Filippine, ”no alla solidarietà mordi e fuggi degli sms”
Redazione 15 novembre 2013 La Gabbianella in...forma

Filippine, ”no alla solidarietà mordi e fuggi degli sms”

RS_FilippineStrumenti di lavoro: la presentazione della Carta dei principi del sostenitore raccontata dall’agenzia di stampa Redattore sociale.

Filippine, ”no alla solidarietà mordi e fuggi degli sms”

La Gabbianella chiede di monitorare i fondi donati e supportare principalmente le organizzazioni che hanno già progetti sul territorio. Bucalossi: ”Evitiamo che accada quanto successo per Haiti’

Redattore sociale, 15 novembre 2013

ROMA – Per l’emergenza nelle Filippine si sta attivando lo stesso meccanismo mediatico messo in moto per il dramma ad Haiti: spazio riservato alle ong più importanti, raccolte fondi che spuntano ovunque, una “solidarietà mordi e fuggi, fatta di sms solidali e poca consapevolezza del problema”. A sottolinearlo è Mariella Bucalossi, vicepresidente dell’associazione La Gabbianella, che oggi a Roma ha presentato la “Carta dei principi del sostenitore”. L’organizzazione si occupa, infatti, di sostegno a distanza in 80 paesi del mondo attraverso 43 associazioni.

“Fino a ieri per le Filippine si parlava già di diecimila vittime, oggi pare che i morti siano quattromila. Ma prima ancora di avere una precisa stima della catastrofe e di quali sono gli ambiti su cui si deve intervenire, su molti media è partita la gara di solidarietà, sono stati attivati conti correnti ed è partito il meccanismo degli sms -spiega a Redattore sociale -. Noi vorremmo che ci fosse un monitoraggio serio di questi fondi donati e che vengano supportate le associazioni che già lavorano sul territorio e che hanno progetti attivi nelle Filippine”. Lo spettro per Bucalossi è quello che è avvenuto per la tragedia di Haiti. “ In quell’occasione sono stati raccolti 14 milioni di euro e sono stati affidati dal ministero a un gruppo di ong che non erano ad Haiti. È stata creata un’agenzia (Agire, un network privato di ong ndr) e sono stati creati dal nulla progetti per contrastare l’emergenza quando a Port au Prince c’erano già associazioni che lavoravano lì da anni e non sono state minimamente prese in considerazione. Noi diciamo no alla solidarietà mordi e fuggi degli sms, chiediamo trasparenza nella gestione delle risorse e che siano valorizzate le esperienze che già lavorano nelle zone più colpite dal tifone”. (ec)