimenti Retemanager Spa, intermediaria tra due Onlus e Barclays, si era impossessata di nove milioni destinati ai bambini terremotati di Haiti. Il rappresentante della società, Bernardino Pasta, all’epoca dei fatti aveva mostrato alle Onlus falsi documenti di acquisto di bond emessi dall’istituto d’oltremanica.

Diverso il caso recente che collega Trento a diversi Paesi dell’America Latina, Argentina e Brasile in particolare. Un danno erariale di cinque milioni è stato contestato dalla Corte dei Conti alla Provincia autonoma di Trento e alla “Trentini nel mondo Onlus”. Come questo denaro sia stato speso e rendicontato è la domanda della Corte dopo l’indagine della Guardia di Finanza durata quasi due anni. Nel mirino delle Fiamme Gialle circa venti progetti di solidarietà in una decina di macroaree di intervento principalmente in Argentina e in Brasile, realizzati tra il 2004 e il 2009. In questo caso il danno è di natura contabile. «Il danno erariale è legato al fatto che sono stati stanziati contributi per indicazioni di spesa che noi riteniamo non sufficienti per la contabilità pubblica», commenta il colonnello Fabrizio Nieddu raggiunto da Plus24. «Allo stato attuale non è in discussione l’aspetto fiscale». Se così fosse, però, si aprirebbe un altro capitolo al di là delle 150 pagine di invito a dedurre con cui la Corte dei Conti ha esortato l’ex assessore e i dirigenti provinciali del tempo nonché i vertici e responsabili dell’Associazione a presentare memorie e tesi difensive entro 45 giorni.

Le istituzioni hanno regolamentato una realtà sempre più articolata: chi opera nel non profit è tutelato dal decreto legislativo 460 del 1997, meglio noto come Decreto Zamagni (dal nome del presidente della Commissione ministeriale) che istituisce la cosiddetta Anagrafe delle Onlus al ministero delle Finanze, accessibile dall’Agenzia delle Entrate. Il Dlgs 460/1997 all’articolo 1o detta i requisiti per essere ammessi all’Anagrafe, e al 12 prevede una serie di agevolazioni fiscali per le Onlus relative alle imposte dirette, indirette e all’applicazione dell’Iva.