Nomina sunt consequentia rerum: Mais e l’autosviluppo
Centro Archivio 28 giugno 2013 Le news e gli eventi delle nostre associazioni

Nomina sunt consequentia rerum: Mais e l’autosviluppo

testata-MaisIeri, come parola del giorno del sostegno a distanza, abbiamo proposto l’autosviluppo, ma non abbiamo accennato all’unica organizzazione de La Gabbianella che inserisce il termine nella denominazione ufficiale: si tratta di Mais – Movimento per l’autosviluppo internazionale nella solidarietà.

MaisTorniamo allora a parlare di autosviluppo raccontando ancora di Aurelo e Lydia grazie all’aggiornamento postato dall’associazione Mais sulla pagina Facebook. E leggiamo di loro mentre guardiamo la foto che li ritrae nella preparazione dei cioccolatini.

“Sono arrivati entrambi il 30 aprile scorso in Italia per partecipare a un tirocinio formativo di 4 mesi nel settore agricolo e turistico, presso l’Azienda Agricola Biologica Anidagri di Borzonasca, vicino Genova. La prospettiva è quella di dare vita, all’interno della Fattoria Biologica di Antsirabe, ad un agriturismo o ad un centro di accoglienza turistica, per coloro che vogliono vivere un soggiorno diverso, in mezzo alla natura e al vero spirito dei malgasci.
Lydia, a causa di un lutto familiare è dovuta tornare prematuramente in Madagascar. È stato un duro colpo, per lei e noi tutti, compresi gli amici del Centro Anidra che generosamente hanno deciso di offrirle questa grande occasione.
Aurelo rimarrà in Italia ancora fino a metà settembre, fino alla fine del tirocinio”.

Di Aurelo e Lydia ha parlato un mese fa anche il quotidiano La Repubblica ed è possibile rileggere l’articolo tra le nostre notizie: Dal sostegno a distanza all’impresa agricola.

antsirabe-sostegno-a-distanzaPer capire come un progetto di sostegno a distanza possa trasformarsi in un esempio concreto di autosviluppo basta leggere la pagina di Mais dedicata a Antsirabe in Madagascar e alla Bio Fattoria Tsinjo Lavitra. Qui il testo integrale e di seguito una breve citazione e :

“La Bio Fattoria Tsinjo Lavitra punta ad essere un esempio di come, lavorando e organizzandosi insieme, si possano migliorare le condizioni economiche di tante famiglie in difficoltà e creare nuove opportunità di lavoro. In effetti, oltre al lavoro agricolo, i contadini della Cooperativa hanno già ideato e in parte già messo in piedi altre attività (come il laboratorio di mattoni, l’orto e il vivaio) mettendo a frutto le capacità lavorative di molti di loro e l’opportunità che può offrire una formazione adeguata.

Tsinjo Lavitra significa: sguardo profondo e anche guardare oltre. Come ci ricorda Jean François (psicologo, attuale referente del progetto), lavorare con e per i bambini vuol dire proprio guardare lontano, avere attenzione per il futuro”.

Per approfondire: