La generosità degli italiani, stremata dalla crisi economica, si piega ma non si spezza
Redazione 6 ottobre 2013 La Gabbianella in...forma

La generosità degli italiani, stremata dalla crisi economica, si piega ma non si spezza

IID_Raccolte-fondiLa generosità degli italiani, stremata dalla crisi economica, si piega ma non si spezza
Tiene la raccolta fondi da privati ma diminuiscono le entrate totali nei bilanci 2012

Si è tenuta ieri presso il CNEL la presentazione dei risultati della decima edizione semestrale dell’indagine “L’andamento delle raccolte fondi nel terzo settore: bilanci 2012 e proiezioni 2013” realizzata dall’Osservatorio di sostegno al Non Profit sociale dell’Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con l’Associazione Italiana Fundraiser (Assif).

Obiettivo dell’indagine è definire l’andamento delle raccolte fondi e delle entrate nel Non Profit, nonché approfondire il comportamento delle varie fonti di finanziamento quali privati, aziende, fondazioni e pubblica amministrazione: il loro apporto è diminuito, è aumentato o è rimasto invariato? Che dimensione hanno assunto, nel tempo, questi contributi? Quali sono le prospettive future?

L’evento è organizzato dall’Istituto Italiano della Donazione in collaborazione con l’Associazione Italiana Fundraiser ed ha il patrocinio di Centro Nazionale per il Volontariato, Forum Nazionale del Terzo Settore, CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) e Fondazione Sodalitas. Corriere della Sera.it “Le Buone Notizie” e Tg1 – Fa’ la cosa giusta sono media partner.

I dati raccolti, basati sui bilanci 2012 di circa 200 Organizzazioni Non Profit (ONP) – campione statisticamente non rappresentativo ma significativo dell’intero Terzo Settore italiano – presentano una sostanziale tenuta delle ONP rispetto all’anno precedente.

L’andamento delle raccolte fondi nel 2012 (solo entrate da privati cittadini e imprese) è in linea con il 2011 pur registrando un timido miglioramento. Infatti, mentre dal 2011 al 2010 si dimezzava il numero delle ONP che miglioravano(-23%) e aumentava di 8 punti percentuali il numero di quelle che peggiorano, dal 2011 al 2012 la situazione sembra leggermente migliorata, registrando un aumento del 3% di ONP che migliorano rispetto all’anno prima e una diminuzione della stessa percentuale delle ONP che peggiorano.

Un quadro molto simile ma opposto emerge mettendo sotto la lente le entrate totali 2012. Anche se di poco, le ONP
continuano la discesa verso il basso: diminuisce infatti di 3 punti percentuali il numero delle ONP che hanno migliorato questo dato di bilancio e resta invariata invece la percentuale delle ONP che peggiorano. Il passaggio più drammatico resta comunque quello tra il 2010 e il 2011: diminuivano di ben 17 punti percentuali le ONP che miglioravano e aumentavano di 4 punti quelle che peggioravano.

Questa controtendenza tra raccolta fondi ed entrate totali potrebbe essere spiegata dall’analisi dei donors più generosi, che anche in questa indagine si confermano essere i privati cittadini. I privati infatti confermano il loro primato passando dal 50% registrato nell’indagine dello scorso anno al 60%. Di contro arretra di ben 15 punti percentuali il numero di ONP che indicano la pubblica amministrazione come donor più generoso, che passa dal 25% al 10%.

Nel primo semestre del 2013 le ONP che hanno stimato di aver raccolto di più dai privati sono solo il 21% contro un 32% che dichiara di stimare un peggioramento delle stesse. Diminuisce così la percentuale degli ottimisti, che scende dal 27% di un anno fa al 21% attuale. In forte aumento chi non si aspetta alcun mutamento rispetto alla situazione 2012. Le ONP nel loro complesso guardano invece al futuro con un po’ più di fiducia: se infatti mettiamo a confronto il primo semestre 2013 con le previsioni per l’intero anno si registra un +4% di ONP che migliorano e -2% che peggiorano.

Le difficoltà maggiori riscontrate nella raccolta fondi riguardano la minore disponibilità economica del donatore (41%) il quale, seppure fidelizzato, fatica a continuare a donare la stessa cifra degli anni precedenti. In seconda posizione si attesta la difficoltà ad allargare la base dei donatori (37%) mentre la perdita dei donatori fedeli è denunciata dal 7% delle ONP, in aumento rispetto all’ultima rilevazione di gennaio dove veniva denunciata solo per il 3%. Dunque anche in tempi di crisi i donatori fedeli continuano, per la maggior parte, a sostenere le associazioni di cui si fidano, ma con importi inferiori. Il quadro delle difficoltà sembra cambiare da un anno all’altro: nella rilevazione del 2013 al primo posto troviamo nuovi donatori (+13%), mentre nel 2012 si registrava, come prima causa di calo delle donazioni, la minore disponibilità economica (-6%).

Commenta Edoardo Patriarca, Presidente IID: “La nostra indagine ben si inserisce nella fotografia del Non Profit scattata dall’Istat: oltre 300 mila organizzazioni attive sul territorio italiano, poco meno di un milione di occupati e quasi cinque di volontari, per un valore economico stimato intorno al 5% del Pil. Numeri questi che danno ulteriore voce a chi, come noi, da sempre afferma l’importanza strategia del terzo settore italiano che, per la sua fortissima valenza sociale ed economica,non può più essere relegato a fanalino di coda del sistema produttivo nazionale”.

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