Impennata India nell’emergenza COVID-19 da cini
Redazione 29 Aprile 2021 In primo piano

Impennata India nell’emergenza COVID-19 da cini

28 aprile 2021

Mentre il mondo corre ai ripari per arginare la pandemia COVID-19, l’India balza nei media internazionali per il l’improvviso drammatico dilagarsi del contagio su un territorio grande come un intero continente. Nella sola giornata di ieri si sono registrati oltre 360.000 nuovi casi e più di 3.000 decessi. Il sistema sanitario indiano è ormai al collasso: in alcune città gli ospedali non hanno più ossigeno, letti e medicinali per poter curare i pazienti. Moltissime persone, risultate positive o entrate in contatto con qualcuno di positivo, si recano nelle strutture sanitarie alla ricerca di risposte su come comportarsi e curarsi, creando sovraffollamenti e situazioni difficili da gestire. Le foto delle pire per bruciare i corpi delle vittime di COVID-19 che i centri crematori non riescono a smaltire hanno fatto il giro di tutto il mondo. Se il secondo paese più popoloso del pianeta non riesce a fermare il nostro nemico comune, la nostra battaglia rischia di non essere vinta mai!

Reagendo rapidamente alla disperazione dilagante, CINI ha dato avvio ai COVID Sahayata Kendra, ossia Centri di Assistenza COVID dedicati a mettere in atto misure preventive che possano ancora salvare soprattutto le comunità più povere e sovraffollate dal virus. I Centri sono impegnati sia  nella distribuzione di kit di prevenzione e sopravvivenza per fornire sostegno nutrizionale e prodotti igienico-sanitari alle famiglie, sia per offrire informazioni e consulenze  a chi è ancora sano, sostegno a chi è infettato dal virus e a coloro che presentano sintomi aiutando la popolazione a seguire le linee guida internazionali relative all’isolamento e alla quarantena, e indirizzando chi non può isolarsi nella propria abitazione alle “case sicure” predisposte dal governo. Parallelamente, un servizio di telemedicina continuerà a sostenere chi è in quarantena o isolamento preventivo, e chi, più fragile, non può raggiungere il Centro. Inoltre, un tuk-tuk (un furgoncino di piccole dimensioni che permette la circolazione negli angusti vicoli delle baraccopoli), munito di altoparlanti, diffonderà messaggi tra la comunità più ampia intorno ai Centri per sensibilizzare la popolazione sulle modalità di contenimento del virus e su cosa fare in caso di sintomi e contagio.