Non profit: crescono organizzazioni e lavoratori
Redazione 9 settembre 2013 La Gabbianella in...forma

Non profit: crescono organizzazioni e lavoratori

Repubblica-090913Strumenti di lavoro: dalla rassegna stampa gli aggiornamenti su Terzo settore e non profit.

L’ Istat certifica il boom: dal 2001 + 28% per le nuove sigle, addetti oltre quota 650 mila.

Il non profit si scopre un rifugio
crescono organizzazioni e lavoratori

La Repubblica, 9 settembre 2013

Di pari passo con la ritirata del welfare pubblico, cresce il mondo del non profit, in dieci anni sono cresciute organizzazioni (+28%) imprese (+8,4%) e soprattutto dipendenti, arrivati a superare quota 650 mila. Bolzano è la prima città d’ Italia per numero di volontari, tre ogni dieci abitanti. Alla Basilicata spetta il tasso più alto di crescita delle organizzazioni non profit, aumentate in dieci anni del 41,5%. Secondo i dati del «9° Censimento Istat su industria e servizi, istituzioni e non profit» non ci sono grosse differenze fra nord e sud quando si tratta di attività senza scopo di lucro, anche se le punte più alte di presenza e attività sono in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Un esempio del forte divario fra profit e non profit è il caso del Veneto, dove le aziende nascono con un ritmo inferiore alla media nazionale 7,1%, mentre sono in forte ascesa le istituzioni non profit col 37,6%.

Al censimento hanno partecipato tutte le organizzazioni non profit (oltre 300mila). A dispetto del sentire comune e dello stesso nome del settore, nel non profit non ci sono solo volontari, ma anche lavoratori dipendenti e un crescente indotto economico. Le quattro aree più sviluppate (Assistenza sociale e protezione civile, Sanità, Istruzione e ricerca, Sviluppo economico e coesione sociale) impiegano 579mila persone, ossia l’ 85% dei lavoratori del settore. Il record è della “Filantropia e promozione del volontariato” che dal 2001 al 2011 si è quasi triplicato. Cresciuto del 289%, il settore ha registrando anche un incremento consistente di lavoratori dipendenti (+408,6%), ma anche di volontari (+161,9%). Questa crescita esponenziale ha solo lati positivi.
L’ aumento delle attività filantropiche private è, infatti, da collegare alla crescente richiesta di assistenza sociale e sanitaria, sempre meno soddisfatta dalle strutture pubbliche. La gestione delle nuove dipendenze ne è un valido esempio. «La cura delle ludopatie, ad oggi sempre più diffuse, è quasi totalmente presa in carico dalle organizzazioni non profit, a causa dalla mancanza di strutture specializzate pubbliche », sottolinea Paola Pierri ex presidente della Fondazione Unidea e ora Philanthropy & Social Business Advisor. «La crisi, insieme all’ innalzamento dell’ età media e al progressivo invecchiamento della popolazione, ha contribuito a far nascere nuovi bisogni familiari, che a causa delle mancanze del welfare vengono assorbiti dal non profit», continua Paola Pierri.