L’Italia è il primo Paese europeo a ratificare il Trattato sulle armi
Redazione 26 settembre 2013 La Gabbianella in...forma

L’Italia è il primo Paese europeo a ratificare il Trattato sulle armi

Dal verbale stenografico della 110ª Seduta pubblica del Senato del 25 settembre 2013:

“All’unanimità l’Assemblea ha approvato in via definitiva il ddl n. 1041 di ratifica ed esecuzione del Trattato sul commercio delle armi, adottato a New York dall’Assemblea generale delle nazioni Unite il 2 aprile 2013. Il connesso ddl. n. 898 è stato assorbito.
Frutto di un difficile compromesso, il Trattato fissa standard internazionali vincolanti finalizzati a regolare il commercio internazionale di armi convenzionali e a prevenire commerci illegali e destinazioni improprie.
Dopo la relazione del senatore Corsini (PD), nella discussione generale hanno preso la parola i senatori: Calderoli, Stucchi (LN-Aut), Alessia Petraglia (Misto-Sel), Romano (SCpI), Pegorer, Granaiola e Tonini (PD). Dopo la replica della Vice Ministro Dassù, la quale ha ricordato che l’Italia è il primo Paese europeo a ratificare il Trattato, sono stati approvati i singoli articoli”.


Dalla Rete italiana del disarmo
L’Italia è il quinto paese al Mondo a ratificare il Trattato sugli armamenti


Dal magazine Vita.it

Italia tra i primi paesi al mondo a controllare l’export di armi
di Gabriella Meroni

Il nostro paese è il quinto al mondo ad aver ratificato il Trattato internazionale sul commercio di armi, che regola le compravendite e vieta l’export verso paesi in guerra, come la Siria. Rete Disarmo: “Un traguardo che ci fa onore”

L’Italia, tra i primi paesi al mondo, ha ratificato al Trattato sul commercio globale delle armi: il 25 settembre infatti l’aula del Senato ha votato all’unanimità la ratifica del testo, che era già stato approvato alla Camera e quindi ora è legge dello Stato. L’Italia divene così il quinto Paese al mondo (dopo Islanda, Antigua, Guyana e Nigeria) ad approvare definitivamente il Trattato, entrato in vigore il 3 giugno al Palazzo di Vetro dell’Onu, ma ancora da ratificare da almeno altri 45 Stati perché diventi vincolante.
Si tratta di un passaggio importante, perchè l’ATT (questa la sigla inglese, Arms Trade Treaty) mira a regolarmentare il commercio internazionale di armi e munizioni, il cui giro d’affari globale ammonta a 85 miliardi di dollari; l’importantanza dell’accordo è data anche dal fatto che a firmarlo all’Onu sono state importanti nazioni come Gran Bretagna, Francia, Germania, Brasile e Messico; Siria, Nord Corea e Iran hanno votato no mentre altri 22 si sono astenuti, tra cui Cina e Russia. E il segretario di Stato americano, John Kerry, ha ribadito la scorsa settimana che anche gli Stati Uniti, in genere restii alla ratifica di trattati internazionali, lo ratificheranno quanto prima.
L’Italia è l’ottavo produttore di armi al mondo, e le esportazioni militari italiane sono in crescita: nel 2011 le autorizzazioni all’esportazione hanno superato i tre miliardi di euro (il 67 per cento è diretto a paesi esterni all’Unione europea e alla Nato); con questa firma il nostro paese si è però impegnato a regolamentare in modo efficace tutti i trasferimenti di armi convenzionali, munizioni o componenti e a proibire l’export di armi convenzionali, munizioni o componenti verso paesi in cui si è a conoscenza del fatto che verranno utilizzati per commettere crimini di guerra, genocidio, attacchi contro civili ed altre gravi violazioni della Convenzione di Ginevra. Un tema molto d’attualità vista l’emergenza Siria.
“Uno degli elementi più importanti di questo passaggio al Senato, è proprio la rapidità”, ha commentato a Radio Vaticana Francesco Vignarca di Rete Disarmo, “già a giugno l’Italia aveva firmato proprio nel primo giorno utile; oggi, che non siamo nemmeno ad ottobre, il nostro Paese ha già ratificato questo testo in entrambi i rami del parlamento. Credo che sia una delle più veloci ratifiche mai avvenute nel nostro Paese e questo ci fa ovviamente molto piacere”.