Giornata mondiale infanzia, Ecpat: “I minori non si celebrano una volta l’anno”
Redazione 20 novembre 2013 La Gabbianella in...forma

Giornata mondiale infanzia, Ecpat: “I minori non si celebrano una volta l’anno”

Ecpat-infanziaStrumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti sulle politiche sociali. La dichiarazione del presidente di Ecpat Italia, organizzazione che aderisce al Coordinamento per il sostegno a distanza, in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia.

Giornata mondiale infanzia, Ecpat: “I minori non si celebrano una volta l’anno”

Il presidente Scarpati: “Spero di non essere troppo vecchio per vedere la cancellazione di una giornata in cui si celebra la bugia della protezione dell’infanzia perché mi pare che in molti si riempiano la bocca di cose a cui credono in pochi”

Redattore sociale, 20 novembre 2013

ROMA – “L’infanzia e l’adolescenza non meritano di essere celebrate una volta all’anno”. A pensarla così è l’Ecpat, secondo cui “in un Paese civile queste tematiche dovrebbero essere inserite nell’agenda di Governo. In occasione della 24° Giornata Mondiale dell’Infanzia, quest’anno trascinata mediaticamente dal caso delle “Baby prostitute” dei Parioli, Ecpat che dal 1990, si occupa esclusivamente di contrasto al mercato del sesso con minori interviene riportando all’attenzione su due pilastri fondamentali della sua missione: prevenzione ed educazione. Lo fa attraverso le parole del suo presidente Marco Scarpati e della coordinatrice dei programmi, Yasmin Abo Loha.

Il bambino come soggetto. “Spero di non essere troppo vecchio per vedere la cancellazione di una giornata in cui si celebra la bugia della protezione dell’infanzia perché mi pare che in molti si riempiano la bocca di cose a cui credono in pochi”. Marco Scarpati è schietto e diretto nel suo intervento. E continua: “Per proteggere i bambini basterebbe comprendere che la loro partecipazione ai procedimenti in cui sono interessati, l’essere ascoltati e il poter dire la propria opinione è davvero il minimo sindacale. Non possiamo parlare di protezione quando i bambini si trovano soli di fronte ad accadimenti importanti della loro vita, in particolare quando è lo Stato a chiedere loro di assumere ruoli, siano essi processuali, sociali o economici.”

Il bambino non è un piccolo adulto. “Noi non crediamo che i problemi dell’infanzia si risolvano discutendone una volta all’anno e concludendo che non essendoci soldi allora si possa fare ben poco – aggiunge la coordinatrice di Ecpat Italia, Yasmin Abo Loha -. I bambini, le loro famiglie e tutte le strutture ed agenzie che di loro si occupano necessitano di essere presi per mano e guidati, nell’educazione e nella prevenzione. Per questo i nostri sforzi sono tesi tutti lì: solo educando ai diritti e rieducando ad una vita che deve tendere al rispetto delle tappe fondamentali della crescita, sia fisica che psichica, possiamo sperare che qualcosa cambi. Un bambino ed un adolescente non sono dei piccoli adulti, forzare la società in questa maniera, può nuocere gravemente al futuro della stessa”.

Il bambino non è un oggetto. Ed è quello che è successo nella vicenda delle “Baby prostitute” ai Parioli, un caso che svela, secondo Scarpati, “come si continui a confondere le questioni, affrontando solo ex post temi come la ‘ipersessualizzazione’ dei ruoli adolescenziali. I ragazzi e le ragazze vivono oggi in un mondo che esige da loro ruoli inadeguati rispetto ai loro bisogni ed età, e fa del loro corpo oggetto di consumo, materiale da comperare e vendere per poter essere accettati nella società. Una società che dovrebbe invece proteggerli”.

Il bambino e il diritto all’educazione. “Il problema non sono i ragazzi, ma siamo noi adulti – affermano i responsabili Ecpat -: non siamo in grado di educarli e responsabilizzarli, non denunciamo se veniamo a conoscenza di situazioni di sfruttamento, ma cosa più grave è che c’è la tendenza a colpevolizzarli e far passare quasi per vittime i clienti. La prostituzione minorile, in Italia è un reato! qualunque minore abbia un rapporto sessuale in cambio di un compenso monetario, servizio o bene materiale è una vittima, e chi ci va commette un reato”.

Proteggiamo i bambini. Una volta che saranno spenti i riflettori su queste vicende, che accadrà? il problema come per incanto lo daremo per risolto? Questa è la domanda che Ecpat si pone in questa Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia. Spenti i riflettori, il problema sarà ancora lì. “L’unica soluzione è la prevenzione. Dobbiamo restituire l’infanzia e l’adolescenza ai minorenni: accudirli, proteggerli, farli giocare, istruirli, fargli scoprire il mondo e loro stessi, insegnargli cosa è il bene e cosa è il male – sostiene Abo Loha – non sbatterli su un’emittente tv in prima serata, su una passerella per promuovere la nuova collezione di moda, su una pagina web per condividere una bravata e poi non tenere conto che quando si forza troppo la mano, il “palco” successivo è un aula di tribunale”.