Il volontariato cresce con le App
Redazione 2 settembre 2013 La Gabbianella in...forma

Il volontariato cresce con le App

Sole24Ore-020913Strumenti di lavoro: dalla rassegna stampa gli aggiornamenti sul Terzo settore.

Il volontariato cresce con le App

Il web si conferma terreno fertile non solo per le raccolte fondi ma anche per i contenuti associativi
In continuo aumento l’offerta di software che offrono informazioni e servizi

di Paola Springhetti

Il Sole24Ore, 2 settembre 2013

L’ultima a essere presentata è stata Csv Napoli App, l’applicazione del Centro di servizio per il volontariato partenopeo, che serve per tenersi informati sulle associazioni del territorio. Anche nel sociale le app si stanno moltiplicando, e non solo quelle per il fundraising, che da tempo sono diventate di uso comune, ma anche quelle che offrono informazioni e servizi.

C’è un filone di app dedicato alle informazioni altrimenti difficilmente reperibili. Per questo è nata V4Alnside, ideata dal network per il turismo accessibile Village for all: permette di avere informazioni sull’accessibilità di alberghi, strutture turistiche e ristoranti, utili ai disabili ma anche a chi deve seguire diete particolari, come i celiaci. Dalla collaborazione tra Fondazione Vodafone e Fish (federazione italiana superamento handicap) è nata invece Easyway, che permette di individuare le barriere architettoniche o viceversa i luoghi accessibili a Milano: non solo farmacie e servizi, ma anche cinema, teatri, ristoranti.

Un altro filone sollecita la disponibilità dei cittadini di attivarsi. Doniamoci, del Cesv (Centro di servizio delvolontariato) del Lazio, permette di cercare l’associazione più vicina a casapropria o quella che si occupa dei temi a cui si è interessati, seguire progetti e campagne, vedere le immagini e gli appuntamenti in regione. E decidere di donare tempo o anche denaro.

Si possono trovare app per segnalare le buche nelle strade o edifici abbandonati o quant’altro. Tra le più interessanti c’è RAEEporter di Legambiente: nata all’interno dell’omonima campagna, permette di segnalare i Raee (rifiuti elettrici ed elettronici) abbandonati in giro, fotografandoli o facendo dei brevi filmati.

Il filone più innovativo, però, sembra quello dei servizi, a partire dalla pluripremiata Airadne GPS, uno strumento di geolocalizzazione per aiutare i non vedenti a orientarsi nello spazio, o da Pedius, che permette ai sordi di telefonare, grazie alle tecnologie di sintesi vocale. Fondazione Vodafone ha realizzato anche HelpTalk, per aiutare le persone che hanno difficoltà di comunicazione verbale o che semplicemente non parlano la lingua del paese in cui si trovano, attraverso la riproduzione audio di un messaggio a partire da un’immagine sullo schermo; e Biglauncher, che modifica la schermata ingrandendo immagini e icone, in modo da facilitare l’uso aipovedenti e anziani.

Interessante è il lavoro che sta svolgendo Informatici senza frontiere che, grazie all’impegno gratuito dei suoi volontari, ha sviluppato due applicazioni. Isa (I speak again) permette di comunicare a persone che sono, provvisoriamente o definitivamente, costrette all’immobilità. Il progetto è nato su input dell’associazione Asla (associazione contro la sclerosi laterale amiotrofica). «I malati che si trovano nella fase avanzata, non riescono più a usare neanche la voce – spiega Roberto De Nicolò, che è membro del direttivo nazionale -, ma pilotando un mouse o con il solo movimento della pupilla, grazie a Isa, possono navigare in internet, oppure scrivere e memorizzare testi anche complessi». In realtà, «hardware che svolgono funzioni di questo tipo esistono già, ma si trovano in vendita a prezzi molto alti (iomila, 20mila curo) e le Asl non possono fornirli. Noi offriamo una soluzione facile e gratuita. Bastano un semplice computer e una webcam».

Strillone è invece l’app che permette di leggere i giornali, nata da unarichiesta dell’Unione ciechi. «I non vedenti sono grandi utilizzatori dei cellulari touch, se non altro perché dotati di ausili vocali. Abbiamo diviso lo schermo in quattro tasti, corrispondenti ai quattro angoli (facilmente identificabili dai non vedenti), e grazie a essi è molto facile attivare la lettura e navigare». Perché tutto questo funzioni, però, è necessario che le testate giornalistiche collaborino, decidendo di rendere disponibili le news anche in formato vocale.

Ma, secondo De Nicolò, ciò che veramente metterà le ali alle app è la dimensione cool. «Bisogna smettere di pensare solo per i disabili: con unabuona grafica e un aspetto accattivante, spesso queste app possono interessare anche a un normodotato. Strillone, per esempio, può essere utilizzato per “leggere” i giornali mentre si guida o si fa altro. Progettare software – ma anche hardware – per tutti è meglio: se li riserviamo solo ai disabili, avranno un mercato ristretto, e quindi saranno inevitabilmente troppo costosi».

Gli esempi
1 l Easyway – E’ un’applicazione, nata dalla collaborazione tra Fondazione Vodafone e Federazione italiana superamento handicap, che permette di individuare le barriere architettoniche e, viceversa, i luoghi accessibili di Milano

2 l RAEEporter – E’ una app lanciata da Legambiente che permette di segnalare i Raee (rifiuti elettrici ed elettronici) abbandonati nelle strade

3 l Strillone – E’ un’applicazione, nata da una richiesta dell’Unione italiana ciechi, che consente ai non vedenti la lettura del giornale. Alla stessa tipologia di utenti ë dedicata AiradneGPS, uno strumento di geolocalizzazione per orientarsi in città