Il sistema del 2 per mille non può essere più vantaggioso del 5 o dell’8 per mille
Redazione 3 giugno 2013 La Gabbianella in...forma

Il sistema del 2 per mille non può essere più vantaggioso del 5 o dell’8 per mille

Redattore-sociale_030613Strumenti di lavoro:  dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti sul terzo settore e il volontariato. Ancora aperto il confronto sul 5 per mille, unica norma di sussidiarietà fiscale a beneficio del non profit.

Dal Redattore sociale
Roma, 3 giugno 2013

2 per mille, “non profit penalizzato. Fiscalità vantaggiosa solo per i partiti”

Il presidente dell’Iid e del Cnv, Patriarca: “Da anni chiediamo l’eliminazione del tetto per il cinque per mille e una deducibilità più generosa, ma le nostre richieste sono rimaste inascoltate. Ora per i partiti le risorse sono state trovate”

ROMA – Parità di trattamento nel finanziamento ai partiti e al mondo del non profit: “Il sistema del 2 per mille non può e non deve essere più vantaggioso del 5 o dell’8 per mille”. È netta la posizione di Edoardo Patriarca, deputato del Pd e presidente del Centro Nazionale per il Volontariato e dell’Istituto Italiano della Donazione, rispetto al ddl sull’abolizione al finanziamento pubblico dei partiti, che permetterà ai cittadini di destinare a partiti e movimenti politici il 2 x 1000 della propria imposta sul reddito (Ire).“Se si deve aprire la frontiera del finanziamento ai partiti attraverso il due per mille, almeno ci siano pari diritti con gli strumenti che finanziano il mondo del non profit, che altrimenti sarebbe penalizzato –sottolinea -. Non devono esistere organizzazioni di serie A e organizzazioni di serie B”

Il decreto del governo prevede una detrazione pari al 52 per cento per gli importi compresi fra 50 euro e 5.000 euro annui e al 26 per cento (stessa percentuale di detrazione riservata per erogazioni alle onlus) per importi tra i 5.001 e i 20.000 euro. Proprio su questo punto e sulla mancanza di un tetto massimo (come avviene invece per il 5 per mille) Patriarca si dice contrario: “Rispetto al tetto e alle agevolazioni fiscali non è ammissibile che i partiti risultino soggetti molto tutelati, mentre le organizzazioni di Terzo settore, che fanno rappresentanza e cittadinanza, vengano ancora considerate irrilevanti sia politicamente che fiscalmente”.

“In questi anni – aggiunge il presidente dell’Iid- abbiamo chiesto l’eliminazione del tetto per il cinque per mille e un cambiamento nella deducibilità delle donazioni, ma c’è stata nei nostri confronti una forte resistenza. Più volte ci è stato detto che le risorse non c’erano – continua Patriarca – Siamo stati sostanzialmente inascoltati. Ma se il discorso si riapre con partiti le risorse vengono improvvisamente trovate. Questo non è possibile, anche perché ci troveremmo in una situazione in cui le onlus avranno una fiscalità non di vantaggio e sostegno rispetto ai partiti che ne avranno una generossissima. È necessario invece che ci sia pari regime così come parità nei diritti”.

Secondo Patriarca, inoltre sarebbe ingiusto se il 2 per mille fosse nei fatti simile all’8 per mille: se prevedesse cioè di ripartire proporzionalmente la quota anche di chi non sceglie di destinare alcunché. Meglio un sistema che ricalca il modello del 5 per mille dove verrebbe dato ai partiti solo quanto effettivamente dichiarato dai cittadini. Per quanto riguarda, infine, le regole di trasparenza richieste dal ddl aggiunge: “ le onlus hanno già le carte in regole, perché a differenza dei partiti sono obbligate a consegnare i bilanci e renderli pubblici – sottolinea – Noi regole di trasparenza le rispettiamo da tempo, sarebbe un paradosso se venissimo penalizzati”. (ec)