La trasparenza del Sostegno a distanza
Redazione 27 novembre 2013 La Gabbianella in...forma

La trasparenza del Sostegno a distanza

La tasparenza del sostegno a distanza
Avvenire del 27 novembre 2013

Strumenti di lavoro: dalla rassegna stampa gli aggiornamenti su Terzo settore e cooperazione.

La trasparenza del Sostegno a distanza
L’Agenzia per il Terzo settore ha diramato le linee guida per garantire la pratica della solidarietà

di Paolo Pesticcio
Avvenire, 27 novembre 2013

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato le “Linee guida per il sostegno a distanza di minori e giovani” a suo tempo redatte dall’Agenzia per le Onlus (poi Agenzia per il Terzo Settore).
Come è noto, con l’entrata in vigore del Decreto Legge n. 16 del 2 marzo 2012 (art. 8 comma 23), convertito con modificazioni dalla Legge n. 44 del 26 aprile 2012, l’Agenzia per il Terzo Settore è stata soppressa e le sue funzioni sono state trasferite al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. In particolare, nell’apparato ministeriale, la Direzione Generale per il Terzo settore e le Formazioni sociali ha assunto il ruolo del citato Organismo di controllo introdotto dalla legge delega n. 662/1996 (cfr. art. 3 commi 190 e ss.).
Con un comunicato, reso noto il 4 ottobre 2013, il Ministero ha invitato gli enti del terzo settore ad aderire alle Linee Guida attraverso l’iscrizione in un apposito elenco nazionale del Sostegno a Distanza (SaD) che 1o stesso Ministero terrà monitorato ed aggiornato.
In parallelo a tale rilancio delle Linee Guida, il Ministero ha, altresì, avviato una consultazione pubblica attraverso la quale sarà possibile, per gli enti del terzo settore o per i singoli cittadini, inviare un contributo contenente proposte o suggerimenti. A tal fine è stato predisposto, dalla DG Terzo Settore del Ministero, un apposito Modulo da inviare in formato elettronico entro il 31 gennaio 2014.
Per comprendere appieno il progetto e le intenzioni ad esso sottese è tuttavia utile fare un passo indietro tornando alle motivazioni che spinsero l’Agenzia per i1 Terzo Settore a predisporre le Linee guida implementando anche un sito web appositamente dedicato a tale progetto.
Le Linee guida furono approvate dall’Agenzia per il Terzo Settore (allora Agenzia per le Onlus) nella seduta consiliare del 15 ottobre 2009 con due specifiche finalità: la prima, rappresentare un quadro coerente di principi e regole di riferimento per le organizzazioni operanti nel contesto del sostegno a distanza e, la seconda, promuovere tale particolare forma di solidarietà umana originale, significativa e capace di distinguersi da altre modalità di donazione e da altre forme di aiuto.
Alla base di tutta l’operazione, la scelta di utilizzare un percorso basato sulla condivisione e sul supporto con le organizzazioni operanti nel settore.
Le attuali Linee Guida proposte dal Ministero sono le stesse che l’Agenzia per le Onlus aveva a suo tempo redatto. Lo stesso Ministero si premura, sin dal principio del documento, di sottolineare come esse siano state “acquisite” dal soppresso organismo di controllo.
Ma cosa sono e perché sono necessarie delle Linee Guida sul SaD?
Esse rappresentano una cornice di principi e di obiettivi che perseguono la tutela dei tre soggetti, coinvolti a diverso titolo, nei “progetto di sostegno”: i1 sostenitore, il beneficiario della donazione e l’operato dell’organizzazione non profit. Una tutela che deriva dalla garanzia di trasparenza, dalla correttezza dell’informazione e dalla comunicazione e professionalità degli interventi.
In ragione di ciò le Linee guida assegnano grande rilevanza agli impegni ai quali l’organizzazione SaD deve assolvere per “qualificare” la propria attività in senso complessivo (redazione di documenti contabili adeguati, definizione chiara e puntuale dei progetti, finalità di auto-sviluppo che il progetto intende perseguire, individuazione delle forme di sostegno al beneficiario e scrupolosa regolamentazione dei rapporti tra sostenitore e beneficiario della donazione). Inoltre, particolare attenzione è dedicata alla tutela dell’immagine del minore, spesso utilizzata nelle campagne promozionali per intercettare con facilità i1 potenziale donatore, al rispetto della “privacy” e al dovere da parte delle organizzazioni di informare e tenere prontamente aggiornati i sostenitori sull’evoluzione dei progetti a cui hanno aderito. Lo scopo, dunque, è anche quello di ridurre al minimo le asimmetrie informative che possono ledere la fiducia tra il donatore e l’organizzazione, una fiducia che, invece, deve costantemente accompagnare tale rapporto.
