Crisi, Giovannini: ”Non si supera senza investire nel terzo settore”
Redazione 4 dicembre 2013 La Gabbianella in...forma

Crisi, Giovannini: ”Non si supera senza investire nel terzo settore”

Strumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti su terzo settore e cooperazione.

Crisi, Giovannini: ”Non si supera senza investire nel terzo settore”

Il ministro del Lavoro è intervenuto al convegno “Fiducia e nuove risorse per la crescita del Terzo settore”. “Necessario agevolare la fiscalità per il mondo del non profit. Il blocco dell’Iva è un impegno realizzato”. Pronto un “gruppo di riflessione” sulle norme

Redattore sociale, 4 dicembre 2013

ROMA – “Una crisi come quella che stiamo attraversando non si supera senza un nuovo investimento nel terzo settore”. Lo ha sottolineato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, intervenuto questa mattina a Roma al convegno “Fiducia e nuove risorse per la crescita del Terzo settore”, nel corso del quale è stato firmato un manifesto programmatico per il non profit. Per il ministro è necessario anche agevolare la fiscalità per il mondo del non profit. “Il blocco dell’Iva è un impegno che abbiamo realizzato, ora speriamo di realizzare altri obiettivi – afferma Giovannini – c’è in discussione la delega fiscale in Senato, che ha introdotto una modifica della tassazione a fini ambientali, forse c’è ancora spazio per un riferimento alla dimensione sociale che altrettanto importante di quella ambientale per la sostenibilità”.

Il ministro ha poi ribadito la sua volontà di costituire gruppo di riflessione per valutare cosa cambiare nelle normative che riguardano il Terzo settore “per arrivare all’ inizio del 2014 a capire quanto dobbiamo modificare in una legislazione in parte datata -spiega – è un impegno che già stiamo portando avanti con alcuni soggetti, ma vorrei estenderlo a tutto il Terzo Settore”.

“Il Terzo settore ha una specificità straordinaria e importante per far capire ai giovani le opportunità che ci sono ma che nel loro immaginario collettivo non conoscono – aggiunge -. Ed è opportuno dare a questo mondo più visibilità”. In questo senso Giovannini ha auspicato che dopo la firma del manifesto ci sia più coiscienza su queste realtà. “Nei finanziamenti al Mezzogiorno abbiamo posto particolare attenzione all’ imprenditoria non profit -aggiunge – che fa crescere il capitale umano”.


