In India nasce la banca al femminile per ridare potere alle donne
Redazione 4 settembre 2013 La Gabbianella in...forma

In India nasce la banca al femminile per ridare potere alle donne

Corriere-della-Sera-040913Strumenti di lavoro: dalla rassegna stampa gli aggiornamenti sulla situazione internazionale.

India, la banca al femminile per ridare potere alle donne
di Cecilia Zecchinelli
Corriere della Sera, 4 settembre 2013

L’istituto di credito nasce grazie al finanziamento pubblico, avrà un centinaio di filiali e sarà guidato da una manager

Un tributo alla studentessa stuprata e uccisa

Tutto merito della povera Nirbhaya, pseudonimo che significa «intrepida», ovvero la studentessa stuprata da un branco in dicembre nel cuore di New Delhi, la cui morte sollevò le proteste in tutto il Paese e spinse il governo dell’India, finalmente, ad agire. O meglio a iniziare capire che le sue donne – sono oltre 6oo milioni – vanno rispettate, protette, sostenute. Con misure come quella che partirà in ottobre della Banca delle Donne, nome indiano Bharatiya Mahila Bank, il primo istituto di credito al femminile nel subcontinente. Finanziata da fondi pubblici iniziali di 1o miliardi di rupie (115 milioni di euro), con 25 filiali che saliranno poi a un centinaio, la banca nasce infatti come «tributo» a Nirbhaya e «perché quello e altri incidenti hanno gettato una lunga ombra scura sulla nostra reputazione liberale e progressista – aveva detto il ministro delle Finanze nel presentare il progetto in primavera -. Abbiamo una responsabilità collettiva di assicurare la dignità e la sicurezza delle donne».

Nel Paese guidato (in sostanza) da una signora, la presidente del partito del Congresso Sonia Gandhi, le statistiche sulla condizione femminile sono drammatiche: l’India si colloca al quarto posto mondiale nella triste classifica dello «Stato peggiore dove nascere donna», dopo Afghanistan, Repubblica democratica del Congo e Pakistan. E’ al primo, in termini assoluti, per il numero di spose bambine. Ogni 22 minuti un’indiana viene stuprata, ogni ora una è uccisa per dispute famigliari sulla dote del matrimonio. E certo non basterà la futura banca al femminile a cambiare le cose, ma molti pensano sia un piccolo segno importante. E non solo, o non tanto, perché l’istituto garantirà alle impiegate e alle clienti un ambiente protetto da molestatori.

«L’India è solo al 115esimo posto su 128 per l’empowerment femminile, ovvero per le possibilità offerte a una donna di far emergere i suoi talenti e sviluppare le sue risorse. Molte indiane hanno un forte senso degli affari ma zero opportunità, sono paralizzate per mancanza di sostegno e di capitali iniziali», ha dichiarato in un’intervista al Wall Street Journal l’amministratrice delegata della futura banca, Usha Ananthasubramanian. La banchiera 55enne di empowerment se ne intende: figlia di un maestro e una casalinga di Chennai (l’ex Madras), nello Stato meridionale del Tamil Nadu, grazie agli sforzi del padre per farla studiare e alla sua tenacia ha ottenuto due master, in statistica e cultura classica indiana. Entrambi utilissimi, lei dice, per entrare nell’élite della finanza pubblica, fino al posto di executive director del secondo istituto di credito statale, la Punjab National Bank, che ora ha lasciato per il nuovo incarico, senza rimpianti. «L’idea della Bharatiya Mahila Bank è ottima, avrà un effetto positivo sulla vita di tantissime donne – ha detto Usha -. E anche per il business sarà positiva, c’è una miriade di potenziali clienti lasciate a se stesse».

Non tutti sono d’accordo. Jayati Ghosh, docente di economia alla Jawaharlal Nehru University e nota femminista, ha perfino definito l’idea della nuova banca «quasi offensiva» e chiesto al governo di «garantire miglior accesso alle donne in tutte le banche invece di creare questa ghettizzazione». Se la presenza maschile, tra impiegati e clienti, non sarà del tutto proibita come è invece in Arabia Saudita nelle sue banche femminili, vero è che gli uomini saranno minoranza. E questo anche ad altre attiviste indiane non va bene. E poi, i fondi stanziati sono «noccioline», l’iniziativa ha solo un «valore simbolico», ha aggiunto Ranjana Kumari, direttrice del Center for Social Research di Delhi, pur dicendosi a favore di «questo primo riconoscimento formale dato alle donne nella finanza del Paese». Dove in fondo, come chiunque sia entrato in un negozio o in una banca sa bene, le statuine coperte di offerte e benauguranti sono di una donna, la divinità della ricchezza e del denaro Lakshmi.

Corriere-della-Sera-040913-1L’istituto
La Banca delle Donne nascerà in ottobre con un capitale di 115 milioni di euro e 25 filiali. Sarà il primo istituto di credito statale con impiegate e clienti donne in prevalenza

La banchiera
«II nuovo istituto cambierà la vita di tantissime indiane: darà loro sostegno e capitali iniziali, in un ambiente sicuro»

La manager
Usha Ananthasubramanian (foto), 55 anni, sarà amministratore delegato della banca. Figlia di un maestro e di una casalinga, due master, ha già ricoperto ruoli chiave nella finanza pubblica

4° posto
è quello occupato dall’india nella classifica del «peggior Paese al mondo dove nascere per una donna». Al primo c’è l’Afghanistan