Dal sostegno a distanza all’impresa agricola
Redazione 17 maggio 2013 La Gabbianella in...forma

Dal sostegno a distanza all’impresa agricola

LaRepubblica-MaisLydia e Aurelo, due giovani malgasci in Italia. La loro storia, strettamente intrecciata con il lavoro dell’associazione Mais in Madagascar, è stata raccontata anche dal quotidiano La Repubblica.

La buona terra
L’Africa ama, la Liguria insegna
dal Madagascar a scuola di agriturismo
La Repubblica, 5 maggio 2013, edizione di Genova

Aurelo ha vent’anni e ha fatto studi di agraria, Lydia ha 36 anni e nel suo paese ha fondato un laboratorio di pasticceria, Aurelo e Lydia vengono dal Madagascar e dal 30 aprile sono ospiti del Centro Anidra di Casali di Stiviberi, a Borzonasca, per un tirocinio di quattro mesi. Sulle colline della Liguria imparano a conoscere come funziona un agriturismo, come si gestiscono reception e prenotazione o si organizzano pranzi e camere: ad agosto torneranno nel loro paese per applicare le loro nuove conoscenze alla fattoria biologica di Ambohitsarabe, in Madagascar, nata grazie al sostegno del Mais, un’organizzazione italiana che dal 1987 lavora su progetti di adozione a distanza.

maggio_lydia e aurelo in cucina
Lydia e Aurelo in cucina

«Abbiamo iniziato con la realizzazione della fattoria biologica – racconta Anna Bartoloni, responsabile Mais per il Madagascar – grazie ai fondi del 5 per mille, poi è nata l’idea del gemellaggio con il centro Anidra». Ad Ambohitsarabe si coltivano riso piovano, soya, zucche, arachidi e patate,a Borzonasca ci sono tre ettari dedicati agli ortaggi, gli antichi ortaggi del Tigullio, come patate quarantine e fagiolane, un ettaro dedicato a frutteto, un ettaro di rose da sciroppo e di piccoli frutti, come more, lamponi, uva spina. In Madagascar accanto alla fattoria biologica oltre cento contadini si sono consorziati in forma cooperativa e hanno scelto di produrre in modo biologico, ma a Borzonasca in più l Centro Anidra affianca all’azienda agricola biologica anche una scuola di formazione e un agriturismo. «La nostra filosofia è quella di partire dalla persona, alla formazione della persona, per costruire una società più equa e più a misura d’uomo – spiega Paolo Bendinelli, presidente Anidra – elemento fondamentale è il lavoro con la terra e la natura».

Dal confronto fra le due esperienze, così lontane, eppure così vicine, è nata l’idea del progetto di scambio che ha preso il nome «Le tue radici sono le mie radici». C’è voluto un anno per riuscire a realizzarlo, l’inserimento nel programma Work Experiences dell’Unione Europea ha permesso di superare gli ostacoli burocratici, Anidra ha offerto alloggio e corsi di formazione, il Mais ha pagato i biglietti aerei e a completare il finanziamento ci hanno pensato le raccolte organizzate dall’Arci Primo Maggio di corso Firenze, a Genova, e alla fine Aurelo e Lydia sono riusciti ad arrivare in Italia, accompagnati da Jean Francois Ratsimbazafy, referente locale del progetto per il Mais.

Intanto il Centro Anidra continua a crescere.

«Siamo in grado di ospitare una cinquantina di persone – spiega Teresa Cuzzolin, amministratrice Anidagri – ma puntiamo a raddoppiare questo numero, e a settembre organizziamo un convengo internazionale su psicoanalisi e olismo, la prima esperienza di questo tipo».

Per approfondire:
Dal Madagascar in Liguria a scuola di agriturismo