Cooperazione, parte il piano di azione sulla disabilità
Redazione 30 ottobre 2013 La Gabbianella in...forma

Cooperazione, parte il piano di azione sulla disabilità

piano-disabilitaCooperazione italiana attenta alla disabilità: parte il Piano d’azione

Aiuti allo sviluppo all’insegna dell’inclusione delle persone disabili: nei progetti attuati o finanziati dal ministero degli Esteri assicurato uno sguardo attento alle loro esigenze. Ecco gli ambiti di azione, dalle emergenze umanitarie alla sensibilizzazione in Italia

Redattore sociale, 30 ottobre 2013

ROMA – Fare attenzione alle persone con disabilità in ogni fase delle politiche e delle pratiche della cooperazione allo sviluppo, sia nell’attività svolta sul territorio italiano sia nei progetti svolti all’estero direttamente dalla Direzione generale per la cooperazione del ministero degli Esteri o gestiti da singole organizzazioni non governative con il finanziamento del ministero degli Esteri. E’ questo in sintesi l’obiettivo generale del “Piano di azione sulla disabilità della cooperazione italiana” presentato oggi alla Farnesina. Un testo che è il frutto di un lavoro avviato nel 2011 e svolto da un tavolo di lavoro al quale ha partecipato insieme al Ministero degli Esteri anche la Rete italiana disabilità e sviluppo (Rids), composto da quattro organizzazioni e associazioni: Aifo, Dpi-Italia, EducAid e Fish.

Il lavoro, che si situa sulla scia dell’attuazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (2006) e segue l’adozione delle Linee Guida sull’inserimento delle persone con disabilità nelle politiche e nelle attività della cooperazione italiana (decisione presa già nel 2010), individua cinque linee di intervento. “Il Piano italiano – dice Giampiero Griffo (DPI Italia, sezione italiana di Disabled Peoples’ International) è un contributo che dà ai paesi uno strumento di lavoro che da un lato impegna i governi a realizzare gli obiettivi del piano e dall’altro mette in campo strumenti di monitoraggio”.

Il primo pilastro individuato dal Piano è proprio quello delle politiche e strategie, che comprende strumenti di programmazione e monitoraggio delle politiche: l’intenzione è di mettere in piedi un piano formativo per tutto il personale del ministero e di attuare un monitoraggio degli interventi già compiuti negli ultimi anni con l’identificazione di specifici indicatori utili a misurare l’impatto dei progetti. Un lavoro di progettazione e monitoraggio, insomma, che possa servire da base per gli interventi futuri, con una raccolta sistematica di dati. Il secondo pilastro è quello della progettazione inclusiva, con corsi di formazione per far sì che venga sempre considerata la presenza delle persone con disabilità. Il terzo pilastro è quello degli aiuti umanitari e delle situazioni di emergenza, per accrescere la capacità di rispondere in modo più accurato ai bisogni delle persone disabili che si trovino in situazioni di disastri naturali o di catastrofi. Il quarto pilastro è quello dell’accessibilità e fruibilità di ambienti, beni e servizi, che comprende il rispetto delle norme relative all’accessibilità nei progetti di cooperazione ma anche un vero e proprio check-up delle infrastrutture del ministero degli Esteri (ad iniziare proprio dalla Farnesina, la sede centrale di Roma) per renderle accessibili pienamente. Il quinto pilastro, infine, è rappresentato dalla valorizzazione delle esperienze e competenze della società civile e delle imprese.

“Il piano d’azione è frutto di un lavoro collettivo – dice il direttore generale per la cooperazione allo sviluppo Giampaolo Cantini – e porterà ad azioni concrete sia nei paesi in via di sviluppo sia nelle azioni di sviluppo che sosteniamo in Italia”. Cantini ricorda il recente bando per progetti, con l’approvazione di sette progetti per un ammontare superiore ai 5 milioni di euro, e quello che sarà lanciato “entro fine anno”, nel quale “mi aspetto proposta che riguardino direttamente il settore della disabilità”. La Direzione generale – continua – “si propone di sensibilizzare le ambasciate e le sedi locali richiamando l’importanza di queste tematiche perché si dia il giusto valore ad esse nel dialogo con i paesi partner”: se vi sarà poi un aumento delle risorse disponibili dalla legge di stabilità si prevede di “promuovere azioni nel Mediterraneo e nel Medio Oriente” riprendendo progetti incentrati su questi temi. E con le associazioni si lavora in rete per far conoscere l’educazione allo sviluppo e l’inclusione delle persone disabili in queste politiche sfruttando in particolare il prossimo appuntamento del 3 dicembre, giornata internazionale delle persone con disabilità. (ska)

Per approfondire:

dal sito della Cooperazione italiana allo sviluppo