Il contributo delle popolazioni indigene alla salvaguardia ambientale
Redazione 9 agosto 2013 La Gabbianella in...forma

Il contributo delle popolazioni indigene alla salvaguardia ambientale

Il 9 agosto si celebra la Giornata mondiale delle popolazioni indigene.

Esistono circa 300 milioni di persone appartenenti a popolazioni indigene che vivono in più di 70 paesi in tutto il mondo. Benché tali popoli siano estremamente diversi tra loro, esistono due caratteristiche che contribuiscono a farli definire un gruppo. La prima è la loro continuità storica con le società che risiedevano nei territori in cui esse vivono prima dello sviluppo delle società coloniali e degli stati moderni. La seconda è la diversità delle loro identità sociali e culturali rispetto a quella dei gruppi dominanti delle società di cui fanno parte. I gruppi rappresentati dalle popolazioni indigene possono essere molto diversi per tradizioni e condizioni di vita, ma sono tutti determinati a tutelare il proprio
patrimonio culturale unico e originale. [Da Ifad, Popolazioni indigene]


popolazioni-indigeneDal sito del Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite
LA GIORNATA MONDIALE DELLE POPOLAZIONI INDIGENE E IL LORO CONTRIBUTO ALLA SALVAGUARDIA AMBIENTALE

Nel giorno in cui si celebra la Giornata Mondiale delle Popolazioni Indigene, si riconosce l’importanza del contributo che esse danno alla tutela dell’ambiente. Il Segretario Generale Ban Ki-moon, sottolinea come la “comunità internazionale abbia acquisito coscienza della necessità di sostenere le popolazioni indigene, rinforzandone la speciale opera di tutela che prestano rispetto a questioni ambientali e cambiamento climatico”.

Il Vice Segretario Generale per gli Affari Economici e Sociali, Sha Zukang, ha sottolineato come le popolazioni indigene risiedano nelle aree del pianeta biologicamente più varie ed abbiano accumulato una conoscenza unica riguardo a questi ambienti. “Grazie alla loro ricchezza cognitiva rispetto all’ambiente in cui vivono, possono e devono giocare un ruolo fondamentale nello sforzo globale di reagire al cambiamento climatico; dovremmo prestare loro ascolto”, ha dichiarato.

Le popolazioni indigene spesso ricorrono alla propria conoscenza tradizionale per minimizzare l’impatto dei disastri ambientali. Per esempio, alcune sfruttano la presenza di fasce di foresta di mangrovie per assorbire la forza dell’alta marea o delle onde anomale; altre adottano una diversificazione delle sementi per evitare totali insuccessi nel raccolto; alcune comunità si spostano da un ambiente all’altro all’occorrenza di nuovi e diversi disastri ambientali; altre ancora stanno adeguando le loro abitudini di vita ai cambiamenti ambientali, dalle comunità svedesi Saami di allevatori di renne, alle comunità indigene andine. Nelle parole di Sheila Watt-Cloutier, attivista Inuit recentemente insignita da Ban Ki-moon del premio Mahbub Ul Haq per l’Eccellenza nello Sviluppo Umano, “siamo tutti connessi. L’Artico è geograficamente isolato dal resto del mondo, tuttavia il naufragio del cacciatore Inuk nel mare di ghiaccio in assottigliamento è legato allo scioglimento dei ghiacciai sulle catene andina e himalaiana, così come alle inondazioni dei piccoli stati insulari di basso profilo orografico”. Un recente rapporto del Segretariato per la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) riferisce di come alcune comunità si stiano attivando per individuare opzioni allocative per intere comunità forzate allo spostamento dal dissesto idrogeologico o dal ripetersi di disastri climatici.

La Dichiarazione dei Diritti delle Popolazioni Indigene, adottata dal Consiglio per i Diritti Umani nel giugno 2006 ed ora al vaglio dell’Assemblea Generale, riconosce che la conoscenza, le culture e le pratiche tradizionali indigene contribuiscono allo sviluppo sostenibile e ad una corretta gestione dell’ambiente naturale.

La particolare vulnerabilità delle popolazioni indigene al cambiamento climatico e l’importanza del loro ruolo nell’offrire risposte a tale mutamento viene riconosciuta dal Forum Permanente delle Nazioni Unite sui Problemi degli Indigeni, che dedica la propria sessione del 2008 a “Cambiamento climatico, diversità bioculturale e sopravvivenza: il ruolo di salvaguardia delle popolazioni indigene e le sfide del futuro”.

Per ulteriori informazioni sulla Giornata e sugli eventi presso il Quartier Generale dell’ONU, si visiti il sito http://www.un.org/esa/socdev/unpfii