Corridoi umanitari, altri 66 rifugiati siriani accolti a Fiumicino
Redazione 31 maggio 2018 In primo piano

Corridoi umanitari, altri 66 rifugiati siriani accolti a Fiumicino

Sale a 1500 il numero delle persone arrivate in Italia, in Francia e in Belgio, in modo legale e sicuro, dal febbraio 2016. Il progetto è interamente autofinanziato dalle realtà che lo hanno promosso

ROMA. Dal Libano a Fiumicino in cerca di salvezza e dignità: grazie ai cosiddetti “corridoi umanitari” – progetto pilota frutto di un accordo tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e quello dell’Interno – 66 profughi (di cui 22 al di sotto dei 14 anni) sono atterrati nel giorni scorsi al “Leonardo Da Vinci” con volo Alitalia AZ827.

1500 persone tratte in salvo finora. Dal 2016 ad oggi il sistema dei “corridoi” ha tratto in salvo, smistate in 12 viaggi tra Italia, Francia e Belgio, ben 1500 persone, rifugiati di religione cristiana e musulmana fuggiti da Aleppo, Homs, Idlib, Damasco, quasi sempre via Libano, per scampare a guerre, campi e trafficanti del mare. Quello dei siriani partiti dall’aeroporto internazionale di Beirut-Rafic Hariri è appunto il dodicesimo viaggio effettuato in modo legale e sicuro.

La “dedica” a Miracle e Joud. “Vorrei dedicare questo nuovo arrivo, che per noi è una festa e una gioia, a un bambino, Miracle. Un neonato – ha detto il coordinatore del Programma rifugiati e migranti – Mediterranean Hope (MH) della FCEI Paolo Naso – di due chili e cento grammi, approdato due giorni fa sulle coste siciliane dopo la difficile e pericolosissima traversata del mar Mediterraneo. E vorrei dedicare questa importante giornata anche a Joud, un bellissimo bambino di cinque mesi che oggi è in mezzo a noi. Il padre di Joud è riuscito a fuggire dalla guerra, a lasciare il campo profughi che aveva raggiunto e, infine, ad approdare in Libano. Oggi la loro fuga è finita: tutti e due sono in mezzo a noi. Joud è arrivato in sicurezza, un viaggio ben diverso da quello di Miracle, con un regolare volo di linea”.

Proprio in questi giorni in Germania si sta discutendo seriamente per adottare, esportandolo come hanno fatto già altri Paesi europei, il modello di accoglienza dei “corridoi”. “Siamo orgogliosi di quanto fatto finora”, ha concluso Naso.

I programmi di integrazione. Dopo mesi – talvolta anni – trascorsi nei campi profughi in situazioni di estrema precarietà e senza possibilità di frequentare la scuola, i rifugiati saranno ora accolti in percorsi di integrazione, tra Lazio, Campania, Sicilia, Lombardia, ospiti di famiglie che hanno messo loro a disposizione case, associazioni, parrocchie, strutture diaconali. I percorsi prevedono l’apprendimento della lingua e il seguente inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto è interamente autofinanziato dalle realtà che lo hanno promosso. “Siete a casa vostra”, ha detto il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo. “Siamo qui per garantirvi cure, protezione e amicizia e per questo vorrei ringraziare l’Italia e gli italiani”.

Un percorso sicuro per tutti. Il progetto firmato il 15 dicembre del 2015 mira a evitare i viaggi dei profughi con barconi della morte nel Mediterraneo, a contrastare il micidiale business degli scafisti e dei trafficanti di uomini, a concedere a persone in condizione di vulnerabilità (famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo, e infine a consentire a tutti di entrare in Italia in modo sicuro, perché il rilascio dei visti umanitari prevede necessari controlli da parte delle autorità.

da Repubblica.it  SARA FICOCELLI