Diritti globali: cresce il terzo settore, nonostante le difficoltà
Redazione 5 giugno 2013 La Gabbianella in...forma

Diritti globali: cresce il terzo settore, nonostante le difficoltà

Redattore-sociale-040613Strumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti sul terzo settore e la cooperazione.

Dall’agenzia Redattore sociale
Roma, 4 giugno 2013

“Cresce il terzo settore, nonostante le difficoltà”

Rapporto sui diritti globali 2013. Aumenta l’occupazione nelle cooperative. Welfare e assistenza, settori trainanti: tra il 2007 e il 2011 +17,3 per cento di lavoratori. Cresce il volontariato e nascono nuove associazioni di migranti e rom

ROMA – Nonostante i tagli, su welfare e assistenza in Italia cresce l’occupazione. Secondo il Rapporto sui diritti globali 2013, presentato oggi a Roma, seppure con difficoltà, il Terzo settore italiano ha dei numeri positivi. “Tra il 2007 e il 2011 – spiega il rapporto -, la cooperazione ha visto crescere l’occupazione dell’8 per cento, arrivando a 1.310.000 occupati, quando il mercato del lavoro ha perso l’1,2 per cento e le imprese profit il 2,3 per cento. Tra tutti i settori, quello del welfare e dell’assistenza, proprio della cooperazione sociale, è stato il settore trainante, con +17,3 per cento di lavoratori (+ 4,3 per cento tra 2011 e 2012)”.

Non mancano le difficoltà. “Secondo l’Alleanza delle Cooperative Italiane la cooperazione sociale conta 9mila tra cooperative sociali e consorzi – spiega il rapporto -, dà lavoro a 330mila persone, tra cui 35mila svantaggiate, e assiste circa 5 milioni di persone. Il tutto per un fatturato che si aggira sui 9 miliardi di euro. Eppure, il 2012 è costellato di mobilitazioni, nascita di coordinamenti e reti, resistenze e anche default di cooperative del sociale, inchiodate a gare al ribasso e pagamenti pubblici in grave ritardo: alla fine del 2012, il credito dagli enti pubblici si aggira sui 6 miliardi di euro, e un’attesa per il pagamento che era in media di 111 giorni, nel 2010, ha raggiunto i 120 nel 2011-2012. Senza contare che la minaccia dell’aumento dal 4 al 10 per cento dell’Iva, prospettata da Monti, è solo slittata al 2014 e non cancellata”.

Cresce il volontariato. Se nel 2005 coinvolgeva l’8,9 per cento degli italiani, nel 2012 arriva al 9,7 per cento: poco meno di 5 milioni persone. “Considerando solo l’impegno diretto – spiega il rapporto – la Federazione delle associazioni di Volontariato ne stima 1.125.000, attive in 35.000 organizzazioni, per un valore economico del lavoro erogato di 7,8 miliardi di euro per 702 milioni di ore erogate ogni anno”. Un “valore”, spiega il rapporto, “ma non tutti sembrano accorgersene”, visto che “sono stati tagliati tutti gli Osservatori e le minacce di limitare il sistema delle detrazioni e deduzioni sulle donazioni con una franchigia di 250 euro, a fronte della media per le donazioni di 142 euro, sono proposte definite sconcertanti dai volontari”.

Buone notizie arrivano anche da migranti e rom: “la nuova frontiera dell’associazionismo”. Secondo il rapporto, il fenomeno è in rapida crescita. “I migranti insieme al loro contributo alla ricchezza nazionale in termini di lavoro, imprese e fiscalità, tessono anche i fili della coesione sociale, e non più solo all’interno delle proprie comunità, ma dentro la società tutta. Tuttavia servono politiche di sostegno e riconoscimento: secondo la più recente ricerca nel merito, condotta su dati 2011 in Lazio, Calabria ed Emilia-Romagna, tra le 118 associazioni monitorate solo 3 risultano iscritte al Registro delle associazioni, ed è una esclusione che pesa in materia di fondi, finanziamenti, partecipazione e contributo culturale e sociale”. Si tratta per lo più di associazioni di volontariato e non sono chiuse per nazionalità. Piccole associazioni con bilanci annui intorno ai 5mila euro e operano per i due terzi per la promozione della cultura di origine. Crescono, inoltre, le associazioni rom. “Se nei primi anni 2000 si contavano sulle dita di una mano, nel 2012 se ne contano circa 90, riunite (ma non tutte) nelle due maggiori federazioni, Federazione rom e sinti insieme e Federazione Romanì. L’attivismo si concentra sui temi dei diritti e delle discriminazioni, dell’abitare, della cultura e del lavoro, e una prima vittoria è stata proprio nel 2012 con l’avvenuto riconoscimento in sede di Commissione Esteri della Camera delle lingue sinti e rom, in sintonia con la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del 1992”.