Il non profit ha bisogno di una lobby in parlamento?
Redazione 2 maggio 2013 La Gabbianella in...forma

Il non profit ha bisogno di una lobby in parlamento?

lobby-non-profitDall’agenzia Redattore sociale

La lobby del non profit in parlamento
Un intergruppo parlamentare dei candidati del terzo settore per presentare ”proposte di legge che abbiano possibilità di successo”. Per Patriarca (Pd) lavoro e reddito minimo urgentissimi, ma anche la cittadinanza

ROMA – La questione del lavoro prima di tutto, per risolvere il problema degli esodati e dei cassaintegrati. E poi il reddito minimo per le famiglie bisognose “un tema urgentissimo che non può aspettare” e la riforma della legge sulla cittadinanza (in particolare per i minori, figli di stranieri, nati nel nostro paese), che dovrà essere approvata “ in tempi brevissimi, perché su questo ci siamo impegnati e sarebbe un disastro dover dire tra un anno: non ce l’abbiamo fatta”. Sono queste le priorità del governo guidato da Enrico Letta per Edoardo Patriarca, deputato Pd. Temi in parte già contenuti nel discorso letto ieri in aula dal presidente del Consiglio: “un discorso ampio che ha fornito una visione del paese, più che un’agenda di programma ma su cui sono state poste delle questioni urgenti,” sottolinea Patriarca. Tra i nodi cruciali ci sono anche le questioni più strettamente legate al Terzo settore, a cominciare da una stabilizzazione del cinque per mille e la riattivazione del servizio civile. “Su questi temi con altri colleghi provenienti dal mondo del volontariato stiamo pensando di creare un intergruppo parlamentare come già è stato fatto per la questione degli F35 e della cooperazione – aggiunge – Vogliamo anche incontrare le associazioni, il Forum terzo settore e le altre realtà che hanno creato una piattaforma politica durante la campagna elettorale, per provare a tessere una rete dentro il parlamento. Così da poter presentare proposte di legge che abbiano possibilità di successo. Nella precedente legislatura, ne sono state presentate tante su questi temi ma nessuna è andata a buon fine”.

Temi urgentissimi: lavoro e povertà. Le risorse? Riduzione spesa militare. Per Patriarca “è necessario innanzitutto ridare tranquillità e serenità al paese, mettendo in sicurezza i lavoratori esodati e in cassa integrazione. La questione lavoro va risolta urgentemente –dice – è la parte più importante che sta cuore al Partito democratico”. Ma anche quello della povertà “è un tema che va aggredito con decisione altrimenti il paese non torna a crescere – sottolinea – Ormai ci sono casi di povertà tra famiglie che fino a poco tempo fa vivevano degnamente con due stipendi e oggi sono rovinate”. Per quanto riguarda le risorse secondo il deputato Pd, una buona parte si possono recuperare dagli investimenti sugli armamenti e in particolare sull’acquisto degli F35: “l’ammodernamento delle forze armate, il piano triennale su cui si è impegnato il Governo Monti è un tema su cui bisogna tornare sopra, pensando a una riduzione delle spese militari da cui recuperare risorse”.

Terzo settore: stabilizzare 5 per mille e rilanciare servizio civile. Per quanto riguarda i temi più strettamente legati al mondo del volontariato, da cui lui stesso proviene, Patriarca sottolinea: “spero che i parlamentari, con il sostegno delle associazioni, convergano su questioni urgenti come una stabilizzazione del 5 per mille e una migliore definizione degli enti beneficiari. Dare più risorse al mondo del Terzo settore è fondamentale – afferma – per far risparmiare lo Stato. C’è poi la questione del servizio civile cha va riattivato con decisione. E bisogna ragionare su una nuova fiscalità per le donazioni, in modo che la deducibilità sia totale per chi dona. Infine bisogna ripensare il modo di fare impresa sociale. Il mondo del non profit non chiede tanto, non miliardi di euro, ma un quadro normativo certo. Anche la questione dei fondi al sociale, andrà ripresa con decisione, almeno per tornare alle risorse di 5 anni fa”.

Cittadinanza “tema dirimente, Pdl esca dal ricatto della Lega”. Sulle possibili divergenze su alcuni temi cruciali secondo Patriarca “molto dipenderà dal Parlamento: il governo Letta non andrà avanti a colpi di fiducia ma si dovrà ascoltare il Parlamento e le proposte che matureranno lì”. Tra i temi caldi c’è la questione della riforma della legge sulla cittadinanza, con l’introduzione dello ius soli, su cui l’ex segretario Bersani si era impegnato come prima legge da approvare in caso di una vittoria del Pd. “Già avere un ministro come Cècile Kyenge è un gesto simbolico, ma la riforma della cittadinanza per i bambini nati qui resta una questione dirimente. Spero che il Pdl su questo sia attento ed esca dalla logica di subire il ricatto della Lega –afferma –è un provvedimento che va approvato in tempi brevissimi, sarebbe un disastro se dovessimo dire tra un anno: non ce l’abbiamo fatta”. Patriarca sottolinea inoltre di confidare nel lavoro del nuovo ministro del Welfare Enrico Giovannini, “uno stimato e caro amico, attentissimo da sempre al mondo del non profit, che ha lavorato all’elaborazione del Bes (sviluppo benessere equo e sostenibile) e ha tutte le carte in regole per aprire la discussione sui temi importanti del sociale”. (ec)