DIRITTI UMANI: LA CARTA DI MANDEN NELL’AFRICA DEL XIII SECOLO

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DIRITTI UMANI: LA CARTA DI MANDEN NELL’AFRICA DEL XIII SECOLO
Redazione 16 aprile 2018 La Gabbianella in...forma

DIRITTI UMANI: LA CARTA DI MANDEN NELL’AFRICA DEL XIII SECOLO

Il processo di decolonizzazione e di indipendenza delle colonie europee nei territori africani e asiatici è avvenuto attraverso un lungo processo, che si è esteso principalmente dal periodo tra le due guerre e l’ultimo terzo del XX secolo.

Il “Terzo Mondo”, nato dalla sparizione delle colonie, si caratterizza con una serie di problemi, quali il sottosviluppo economico, le disuguaglianze e le tensioni sociali, la tendenza al disallineamento dalle attività internazionali, la diversità dei sistemi politici, che oscillano da un socialismo rivoluzionario e nazionalista fino a militarismi autoritari e dittature oligarchiche. A ciò si deve aggiungere la ricerca di una identità culturale ancora non ben definita e ostacolata dall’intento di mantenere il potere capitalista occidentale sopra i nuovi paesi di giovane indipendenza.

A questi problemi della decolonizzazione, attuata dagli europei spesso sulla carta, con squadra e matita, ma senza analisi delle caratteristiche e delle civiltà dei popoli, si devono attribuire i molti problemi endemici dell’Africa. Quindi, prima di giudicare lo stato attuale e accettare gli stereotipi e i pregiudizi che pesano sull’Africa, dovremmo almeno conoscere la sua storia, antecedente alla “profanazione” degli europei.

È infatti documentato che nel XIII secolo fu redatta una costituzione, con la prima dichiarazione dei diritti umani, con particolare attenzione all’uguaglianza di genere, al divorzio, alle leggi che tutelano i diritti dell’ambiente e degli animali.

I paesi colonizzatori europei avranno bisogno di altri secoli per capire  e riconoscere  tali principi.

Nel XII secolo l’impero del Ghana era stato annientato dalle ripetute invasioni degli Almoravidi.  I piccoli stati confinanti iniziarono a guerreggiare per occupare questa vacanza di potere, fino a che Sumanguru Kanté, re del Sosso, invase la capitale dell’impero del Ghana ed estese la conquista dei territori fino al Manden, così chiamato per essere occupato da una popolazione detta dei mandinghi (manden ka: la gente del Manden). Questo territorio corrisponde all’odierno Mali e a gran parte della Guinea.

Nel 1235, il principe esiliato Sundiata Keita di Manden organizzò una coalizione di piccoli regni per opporsi al potere sempre più importante del popolo Sosso. Ovviamente si giunse ad una guerra e gli eserciti si scontrarono nella regione  di Koulikoro, nell’attuale Mali. Le forze di Sundiata Keita sconfissero quelle di Sumanguru Kanté.

In seguito a tale vittoria Sundiata Keita si proclamò imperatore (mansa) dei mandinghi e fondò il potente impero del Mali, che controllò buona parte dell’Africa occidentale per alcuni secoli.

Dopo la vittoria fu imperativo riorganizzare il territorio e dotarlo di un corpo legislativo. Nel 1236, l’imperatore, consigliato da una équipe di saggi, riuniti in assemblea nel Kurukan Fuga (Mali), proclamarono la Carta del Manden, ovvero la Magna Carta dell’Impero del Mali: la costituzione più antica del mondo.  Il documento consta di 44 articoli suddivisi in 7 capitoli in cui si proclama: la pace sociale nel rispetto delle diversità, la inviolabilità dell’essere umano, l’educazione delle persona, l’integrità della patria, la garanzia della fornitura alimentare, l’abolizione della schiavitù per tutte le razze, la libertà di espressione, la libertà di commercio.

Ne proponiamo un breve estratto:

Ogni individuo ha diritto alla vita. Una vita non è superiore a  un’altra.

Rispetto per gli altri è la regola, e la tolleranza deve essere il principio.

La vanità è un segno di debolezza e l’umiltà di grandezza, affronteremo le difficoltà uniti e aiuteremo coloro che ne  hanno bisogno.

Nessuno mai  offenda le donne, che sono le nostre madri. Le donne, oltre alle loro occupazioni quotidiane, devono  collaborare alla nostra gestione (parità di genere).

Rispetta la famiglia, l’amicizia e il vicinato.

Non umiliare il nemico, perché così facendo saresti considerato codardo.

L’educazione dei giovani spetta all’intera società. Ognuno deve  prendersi cura e correggere i  figli.

Le bugie che durano 40 anni si devono considerare come la verità:non si ammettono denunce per  vecchie lamentele (prescrizione dei delitti).

Nessuno metterà  il ​​bavaglio in bocca a un suo simile per andare a venderlo. L’esistenza della schiavitù si estingue in questo giorno.

Lo spirito è vivo se può dire ciò che si desidera (libertà di espressione).

Il divorzio è legale, e viene concesso su richiesta di uno dei coniugi, per alcuni motivi precisi: la follia di uno dei coniugi, l’incapacità del marito di assumere i propri obblighi (procurare adeguato sostentamento) , mancato adempimento agli obblighi coniugali e mancato  rispetto dei suoceri.

Rispettare la parola d’onore.

Ci sono cinque modi per ottenere la ricchezza: acquisto, donazione, scambio, lavoro e successione. Le altre forme sono illegali. C’è una sola eccezione: non è furto ciò che avviene  per soddisfare la fame, purché si prenda solo l’indispensabile.

Le foreste devono essere preservate per la felicità di tutti.  Prima di dar fuoco a un cespuglio, alzare la testa e guarda  le cime degli alberi (protezione ambientale).

Gli animali domestici devono essere messi in gabbia solo temporaneamente o quando necessario per l’agricoltura, e vanno rilasciati subito dopo la raccolta.

Chiunque violi queste regole sarà punito.

Ognuno è responsabile di garantire il rispetto (uguaglianza davanti alla legge) …

 

Nonostante la scomparsa dell’Impero del Mali, le parole della Carta e un certo numero di riti relativi sono stati tramandati di generazione in generazione, in forma codificata e orale, grazie ai griot (menestrelli dell’Africa occidentale).

Per mantenere viva questa tradizione, ogni anno si svolgono le cerimonie commemorative della riunione storica nel villaggio di Kangaba, adiacente alla vasta radura di Kurukan Fuga, che ora si trova nel territorio del Mali, vicino al confine con la Guinea.

 

Nel 2009, la Carta Manden, proclamata nel Kurukan Fuga, è stato iscritta nella lista dell’UNESCO, rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Nel 1600 cominciarono ad arrivare i portoghesi e successivamente molti altri “civili” stati europei che soppressero tutti i diritti, sfruttarono i territori fino allo stremo, imposero lo schiavismo e tante altre vergogne, che perdurano ancora oggi nelle svariate forme di sfruttamento commerciale del suolo e del sottosuolo.

da http://jeanmeslier.altervista.org