Il nuovo ruolo del terzo settore in Italia
Redazione 28 novembre 2013 La Gabbianella in...forma

Il nuovo ruolo del terzo settore in Italia

secondo-welfareStrumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti su politiche sociali e Terzo settore.

Redattore sociale, 28 novembre 2013

”Né supplente né badante”: il nuovo ruolo del terzo settore in Italia

Rapporto sul “secondo welfare”. Il fatturato del non profit è pari al 3,4% del Pil e coinvolge 5,7 milioni di persone. Le fondazioni bancarie hanno un patrimonio di 42 miliardi di euro e hanno realizzato 22 mila interventi. L’80% delle imprese con più di 500 dipendenti ha avviato progetti di welfare aziendale 28 novembre 2013 – 16:06 MILANO – Le cifre sono di tutto rispetto: fatturato pari a 67 miliardi di euro (4,3% del Pil), 4,8 milioni di volontari, 681mila dipendenti e 271mila lavoratori con contratti di collaborazione. È il terzo settore in Italia, costituito da associazioni, cooperative sociali, fondazioni ed enti di varia natura giuridica. Il primo rapporto sul “Secondo welfare“, presentato questa mattina a Milano e realizzato dal Centro di ricerca Luigi Einaudi, scatta la fotografia di uno dei pilastri delle politiche sociali del Belpaese. Con alcune note non certo marginali: le fondazioni sono 6.220, ma quelle di origine bancaria (circa 300) hanno un patrimonio di 42miliardi di euro e nel 2012 hanno realizzato 22mila interventi di welfare. Ci sono poi le imprese: l’80% di quelle con più di 500 dipendenti ha avviato progetti di welfare aziendale: dalle pensioni integrative agli asili nido, dal sostegno ai consumi a quello allo studio. “Il secondo welfare non può e non deve sostituire il welfare pubblico – afferma Enrico Giovannini, ministro del Lavoro-. Semmai è un sostegno per il welfare familiare, che in tempo di crisi è in grave difficoltà”. Anche nel campo del terzo settore c’è una disparità nord-sud: le organizzazioni si concentrano soprattutto nel centro nord. “Dobbiamo creare una piattaforma per l’innovazione sociale presso il ministero del Lavoro – aggiunge il ministro Giovannini -. Abbiamo bisogno di progetti a medio e lungo termine, solo così si possono vedere risultati duraturi. Altrimenti in futuro non avremo un welfare adeguato alle esigenze dei cittadini”. Per quanto riguarda le aziende che hanno avviato progetti di welfare per i dipendenti, l’87% ha creato fondi pensione, il 60% fondi sanitari, il 39% forme di prestiti agevolati, il 27,6% ha istituito congedi extra, il 24,4% agevolazioni al consumo, il 23,3% sostegni al reddito, il 23,1% borse di studio, il 18,4% servizi per l’infanzia, il 6,7% alloggi. (dp)

La sintesi del rapporto