La rabbia dei turchi: oggi su Radio 3 Mondo
Redazione 4 giugno 2013 La Gabbianella in...forma

La rabbia dei turchi: oggi su Radio 3 Mondo

Radio3MondoStrumenti di lavoro: i media che raccontano cosa succede nel mondo.

La rabbia dei turchi” è il tema di oggi della puntata di Radio 3 Mondo, il programma radiofonico del servizio pubblico che racconta ogni mattina l’attualità internazionale, guardando all’Italia, all’Europa e agli altri continenti.

Cosa c’è dietro alle violente proteste in Turchia? Ciò che unisce la folla eterogenea che in questi giorni si riversa nelle piazze è il malcontento nei confronti del premier Erdogan. I motivi sono molteplici. Si va dalla rabbia del ‘popolo laico’ del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk, fondatore della repubblica moderna nel 1923, che reagisce all’islamizzazione della società, alle rivendicazioni  dei manifestanti che accusano le tv turche, controllate dal governo di minimizzare la rivolta, passando per chi protesta contro la speculazione edilizia. E la cattiva gestione della guerra siriana fa da sottofondo a queste rivolte.

Turchia-contemporaneaMartedì 4 giugno alle 11.00 Marina Lalovic ne parla con Lea Nocera, docente di lingua e letteratura turca all’Università Orientale di Napoli, autrice del libro “La Turchia contemporanea”, edito da Carocci.


Dalla agenzia Ansa

Scontri in Turchia, sale a 3 numero vittime
Manifestanti anti-governativi a piazza Taksim. Polizia lancia gas lacrimogeni
04 giugno, 06:12

Sale a tre il numero delle vittime degli scontri in Turchia. La nuova vittima, Abdullah Comert, è un ragazzo di 22 anni deceduto in ospedale dopo essere stato colpito da un colpo d’arma da fuoco durante scontri nel sud della Turchia al confine con la Siria.

A una settimana dall’inizio della protesta di Gezi Park contro la distruzione di 600 alberi nel cuore di Istanbul, quella che ora è diventata la rivolta della Turchia laica contro il premier islamico Recep Tayyip Erdogan dilaga ogni giorno di più in tutta la Turchia.

Piazza Taksim a Istanbul si è riempita nuovamente di giovani manifestanti e sono di nuovo scoppiati tafferugli, che si sono visti in serata anche ad Ankara.

Nella capitale Ankara, dove l’intervento della polizia è stato ancora più brutale che a Istanbul, un giovane è stato colpito a morte alla testa da un proiettile, ha annunciato la Fondazione turca dei diritti umani. Un altro ragazzo è morto a Istanbul dove un’auto ha investito un gruppo di manifestanti. In tutto il Paese centinaia di migliaia di manifestanti da giorni scendono in piazza per chiedere le dimissioni del premier. La dura repressione da parte della polizia ha suscitato condanna e allarme in tutto il mondo.

Il segretario di stato Usa John Kerry si è detto “preoccupato” e ha chiesto un’indagine sul comportamento della polizia. Gli Usa, alleati della Turchia, ha ammonito, “sostengono con forza il diritto alla libertà di espressione compreso quello di protestare pacificamente”. Monito analogo dalla Casa Bianca, che pure ha ribadito di voler cooperare con Erdogan sul dossier della guerra civile siriana.

Decine di migliaia di persone – molti giovani, tanti oppositori al governo Akp, ma anche moltissima gente comune – hanno occupato pacificamente Taksim, la piazza simbolo della rivolta a Istanbul, da dove il governo ha ritirato la polizia sabato pomeriggio. Polizia e manifestanti si sono tuttavia scontrati di nuovo questa sera a Besiktas, vicino alla residenza sul Bosforo di Erdogan. Le forze antisommossa hanno caricato, usando anche gas lacrimogeni e idranti.