TERZO SETTORE: INTESA SAN PAOLO, FIDUCIA E NUOVE RISORSE PER LA CRESCITA

(AGENPARL) – Roma, 04 dic – E’ stato presentato e firmato oggi a Roma, presso la Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari, il manifesto “Fiducia e nuove risorse per la crescita del Terzo Settore”. Acri – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparo, Fondazione con il Sud, Forum del Terzo Settore, Alleanza Cooperative Italiane e Banca Prossima (la Banca di Intesa Sanpaolo dedicata esclusivamente al nonprofit laico e religioso), hanno sottoscritto questo importante documento di fronte a più di trecento fra Organizzazioni nonprofit, Fondazioni e primari rappresentanti delle Istituzioni. Ha concluso i lavori il Ministro del Lavoro e del Welfare Enrico Giovannini. Il manifesto “Fiducia e nuove risorse per la crescita del Terzo Settore” è un’alleanza aperta a tutti coloro che dispongono di risorse, finanziarie e non, da mettere a disposizione. I primi otto firmatari rappresentano le tre principali realtà sociali e produttive coinvolte: il Terzo Settore, nella sua componente associativa e in quella imprenditoriale delle cooperative sociali; gli erogatori, ossia le Fondazioni di origine bancaria, di impresa e familiari; la finanza specializzata. 1 Il sistema delle Fondazioni di origine bancaria, che nel 2012 ha erogato circa un miliardo di euro effettuando oltre 22.000 interventi, propone una visione moderna e sinergica delle modalità di impiego delle risorse, nella quale l’intervento filantropico delle Fondazioni si combina con quello di altri soggetti del privato sociale e della Pubblica Amministrazione locale, con il welfare aziendale, con la finanza per il sociale e con la partecipazione degli stessi cittadini, al fine di sviluppare un secondo welfare che abbia profonde radici nelle comunità. Superano i 150 milioni le risorse erogate dalle Fondazioni non bancarie di Assifero. L’Alleanza Cooperative Italiane (43.000 realtà d’impresa appartenenti a Legacoop, Confcooperative e Agci) interviene sul terzo settore produttivo attraverso il finanziamento alle start up, il reimpiego di disoccupati post licenziamento e cassintegrati, la capitalizzazione e il consolidamento di imprese, e sta inoltre considerando un’apertura della garanzia confidi alle componenti non industriali del mondo nonprofit. Il Forum del Terzo settore rappresenta e supporta il mondo dell’associazionismo di promozione sociale, del volontariato, della cooperazione sociale e allo sviluppo, un universo assai variegato di impegno e di attività che in questi tempi di crisi ha la necessità di migliorare la propria efficienza per mantenere attuale la propria missione: l’attenzione ai costi e alla finanza e la raccolta fondi diventano così altrettanto importanti quanto il coinvolgimento di nuovi volontari. Banca Prossima mette a disposizione le esperienze fatte con le Fondazioni socie (Cariplo, Compagnia di San Paolo, Cariparo), accostandole a strumenti finanziari nuovi: dalla piattaforma di crowdlending garantito “Terzovalore” all’Obbligazione “Serie Speciale Banca Prossima”, che sta per chiudere le sottoscrizioni ben oltre i 30 milioni di Euro. Il Terzo Settore Italiano è un pilastro dell’economia e della società. Più di 300.000 organizzazioni, 950.000 dipendenti, 4,8 milioni di volontari ed entrate pari al 4,5 per cento del Pil ne fanno un attore economico di primaria importanza. Dal 2001 a oggi è cresciuto del 28 per cento per numero di Organizzazioni e del 39 per cento in termini di addetti; le sole cooperative sociali nell’ultimo triennio hanno creato 20.000 nuovi posti di lavoro. Il mondo nonprofit è indispensabile per gestire le aree del Welfare che l’intervento pubblico è costretto a lasciare scoperte, perché non in grado di dare risposta a tutte le istanze provenienti dalla società. Esigenze che oggi crescono e cambiano, per la crisi della finanza pubblica e per i movimenti della società: invecchiamento, immigrazione, conciliazione, separazioni, nuove povertà materiali e culturali. Il sistema nonprofit sta manifestando alcuni allarmanti segni di sfiducia, che si traducono in una minore propensione agli investimenti, in un rallentamento delle richieste di credito (specie a medio e lungo termine), in una ridotta progettualità e in una maggiore tensione delle condizioni finanziarie. Questa stasi potrebbe compromettere la capacità del Terzo Settore di adattarsi, investire e inventare: veri e propri punti di forza – questi ultimi – del “Made in Italy sociale”. Oltre alla propria capacità di resilienza, tuttavia, il nonprofit italiano dispone di molte risorse sottoutilizzate: bandi europei costruiti per la promozione dell’economia sociale, una serie di strumenti finanziari innovativi, la volontà di superare la propria scarsa efficienza organizzativa, gestionale, energetica e della supply chain. Infine, l’impegno preso dalla Pubblica Amministrazione italiana di effettuare con regolarità il pagamento delle prestazioni operate dal Terzo Settore avrà un grande rilievo. Le Organizzazioni potranno infatti contare su 2 flussi finanziari più regolari e utilizzare le fonti bancarie non per tamponare ritardi di pagamento ma per investimenti di lungo periodo. Da qui il manifesto “Fiducia e risorse per la crescita del Terzo Settore” che, dopo la presentazione e la firma di oggi, si svilupperà in due tappe successive: la pubblicazione sul sito web www.manifestoperilnonprofit.it per raccogliere on line adesioni e suggestioni da soggetti privati e pubblici, e una serie di incontri regionali di progettazione condivisa, in cui gli attori coinvolti si confronteranno con il nonprofit su problematiche e opportunità di carattere generale e locale, con il coinvolgimento della Pubblica Amministrazione. Primi filoni di intervento saranno una campagna sull’efficienza energetica, una riflessione sull’accesso ai bandi europei, l’emissione di obbligazioni per lo sviluppo del nonprofit (paragonabili a titoli pubblici ma non gravanti sul patto di stabilità) e lo studio di una centrale di acquisto per il nonprofit che abbatta in modo considerevole i costi, consentendo alle Organizzazioni di concentrarsi meglio sulla propria missione. Verranno infine avanzate proposte specifiche per promuovere la sostenibilità dell’istruzione e della sanità nonprofit.