In Argentina nasce la prima cooperativa degli indigeni Qom
Redazione 10 luglio 2013 La Gabbianella in...forma

In Argentina nasce la prima cooperativa degli indigeni Qom

Avvenire-100713Strumenti di lavoro: dalla rassegna stampa gli aggiornamenti sulla cooperazione e la situazione internazionale.

Prima cooperativa degli indigeni Qom con le macchine sequestrate agli schiavisti

di Lucia Capuzzi
Avvenire, 10 luglio 2013

Lo hanno inaugurato ieri, festa argentina dell’Indipendenza. Una data non casuale. Anche quella della cooperativa tessile “Potae Napocna Navogh” – la prima gestita dagli indigeni di etnia Qom – è una storia di libertà dall’oppressione.

O meglio le storie sono due: quella delle cento macchine indispensabili per il funzionamento dell’attività e quella di un popolo ancora discriminato che, da tre anni, combatte con il governo locale per difendere le terre ancestrali. Il ponte tra questi due universi, apparentemente distanti, è la Fondazione Alameda, in prima fila nella lotta al lavoro schiavo, la tratta e alle violazioni dei diritti umani. Un’azione per cui l’Alameda ha ricevuto in passato il prezioso sostegno del precedente arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Jorge Bergoglio ormai papa Francesco. Meno di un mese fa, la Fondazione ha scoperto, non lontano dal parco Chacabuco, nella capitale, l’esistenza di tre sartorie clandestine in cui centinaia di uomini e donne erano costretti a lavorare in condizioni disperate.

«Li facevano dormire su materassi buttati sul pavimento appena qualche ore per notte. La giornata lavorativa durava 12-14 ore», racconta Gustavo Vera, presidente della Alameda. La Fondazione ha compreso, però, che quei macchinari usati per schiavizzare altri esseri umani potevano diventare uno strumento di liberazione, se utilizzati in modo corretto. Da qui l’idea di chiedere alle autorità che avevano sequestrato gli impianti – e al principale sindacato argentino Cgt, di donarli ai Qorn di Formosa, nel nord dell’Argentina. Era stato Felix Diaz, il leader dei nativi, da poco tornato dalla visita al Pontefice aRoma, a esporre le difficoltà dei nativi all’Alameda. «La cooperativa darà lavoro a tanti giovani della comunità. A cui faremo un corso di formazione, dato che molti non conoscono il mestiere – aggiunge Vera -. E’ il primo esperimento di questo tipo. Siamo certi che andrà bene».