Decreto Imu e non profit
Redazione 25 ottobre 2013 La Gabbianella in...forma

Decreto Imu e non profit

forumStrumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti sulle politiche sociali.

Decreto Imu è legge, il non profit la pagherà: ”Scelta miope, molti chiuderanno”

Il Forum del Terzo Settore parla di “giustizia inammissibile”: l’assoggettamento all’imposta costringerà molte organizzazioni a cessare attività. Il portavoce Barbieri parla di un boomerang per lo Stato: “Riceverà risorse risibili rispetto ai benefici sociali che andranno persi”

Redattore sociale, 25 ottobre 2013

ROMA – E’ legge il decreto Imu e il mondo del non profit in Italia è chiamato a pagarla interamente: una situazione che comporterà gravi problemi e difficoltà per le organizzazioni del terzo settore e che si rivelerà un boomerang anche per lo Stato. Parla di “ingiustizia inammissibile” il portavoce del Forum del Terzo Settore Pietro Barbieri commentando la conversione in legge del decreto sull’Imu, che conferma l’assoggettamento all’imposta di tutte le realtà del non profit. “E’ un segnale di scarsa attenzione al nostro mondo, alle attività che portiamo avanti e al ruolo prezioso che il terzo settore, nel suo complesso, svolge per le nostre comunità e per la tenuta della coesione sociale in tutto il paese”.

Barbieri ricorda le attività di assistenza e cura, le mense sociali, i dormitori, la protezione civile e tutto il variegato mondo dell’associazionismo della promozione sociale e culturale e afferma che “una misura come questa, che mostra il perdurare dell’assenza di un intervento di fiscalità premiale per il non profit sull’Imu, creerà gravi problemi e difficoltà alle organizzazioni di terzo settore”.

“Molte associazioni – spiega – si troveranno di fronte alla scelta drammatica di cessare alcune attività, se non a chiudere del tutto”. E snocciola i numeri del settore: “In Italia parliamo di oltre 300.000 organizzazioni, circa 700.000 lavoratori retribuiti e quasi 5 milioni di volontari. Un sistema che contribuisce al 5% del Pil nazionale e fornisce servizi fondamentali ai cittadini non può che essere considerato parte integrante del sistema produttivo italiano”. “Alla luce di questi numeri – conclude – penalizzare così fortemente il nostro settore è un’ingiustizia inammissibile e soprattutto una scelta miope da parte dello Stato, perché le risorse che riceverà dall’Imu saranno risibili rispetto ai numerosi benefici sociali prodotti dalle attività rese dal non profit”.


Decreto convertito: il non profit pagherà l’Imu

dal magazine Vita.it

Nessuna premialità per le organizzazioni sociali. Barbieri (Forum): molte associazioni si troveranno di fronte alla scelta drammatica di cessare alcune attività, se non a chiudere del tutto». Eppure Fassina solo qualche settimana fa aveva detto…

Alla fine il non profit pagherà l’Imu, il decreto (n. 102 del 2013) è stato convertito in legge senza alcuna specificità per le organizzazioni di utilità sociale.

“La conversione del decreto Imu in legge è un segnale di scarsa attenzione al nostro mondo, alle attività che portiamo avanti, al ruolo prezioso che il terzo settore, nel suo complesso, dalle attività di assistenza e cura, alle mense sociali, ai dormitori, alla protezione civile ma anche a tutto il variegato mondo dell’associazionismo della promozione sociale e culturale svolge per le nostre comunità e per la tenuta della coesione sociale in tutto il Paese.” Questo il commento del Portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore, Pietro Barbieri.

“Una misura come questa, che mostra il perdurare dell’assenza di un intervento di fiscalità premiale per il non profit sull’Imu, creerà gravi problemi e difficoltà alle organizzazioni di terzo settore: molte associazioni si troveranno di fronte alla scelta drammatica di cessare alcune attività, se non a chiudere del tutto. –prosegue il Portavoce – In Italia parliamo di oltre 300.000 organizzazioni, circa 700.000 lavoratori retribuiti e quasi 5 milioni di volontari. Un sistema che contribuisce al 5% del pil nazionale e fornisce servizi fondamentali ai cittadini non può che essere considerato parte integrante del sistema produttivo italiano. Alla luce di questi numeri, penalizzare così fortemente il nostro settore è un’ingiustizia inammissibile e soprattutto una scelta miope da parte dello Stato, perché le risorse che riceverà dall’Imu saranno risibili rispetto ai numerosi benefici sociali prodotti dalle attività rese dal non profit.”

Eppure solo qualche settimana fa il viceminsitro all’economia Stefano Fassina sul nostro magazine aveva dichiarato: «Considero il provvedimento sull’Imu incompleto e per molti versi insoddisfacente. Non solo il settore nonprofit, ma l’intero mondo della produzione è tuttora penalizzato da imposte immobiliari troppo gravose, ed è per questo che c’è l’impegno a tornare sul punto degli immobili strumentali».