Lavoro minorile: l’obiettivo delle Nazioni Unite è lontano. Il silenzio dei media
Redazione 12 giugno 2013 La Gabbianella in...forma

Lavoro minorile: l’obiettivo delle Nazioni Unite è lontano. Il silenzio dei media

lavoro-minorileStrumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti sulle politiche sociali.

Redattore sociale, 12 giugno 2013

Lavoro minorile, l’Ilo denuncia il silenzio di media e politica

L’obiettivo delle Nazioni Uniti di sconfiggere il fenomeno nel 2016 è ancora lontano: tra il 2004 e il 2010 i minorenni al lavoro sono passati da 221 a 215 milioni. Al via il progetto Scream per far emergere il talento degli studenti

MILANO – Silenzio dell’informazione e della politica. È questo che denuncia l’Ilo, organizzazione internazionale del lavoro appartenente alle Nazioni Unite, che ha organizzato il convegno milanese sul lavoro minorile “Per una cultura del diritto. Quali responsabilità? Quali prospettive”. “Dobbiamo renderci conto che il problema è anche nostro”, commenta Flavio Lotti, presidente della Tavola per la pace. E gli strumenti legislativi per agire esistono già: “Il problema del lavoro minorile è vasto e urgente”, aggiunge Lavoro, rappresentante dell’Ilo -. Attraverso la circolare 182 delle Nazioni Unite, sottoscritta da tutti i Paesi tranne Stati Uniti e Somalia, si possono chiedere procedure d’urgenza. Ma ora sembra che le priorità siano sempre e solo i bilanci”.

L’obiettivo posto dalle Nazioni Uniti a L’Aia nel 2010 è quello di sconfiggere il lavoro minorile nel 2016. A guardare i numeri, l’obiettivo è ancora lontano dall’essere raggiunto: tra il 2004 e il 2010 i minorenni al lavoro sono passati da 221 a 215 milioni. Nei primi quattro anni del 2000 la diminuzione era stata del 10 per cento. Sono le bambine le più esposte a rischio per quanto tra il 2004 e il 2010 siano diminuite del 15 per cento e del 24 per cento se si osservano i lavoro pericolosi. In controtendenza invece la fascia 15-17: l’aumento negli ultimi nove anni è stato del 20 per cento (sono tra i 52 e i 62 milioni). Per sconfiggere la piaga, Ilo, l’associazione Italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione (Med) in collaborazione con il Comitato italiano città unite (Cicu), l’Organizzazione mondiale degli scout e il Miur hanno deciso di lanciare, dal 2010, il progetto Scream (acronimo in inglese che sta per “Difesa dei diritti dei bambini attraverso l’educazione, le arti e i media”).

Il progetto prevede un pacchetto di sussidi didattici (14 moduli che spaziano dall’infarinatura generale sul lavoro minorile, fino alle tecniche di comunicazione in radio e tv) “componibili” in modo differente e che aiutano i giovani a tirar fuori il loro talento, al servizio della causa contro il lavoro minorile. Sono i ragazzi attraverso la musica, le arti visive, la scrittura, a diventare protagonisti delle campagne di sensibilizzazione. Un modo diverso di insegnare i diritti umani che coinvolge 77 Paesi del nord e del sud del mondo, Italia compresa. (lb)