“La verità necessaria”: come dare voce alle vittime dei conflitti
Redazione 2 luglio 2013 La Gabbianella in...forma

“La verità necessaria”: come dare voce alle vittime dei conflitti

donne_13_jpg_w239_h92Dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti sulle politiche internazionali.

Libia, Boldrini: “Approvare la legge per risarcire le vittime di stupro”

Al convegno sul dopo primavere arabe, l’intervento della presidente della Camera a sostegno di tutte le vittime di violenze sessuali, anche uomini e bambini, usate come arma di guerra. “Penso alle donne in fuga a Lampedusa”

Redattore sociale, 2 luglio 2013

Roma – Approvare in Libia la legge per risarcire le vittime di violenze sessuali durante la guerra contro il regime di Gheddafi. Lo auspica la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, intervenuta durante il convegno “La Verità necessaria” sul dopo primavere arabe, nella sala Mappamondo della Camera dei Deputati. “Si tratta di un’iniziativa che auspico venga approvata, così da diventare anche un esempio a livello internazionale, dimostrando come – nonostante gli ostacoli, le difficoltà e le battute d’arresto – nei Paesi della Primavera araba si possa percorrere il cammino che conduce a una riconciliazione vera, duratura e sostenibile” ha detto la presidente della Camera.

La proposta di legge libica intende equiparare le vittime delle violenze sessuali avvenute durante il conflitto del 2011 e le vittime degli abusi perpetrati in maniera sistematica durante gli anni del regime di Gheddafi, alle vittime di guerra risarcendole per i danni e fornendo loro assistenza.

“So, per esperienza maturata in anni di lavoro nelle agenzie delle Nazioni Unite, che ricordare è un esercizio molto doloroso per le vittime e non sempre si trova il coraggio di farlo – ha esordito Boldrini – è un tema fondamentale in tutti i contesti post-conflittuali, quello delle violenze sessuali che, purtroppo sempre più di frequente, fungono da strumento di guerra. Uno strumento di guerra che umilia i civili, che dilania le comunità, che lascia ferite profonde le cui tracce faticano ad essere cancellate con il passare delle generazioni”. Laura Boldrini ha ricordato le violenze del Nord Kivu in Congo, in Ruanda e quelle nei Balcani durante la guerra.

“Penso anche a quelle donne e a quelle ragazze che ho incontrato a Lampedusa nel corso degli anni in cui ho lavorato per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’Unhcr – ha detto – Donne e ragazze che, in fuga da guerre, violenze e persecuzioni, sono state abusate durante il viaggio dai trafficanti e dagli sfruttatori”.

Davanti a esponenti libici, egiziani e siriani, la presidente della Camera ha sottolineato: “seguiamo con apprensione quanto accade in Egitto” e ha ricordato “il rinnovato impegno, da parte della comunità internazionale, a porre fine alle violenze sessuali nelle situazioni di conflitto armato, violenze riconosciute fin dal 2008 – quando venne approvata una importante Risoluzione del Consiglio di Sicurezza – come ‘crimini di guerra, crimini contro l’umanità o atti costitutivi rispetto al genocidio”. In una nuova Risoluzione Onu, approvata la settimana scorsa e più innovativa, si fa riferimento a tutte le vittime di questo tipo di violenze.

“Non sono solo le donne, infatti, a essere stuprate dai miliziani o dai soldati – ha ricordato la presidente della Camera – Tra le vittime ci sono anche bambini a volte ancora in fasce, e ci sono molti uomini. Se raccontare ciò che si è subito è difficilissimo per una donna, lo è sicuramente anche per gli uomini”.

“Il corpo delle donne in primis ma anche degli uomini può essere utilizzato per umiliare chi si oppone ad un regime o chi rivendica il diritto di scendere in piazza per la democrazia e per il riconoscimento della libertà e dei diritti delle donne – ha concluso Boldrini – Lo stigma e il silenzio che ne consegue perpetuano la vergogna provata da chi ha subito tali violenze. Il riconoscimento – pubblico e ufficiale – delle vittime, invece, le rende figure eroiche, quali dovrebbero essere e di fatto sono”. (Raffaella Cosentino)