Il sostegno a distanza è un intervento di media/lunga durata che richiede la costruzione di un rapporto stabile tra il donatore ed il beneficiario, mediato dall’intervento costante e capace dell’organizzazione.
Gli interventi posti in essere con il SaD non possono, dunque, limitarsi al miglioramento della condizione di vita dei soggetti destinatari, ma devono intervenire sulla loro “capacità di vita” a lungo termine generando uno sviluppo del capitale sociale e dunque ponendo le basi per un futuro differente delle generazioni successive.
Le Linee guida quale intervento di soft law.
Per scelta ragionata, le Linee guida non implementano un modello rigido di intervento ma solo un insieme di regole, seguendo può essere salvaguardata la varietà delle pratiche ad oggi diffuse nell’ambito del SaD. La scelta operata, di fatto, ha voluto evitare di mortificare la varietà di stili e pratiche con cui si opera in questo ambito ponendosi tuttavia l’obiettivo di evitare il rischio di confusione e disorientamento che può derivare dall’affastellarsi di pratiche differenti che, di fatto, possono generare la sensazione nel donatore di una scarsa trasparenza nell’azione.
Dunque, quale regolamentazione adottare per una realtà caratterizzata dalla transnazionalità dei riferimenti normativi e dei principi applicabili?
Prudenza e ponderatezza hanno spinto a che non si conferisse un valore vincolante alle Linee guida ma che si ponessero nell’alveo del c.d. “fenomeno di soft law”, con il quale si identificano quegli atti latu sensu normativi che si distinguono proprio in ragione della carenza del carattere autoritativo tipico, all’opposto, della norma positiva.
La struttura delle Linee guida Con riferimento alla struttura e, dunque, ai pochi ma densi articoli delle Linee guida, è possibile notare che i primi due si preoccupano di chiarire alcune definizioni in modo da garantire quanto più possibile omogeneità in tale ambito.
L’articolo 1 si sofferma sulla definizione di SaD quale forma di liberalità in denaro erogata periodicamente da un soggetto ad un’organizzazione con la finalità di sostenere progetti di solidarietà internazionale, i quali i) siano rivolti ad una o più persone fisiche minori o giovani in condizioni di rischio povertà ed emarginazione, ii) promuovano il contesto famigliare e le formazioni sociali, precisamente identificate, entro cui si svolge la personalità del minore, iii) favoriscano la relazione interpersonale tra sostenitori e beneficiari e/o la creazione di un rapporto di vicinanza umana e di conoscenza.
Si tratta, pertanto, di un impegno continuativo che coinvolge entrambi i soggetti (sostenitore e beneficiario) in un rapporto relazionale attivo finalizzato a rendere, il primo, consapevole e realmente partecipe della condizione di difficoltà degli altri ed, il secondo, fiducioso della possibilità di raggiungere una nuova capacità di vita.
L’articolo 2 raccoglie “altre definizioni” tra cui si segnala quella di “Organizzazione Sal)” tenuta volutamente generica affinché si potessero contenere le varie realtà che svolgono questa tipologia di attività.
I successivi tre articoli pongono l’attenzione sugli impegni di carattere generale e specifici dell’organizzazione.
Tra gli impegni del primo tipo è utile ricordare i) il rispetto delle dichiarazioni e convenzioni internazionali ed, ovviamente, degli obblighi previsti dalla vigente legislazione interna in relazione alla veste giuridica assunta dall’ente, ii) l’obbligo di redigere uno statuto – nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata – e di tenere un bilancio/ rendiconto annuale dal quale possano distinguersi le entrate e le uscite riferibili all’attività SaD rispetto ad altre eventuali attività svolte, iii) la predisposizione di progetti di cooperazione internazionale che contengano tutti gli elementi necessari nel rispetto dei criteri di trasparenza ed informazione iv) il rispetto e la tutela, nell’ambito delle campagne promozionali, dei diritti dell’infanzia e del diritto d’immagine etc. (cfr. art. 3).
