Le parole del sostegno a distanza: il beneficiario
Redazione 29 giugno 2013 La Gabbianella in...forma

Le parole del sostegno a distanza: il beneficiario

Aina per il sostegno a distanza
dalla galleria fotografica dell’associazione Aina

I beneficiari del sostegno a distanza sono minori, adulti, famiglie e comunità, in condizioni di necessità in ogni parte del mondo, e lo scopo è quello di offrire la possibilità di migliorare le loro condizioni di vita nell’ambiente sociale e culturale in cui sono inseriti.
[La Gabbianella, Cosa è il sostegno a distanza]


La parola beneficiario indica colui che è destinatario di un qualsiasi atto o concessione, materiale o spirituale. Il beneficium (da bene e facere) è, dunque, un bene elargito e consiste nel trasferimento di risorse materiali o privilegi; è un dono, un vantaggio, un giovamento. Presuppone di necessità due parti, chi dà e chi riceve, e l’esistenza di un movente, che siano servizi resi, un favore personale o un atto spontaneo di liberalità.
[Dalla voce “beneficiario” (a cura di Mariola Bolognesi) in Il terzo settore alla A alla Z, Editrice San Raffaele, Milano 2011]


Aina_sostegno-a-distanza-1È difficile definire con precisione i beneficiari del Sostegno a Distanza anche perché essi cambiano in base ai contesti in cui le associazioni intervengono. A grandi linee si può dire che i progetti di SaD sostengono lo sviluppo dei bambini, giovani o adulti attraverso il sussidio scolastico, sanitario e alimentare. Le associazioni cercano di accompagnare tutte le fasi di crescita dei minori, togliendoli dalla strada, organizzando uno spazio di educazione, gioco e formazione professionale, inserendoli poi nel mondo del lavoro mediante forme cooperative o di microcredito. Inoltre i destinatari sono spesso donne che, vivendo in contesti sociali particolari, hanno bisogno di corsi di alfabetizzazione o di corsi di formazione professionale per potersi rendere autonome ed economicamente indipendenti; bambini o adulti che hanno bisogno di cure in quanto affetti da Aids; bambini o ragazzi disabili, famiglie che senza questi sussidi non possono permettersi di mandare i propri figli a scuola; orfani di guerra o per malattia che vengono ospitati in centri di accoglienza o case famiglia; bambini di strada abbandonati, esposti al rischio di sfruttamento sessuale e di avviamento alla prostituzione, ecc. In molti casi il destinatario primario è un minore ma, indipendentemente dal singolo destinatario, il SaD ripercuote i suoi effetti positivi su tutta la rete relazionale che circonda l’individuo e per questo è uno strumento di promozione e sviluppo.
[La Gabbianella, Cosa è il sostegno a distanza]


Si intende per […] “Beneficiario”: una o più persone fisiche, minori di età o giovani, che in via diretta o attraverso il sostegno alla famiglia o ad altre ben determinate formazioni sociali in cui si svolge la loro personalità, sono destinatarie delle risorse, dei servizi o delle prestazioni rese disponibili grazie alle erogazioni del sostenitore.

[…] le azioni di sostegno a distanza evolvono in funzione dei bisogni emergenti e riguardano oggi figure differenziate di beneficiario, non più riferibili esclusivamente ai bambini ma alle fasce deboli in generale […]

Nel SaD emerge forte anche il valore della “reciprocità”, in quanto fra sostenitore e beneficiario, pur nell’ambito della fondamentale mediazione posta in essere dall’organizzazione non profit, si stabilisce un rapporto che sollecita la vicinanza, la comprensione di contesti socioculturali lontani e diversi, il desiderio di conoscere gli esiti della donazione per sentirsi parte attiva di un progetto. Allo stesso modo, il beneficiario è motivato a corrispondere al sostenitore i progressi intrapresi e a riconoscere nel gesto della donazione l’opportunità di un cambiamento reale, non essendo destinatario di beneficienza ma soggetto attivo di solidarietà. Nel sostegno a distanza, le persone sono portate ad incontrarsi ed a gettare i ponti che facilitano lo scambio e la relazione.

Ciò che caratterizza il sostegno a distanza, come s’è già detto, è infatti una solidarietà che non sradica il beneficiario, ma che anzi prova ad includerne e a coinvolgerne il tessuto relazionale.

Impegni della Organizzazione SaD verso il beneficiario

  • garantire che i progetti SaD siano avviati e condotti con la condivisione e il coinvolgimento del beneficiario o di chi ne abbia la potestà genitoriale o la tutela legale, ove sia individuabile, o la responsabilità;
  • curare la formazione dei referenti locali e garantire che questi agiscano correttamente e nell’interesse primario del beneficiario, tenendo conto e valutando le esigenze da questo espresse, ed in coerenza con quanto previsto dal progetto SaD;
  • impegnarsi a dare continuità ai progetti di solidarietà intrapresi;
  • comunicare i dati e l’immagine del beneficiario solo al potenziale sostenitore che abbia manifestato l’intenzione di aderire al progetto SaD;

[Da Linee guida per il sostegno a distanza di minori e giovani]


Le altre parole: