Minori: da sopravvivenza a povertà, ecco numeri infanzia
Redazione 5 ottobre 2014 La Gabbianella in...forma

Minori: da sopravvivenza a povertà, ecco numeri infanzia

MINORI. Da sopravvivenza a povertà, ecco numeri infanzia

Il rapporto dell’Unicef

(DIRE – Notiziario Minori) Roma, 3 ott. – Guardando al 25esimo anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il prossimo 20 novembre, l’Unicef ha lanciato nuovi dati che sottolineano i progressi ma anche sfide per la comunità internazionale di trovare nuove strade per raggiungere i bambini che non possono essere lasciati indietro.

Questi i principali dati sull’infanzia: Sopravvivenza: la mortalità infantile è diminuita del 49% dal 1990 ma ancora 17.000 bambini muoiono ogni giorno per cause prevenibili. I più piccoli sono i più vulnerabili, il 44% delle morti di bambini sotto i 5 anni avvengono durante il primo mese di vita. Polmonite, diarrea e malaria restano le cause principali di morte e circa la metà di tutte le morti sono attribuibili alla malnutrizione. Circa 2,3 miliardi di bambini hanno avuto accesso ad acqua potabile, ma centinaia di milioni di bambini fanno ancora affidamento su fonti di acqua potabile che potrebbero essere contaminate da deiezioni o inquinanti chimici. 2,5 miliardi di persone – una su tre – non ha accesso a servizi igienico sanitari adeguati.

Istruzione: il numero dei bambini in età da scuola primaria che non vanno a scuola è quasi dimezzato, ma circa 58 milioni di bambini – il 9% – non ha ancora accesso all’istruzione. La qualità è l’ostacolo principale: almeno 250 milioni di bambini non sono ancora in grado di leggere, scrivere e far di conto, sia che vadano o meno a scuola. L’iscrizione alla scuola materna, fondamentale per l’apprendimento nella loro vita, è raddoppiata a livello mondiale arrivando al 54% ma ancora pochi paesi devono arrivare al livello di un’istruzione secondaria universale. Due terzi dei paesi hanno riconosciuto la parità di genere a livello di scuola primaria e circa la metà dei paesi alla scuola secondaria.

Protezione: il numero di bambini tra i 5 e i 17 anni coinvolti nel lavoro minorile è diminuito di circa un terzo dal 2000, ma un bambino su quattro nei paesi meno sviluppati lavora.

Povertà: mentre la percentuale di persone che vive in condizioni di povertà estrema è diminuita dal 47% nel 1990 al 18% nel 2010, circa la metà (47%) delle persone che vivono in condizioni di povertà estrema nel mondo hanno meno di 18 anni, anche se rappresentano solo il 34% della popolazione mondiale.

Le analisi contenute nella pubblicazione Unicef rilevano i successi e gli ostacoli che milioni di bambini affrontano e l’adempimento dei loro diritti secondo la Convenzione. “I dati mostrano che a livello globale un bambino nato oggi ha molte più probabilità di sopravvivere e crescere rispetto a 25 anni fa. Ma sottolineano anche che in ogni paese e regione del mondo, molti bambini sono ancora lasciati indietro”, ha detto Yoka Brandt vicedirettore generale dell’Unicef al forum per i bambini presso il Columbia University’s Earth Institute. “Per realizzare gli impegni della Convenzione, abbiamo bisogno di sfidare noi stessi a pensare e ad agire differentemente per promuovere i diritti di tutti i bambini, soprattutto i più emarginati e difficili da raggiungere”.

Gli studi sono parte di una serie commissionata dall’Unicef per aprire un dibattito e un dialogo mentre il mondo celebra il 25esimo anno della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La serie comprende studi dei maggiori esperti di sviluppo e sui diritti dell’infanzia per attuare concretamente la Convenzione. Altri studi saranno pubblicati e disponibili online dal prossimo 20 novembre, Giornata universale dell’infanzia e dell’adolescenza, data in cui è stata adottata la Convenzione dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1989.