L’articolo 4 delle Linee guida contempla gli impegni che l’organizzazione deve assumere nei confronti del beneficiario tra i quali si richiamano i) il coinvolgimento dello stesso beneficiario, o di chi ne abbia la potestà genitoriale o la tutela legale, nelle scelte operate dall’organizzazione in relazione al progetto posto in essere, ii) la necessità di curare la formazione dei referenti locali verificando che agiscano nell’interesse del beneficiario e ii.i) la necessità di dare continuità al progetto e di comunicare i dati inerenti al beneficiario solo a chi abbia manifestato un effettivo interesse ad aderire al progetto.
L’articolo 5 elenca, invece, gli impegni che l’organizzazione assume verso il sostenitore, finalizzati i) alla riduzione delle asimmetrie informative esistenti tra chi opera nei progetti (l’organizzazione) e chili finanzia (il sostenitore), ii) al rafforzamento della trasparenza delle modalità di azione dell’organizzazione ed iii) alla creazione di un legame di relazioni tra il sostenitore ed il beneficiario.
Infine, l’articolo 6 delinea il ruolo che ora dovrà svolgere la DG Terzo settore e Formazioni sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. In tale contesto le Linee guida assegnano al Ministero un ruolo di primo piano nella tenuta dell’Elenco. In particolare, viene ad esso conferito il compito di i) istituire, aggiornare e pubblicizzare l’Elenco delle Organizzazioni SaD che abbiano aderito alle Linee gmida, ii) vigilare sul rispetto dei contenuti delle stesse nelle forme e con le modalità consentite dalle attribuzioni istituzionali, iii) disporre, previa istruttoria, l’iscrizione all’Elenco delle Organizzazioni SaD per coloro che ne abbiano fatto richiesta e che dichiarino di rispettare gli impegni contenuti nelle Linee guida, iv) effettuare, anche mediante apposite strutture e nei limiti delle proprie attribuzioni istituzionali, il monitoraggio sul rispetto degli impegni assunti da parte delle Organizzazioni SaD gia iscritte, contestando il mancato rispetto di uno o più degli impegni assunti e cancellando l’organizzazione dall’elenco per gravi inadempienze o mancato adeguamento alle richieste.
Tra i vantaggi derivanti dall’adesione alle Linee guida è utile richiamare la possibilità di utilizzare nel proprio materiale informativo e divulgativo la dicitura “Ente aderente alle Linee Guida per il sostegno a distanza di minori e giovani del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali” e di fruire dell’impegno del Ministero nel promuovere la cultura dei diritti dell’infanzia, la cultura e l’attività SaD e la costituzione di luoghi di incontro e di confronto con i soggetti attivi nel Sostegno a distanza.
L’adesione alle Linee guida comporta, come accennato, l’invio di un’apposita richiesta di adesione (Modello 1 allegato alle Linee guida), di un Formulario (Modello 2 allegato alle Linee Guida) e di una Relazione Annuale SaD (Allegato n. 2 alle Linee guida) finalizzata a raccogliere le informazioni inerenti ai progetti ed alle attività che le organizzazioni svolgono nell’ambito del sostegno a distanza e ad attestare il rispetto degli impegni assunti mediante l’adesione alle Linee guida.
Il fine di promozione e trasparenza legato a tale iniziativa è senz’altro evidente. L’intento è quello di dare vita ad un elenco di enti contraddistinti da un “bollino di qualità” derivante dall’assoggettarsi a specifici obblighi tesi a garantire standard elevati di trasparenza e di qualità dell’attività posta in essere. In tal modo ci si auspica di stabilire una speciale relazione tra il sostenitore e l’organizzazione finalizzata alla costruzione di rapporti durevoli legati al concetto di “capitale relazionale”, un asset intangibile, oggi più che mai irrinunciabile, che le organizzazioni impegnate nel SaD devono sempre ricercare, implementare e difendere proprio in ragione della loro particolare mission.
Le Linee Guida, infine, rappresentano una novità anche per la natura ed il ruolo del soggetto che le propone, un’autorità pubblica alla quale compete l’iscrizione delle organizzazioni nell’Elenco SaD ed il monitoraggio sugli impegni assunti dall’organizzazione attraverso tale adesione.