“Io dono sicuro”: il portale per collegare donatori e associazioni con trasparenza
Redazione 13 giugno 2013 La Gabbianella in...forma

“Io dono sicuro”: il portale per collegare donatori e associazioni con trasparenza

Strumenti di lavoro de La Gabbianella - Coordinamento per il sostegno a distanzaStrumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti sul terzo settore, le politiche sociali e la cooperazione.

Redattore sociale, 13 giugno 2013

Donatori in calo, nasce il database che sfida la crisi

Si chiama “Io dono sicuro” il portale che mette in relazione donatori e associazioni per scegliere verificando la trasparenza realizzato dall’Istituto italiano della donazione. Istat: “Resiste uno zoccolo duro di 8 milioni e mezzo di italiani”

ROMA – Un portale per scegliere l’associazione a cui donare, verificando la trasparenza e il modo di agire, ma anche per offrire il proprio tempo o accedere ai servizi di assistenza. Si chiama “Io dono sicuro“, il primo database italiano del terzo settore che mette in relazione donatori e associazioni. L’niziativa è stata presentata questa mattina a Roma dall’istituto italiano della donazione (Iid), durante un convegno al Cnel a cui hanno partecipato rappresentati del mondo dell’associazionismo.

io-dono“Abbiamo deciso di lanciare questo portale per fare un passo in avanti, per lanciare una sfida in questo tempo difficile. Abbiamo fatto la scelta di rilanciare, perché la crisi si vive anche superandola – sottolinea Edoardo Patriarca, presidente dell’Idd e parlamentare del Pd. Siamo di fronte a un paese accartocciato su se stesso, gli italiani hanno dimuito la disponibilità a offrire denaro, ma la voglia di dare ancora regge. C’è un’Italia che non ha rinunciato a impegnarsi e fare qualcosa per gli altri: le cifre sono calate ma la virtù del dono è rimasta intatta”. Con questa iniziativa, secondo Patriarca, l’Italia si allinea agli altri paesi europei, come la Svizzera, la Spagna, la Francia. All’interno del database saranno presenti sia i soci Iid che le associazioni di piccole dimensioni, che hanno entrate annue inferiori a 300 mila euro. “La parola d’ordine è fiducia – aggiunge – che si declina con la trasparenza, la rendicontabilità, la conoscenza dell’organigramma e dell’ attività delle associazioni“. Per i primi otto mesi l’ accesso al portale sarà gratuito poi verrà richiesto un contributo minimo per accreditarsi. Patriarca ha inoltre annunciato che il 9 novembre si svolgerà a Lucca la prima Giornata nazionale del dono. “E’ un’iniziativa che portiamo avanti da tempo con il centro nazionale di volontariato – sottolinea – la lanceremo insieme a rappresentati delle istituzioni in attesa che venga riconosciuta per legge”.

Nereo Zamaro, dirigente dell’Istat ha ricordato che dal 2005 al 2012 il numero di persone che hanno fatto almeno una donazione l’anno è passato dal 18 a 14,7 per cento con decremento pari al 23, 2 per cento dal 2005. ” i dati ci dicono che anche il mondo della donazione sta soffredno. Ma questo zoccolo duro del 14 per cento ci dice che ci sono circa otto milioni e mezzo di italiani che hanno fatto almeno una donazione l’anno – afferma Zamaro – se ciascuno donasse un euro avremmo otto milioni di euro l’anno, se questo euro fosse donato al mese si arriverebbe a 100 milioni di euro. Il problema non è quindi legato ai numeri ma come raggiungere le persone”. Zamaro ha poi ricordato che rispetto alle donazioni l’Italia è un paese spaccato in due: con punte massime in Trentino e minime in Sicilia. “I dati ci dicono che c’è un andamento altalenante della propensione a donare -aggiunge – questo sostegno deve essere reso più stabile”. La maggior parte dei donatori sono, inoltre, laureati (33,4 per cento) seguono poi i diplomati al 20 per cento e coloro che hanno la licenza media (13 per cento). Il 35 per cento dei donatori è costituito da dirigenti, imprenditori e liberi professionisti. Il 21,7 per cento sono occupati, l’11,7 per cento sono operai e il 18,7 per cento lavoratori in proprio. “La partita è da migliorare per raggiungere i dirigenti ma la vera sfida è costituita dai lavoratori in proprio e dagli operai – continua Zamaro – è una stratificazione su cui è opportuno ragionare”. (ec)