Forum terzo settore abbandona il Tavolo col ministero del Welfare
Redazione 11 ottobre 2013 La Gabbianella in...forma

Forum terzo settore abbandona il Tavolo col ministero del Welfare

forumStrumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti su Terzo settore e politiche sociali.

Forum terzo settore abbandona il Tavolo col ministero del Welfare

L’accusa del portavoce Pietro Barbieri a pochi giorni dalla presentazione del disegno di legge di stabilità. “Il ministero ricorre a forme di partecipazione fittizie. Siamo stati convocati rare volte e costretti a prendere atto di decisioni già assunte”

Redattore sociale, 11 ottobre 2013

ROMA – Il ministero del Welfare è “incapace di costruire un vero dialogo basato sull’ascolto e sul confronto, ricorre a forme di partecipazione fittizie, che vanno a ledere importanti diritti costituzionali, come quello della partecipazione, per il terzo settore e per tutti i cittadini”. Con questa grave accusa, il portavoce del Forum del Terzo settore, Pietro Barbieri, annuncia la decisione di abbandonare il Tavolo di confronto permanente con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali a pochi giorni dalla prima scadenza per il governo per quanto riguarda la legge di stabilità, il cui disegno di legge deve essere presentato entro il 15 ottobre. “Non ci troviamo di fronte a quella situazione di dialogo, ascolto e interlocuzione con le Istituzioni rispetto alle politiche sociali – spiega Barbieri -, come avrebbe dovuto garantirci il Tavolo permanente di confronto istituito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali all’indomani della soppressione dell’Agenzia per il Terzo Settore, ma ci troviamo piuttosto a svolgere un ruolo passivo, convocati dal Ministero rarissime volte, e costretti semplicemente a prendere atto di decisioni già assunte”.

Una decisione che il Forum ritiene come “unica risposta possibile” al ministero guidato dal ministro Enrico Giovannini e dal viceministro Maria Cecilia Guerra, di fronte da un “sostanziale arretramento rispetto alle questioni del confronto e della partecipazione democratica”, verificatosi nel “rapporto tra gli organismi di rappresentanza di terzo settore e gli organi istituzionali”. Una dura presa di posizione che arriva dopo anni in cui nel rapporto tra istituzioni e terzo settore sono cambiate molte cose. “Abbiamo assistito negli scorsi anni alla chiusura dell’Agenzia per il Terzo Settore – spiega Barbieri -, strumento di promozione, vigilanza e controllo, fondamentale per il terzo settore, ed abbiamo sopportato le minacce di chiusura, contenute nella spending review di luglio dello scorso anno, per molti Osservatori, organismi previsti da Leggi dello Stato e sedi di confronto tra la società civile e le istituzioni”.

A non convincere il Forum anche il nuovo regolamento per l’elezione dei membri dell’Osservatorio nazionale dell’associazionismo, definito in un decreto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali nel mese di dicembre 2012. “Il nuovo regolamento contiene elementi di per sé contraddittori e che minano gli spazi di rappresentanza per le associazioni”. Un testo che, spiega Barbieri, non è stato neanche sottoposto al parere delle commissioni competenti e che stabilisce modalità di elezione dei membri “inappropriate e illegittime secondo le quali, realtà associative grandi, devono dichiarare di avere poche centinaia di associati (con esclusione, in sostanza degli associati ai circoli affiliati e alle articolazioni territoriali della medesima associazione), con conseguenze fortemente limitative e penalizzanti rispetto al criterio della rappresentatività. Se a questo aggiungiamo la circolare di settembre 2013, emanata dalla direzione generale per il terzo settore e le formazioni sociali che dovrebbe avere la presunta funzione “esplicativa”, ma che introduce invece una disciplina che contrasta con quella dettata dal regolamento, il quadro che emerge è chiaro”.(ga)