Nel mondo 232 milioni di migranti
Redazione 13 novembre 2013 La Gabbianella in...forma

Nel mondo 232 milioni di migranti

dossierNel mondo 232 milioni di migranti. L’Europa ne accoglie il 31 per cento

Dossier statistico 2013. La cifra mondiale sfiora il miliardo se si considerano anche le migrazioni interne. L’aumento dei migranti nel mondo è di 57 milioni in 13 anni. A crescere sono anche gli italiani nel mondo: oltre 4,3 milioni

Redattore sociale, 13 novembre 2013

ROMA – Sono 232 milioni i migranti nel mondo, (una cifra che sfiora il miliardo se si considerano anche le migrazioni interne), con un aumento di 57 milioni in 13 anni. Il dato è contenuto nel Dossier statistico immigrazione 2013, presentato oggi a Roma. Secondo il rapporto tutti i paesi sono contemporaneamente aree di destinazione, di origine e di transito: l’Europa per esempio accoglie il 31,3 per cento dei migranti del mondo ma è anche l’area di partenza di un altro 25,3 per cento di immigrazione. A crescere sono anche gli italiani nel mondo: oltre 4,3 milioni.

All’inizio del 2012 tra gli oltre 500 milioni di residenti nell’Unione europea, sono quasi 50 milioni i nati all’estero e 34,4 milioni i cittadini stranieri (6,8 per cento della popolazione totale). All’interno dell’Europa i nuovi ingressi sono stati 1,7 milioni a cui si aggiungo 1,3 milioni di persone coinvolte in flussi intracomunitari. In Germania, per esempio, sono stati 361 mila i lavoratori arrivati dagli stati membri, compresa l’Italia.

Ad aumentare sono anche i flussi delle persone in fuga: circa 23mila al giorno nel corso del 2012, più del doppio rispetto a dieci anni fa. Secondo l’Unhcr sono 1, 3 milioni i rifugiati e i richiedenti asilo residenti in Ue, e nel 2012 secondo Eurostat 335.380 hanno richiesto la protezione internazionale, di questi 17.350 in Italia. “L’instabilità nell’area del Mediterraneo -sottolinea il dossier – riflette una nuova crescita di questi flussi. Si riafferma così l’urgenza di un efficace impegno per la tutela delle persone costrette d affrontare viaggi sempre più costosi e pericolosi”. (ec)