In Pakistan 1.800 vittime dell’odio verso le minoranze
Redazione 22 luglio 2013 La Gabbianella in...forma

In Pakistan 1.800 vittime dell’odio verso le minoranze

Avvenire-220713Strumenti di lavoro: dalla rassegna stampa gli aggiornamenti sulla situazione internazionale.

«In Pakistan 1.800 vittime dell’odio verso le minoranze»
Rapporto Usa sulla libertà religiosa accusa anche il governo

Tra il gennaio 2012 e il giugno scorso i morti sono stati almeno settecento: nel mirino, oltre ai cristiani, gli indù, gli ahmadi e i sikh

di Stefano Vecchia
Avvenire, 22 luglio 2013

Un rapporto elaborato negli Stat Uniti definisce in modo aggiornato le dimensioni della persecuzione che ha come obiettivo le minoranze religiose in Pakistan, dipingendo, secondo il testo diffuso dalla Commissione Usa per la libertà religiosa internazionale, «un’immagine triste e insieme provocatoria per il nuovo governo del premier Nawaz Sharif», in carica da sole sei settimane.
Il lavoro della Commissione internazionale sulla libertà religiosa (organo bipartisan del Congresso americano), raccolto nelle 40 pagine del rapporto Pakistan: A History of Violence (Pakistan: Una storia di violenza) riunisce 203 casi accertati avvenuti dall’inizio del 2012 al giugno di quest’anno, che complessivamente hanno provocato oltre 1.800 vittime, di cui 700 morti.
Ben 77 attacchi hanno coinvolto la corrente sciita dell’islam pachistano, minoritaria nel contesto di un Paese di fede sunnita; 54 quelli portati contro la setta di origine islamica degli ahmadi; 37 contro gli indù, uno contro i sikh e 16 che hanno riguardato altri gruppi, tra cui i cristiani. I morti sono stati 635 tra gli sciiti e 834 i feriti. Gli ahmadi, secondi per numero di vittime, hanno avuto 22 morti e 39 feriti.
I cristiani risultano terzi con 11 morti e 36 feriti. Due morti e quattro feriti tra gli indù, uno trai sikh e46 per altri gruppi chiudono una macabra classifica a dir poco preoccupante.
Riguardo alle responsabilità, il rapporto stilato dalla commissione federale statunitense che al Pakistan dedica un progetto speciale, indica che protagonisti delle violenze sono soprattutto gruppi di militanti e singoli cittadini, ma sono accertate anche responsabilità di «elementi governativi e delle istituzioni». Gli sciiti, come sottolinea il testo – evidenziato dai giornali pachistani oltre che dall’agenzia Fides – sono al centro dell’attenzione criminale dei fondamentalisti religiosi e dei terroristi, tuttavia «la già scarsa libertà religiosa garantita a cristiani, ahmadi e indù ha continuato a deteriorarsi, con numerosi atti violenti contro appartenenti queste comunità».
Atti e dati che per la commissione «fanno riflettere» e che chiamano il governo pachistano a non mancare al proprio compito di punire gruppi e individui responsabili degli attacchi se è realmente intenzionato a bloccare la crescita dell’estremismo religioso e le sue manifestazioni violente. Oltre a esortare il premier pachistano Sharif a intraprendere «azioni concrete e risolute», la commissione statunitense ha sottolineato la necessità «di assicurare che i responsabili delle violenze siano arrestati, processati e imprigionati».

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