Dall’Italia all’Iraq per incontrare un bambino speciale
Redazione 10 settembre 2018 In primo piano

Dall’Italia all’Iraq per incontrare un bambino speciale

Grazie ad un premio messo in palio dal coordinamento della Gabbianella, una sostenitrice italiana di un bambino iracheno è potuta volare fino in Iraq per incontrarlo. Ecco il suo racconto. 

 

La mia storia con l’Iraq è iniziata nel lontano 1994, quando feci il mio primo viaggio di conoscenza in quel paese. Dopo quel viaggio ne seguirono molti altri, circa fino al 2004, anno del mio ultimo viaggio.

Fu subito amore con quel paese ed in particolare con la sua capitale, Baghdad e con la città di Mosul. Alcuni anni fa, ormai rassegnata all’idea di non poterci tornare, decisi di attivare almeno un sostegno a distanza tramite Un Ponte Per…, associazione che mi ha fatto conoscere l’Iraq.

E’ stato così che nella mia vita è entrato A., un bellissimo bambino che vive con la sua famiglia nel campo di Domiz (Dohuk).

Nel tempo ho ricevuto sue notizie e foto, ma mai avrei pensato che un giorno sarei potuta andare là fra le montagne del Kurdistan ad incontrarlo. A fine 2017 ho saputo che avrei avuto la possibilità, grazie a Un Ponte Per… e alla Gabbianella, di andare a visitarlo.

Da allora un solo pensiero: il viaggio in Iraq per conoscerlo.

Venerdì 20 luglio questo pensiero è diventato una bella realtà ed ho potuto incontrare A. e la sua famiglia. L’incontro è stato carico di emozioni…..le barriere linguistiche sono state scavalcate dagli  sguardi e dai sorrisi che valevano più di mille discorsi.

Dentro di me una magia di emozioni, ricordi, sentimenti che mi hanno letteralmente paralizzata tanto più quando ho saputo che  A. e la sua famiglia provengono da Mosul, una città che porto nel cuore.

Lì in quel momento quel sostegno a distanza, parola che sa di lontano, era diventato un abbraccio che in sé ha racchiuso l’affetto per quel bambino e la gratitudine perchè per conoscerlo ero tornata in luoghi tanto presenti nel cuore e nell’animo.

Credo che quel bambino con le sue difficoltà di udito abbia compreso col cuore e pur senza parlare la mia lingua; che abbia parlato con lo sguardo esprimendomi la gratitudine per essere arrivata fin lì, la stessa che ho letto nello sguardo della madre.

A rendere tutto perfetto in ogni dettaglio è stata la calorosa accoglienza di persone speciali come Caterina, Maria Carla, Gabriella di Un Ponte Per…, che sono state tutte parte di questa meravigliosa esperienza e hanno contribuito a far si che al ritorno la valigia fosse carica di meravigliosi ricordi e potenti emozioni.

Lo sguardo di A. quando ci siamo salutati mi ha detto che non doveva essere qualcosa che finiva lì ma un inizio.

La spinta, la forza perchè da un momento così possano nascere magie di emozioni anche in un posto afflitto da tanta sofferenza come è l’Iraq.

Daniela