Come usare Twitter per il #sostegnoadistanza
Centro Archivio 2 settembre 2013 La Gabbianella in...forma

Come usare Twitter per il #sostegnoadistanza

#sostegnoadistanzaStrumenti di lavoro: dal web gli aggiornamenti sul terzo settore.
Per usare al meglio i social network il magazine Vita propone i consigli del sito americano business2community.com. Tra i suggerimenti quello di usare molti hashtag, come #sostegnoadistanza, per aumentare la visibilità.

Dal magazine Vita.it

Associazioni su Twitter? Ecco come fare boom
di Gabriella Meroni

Pochi tweet senza personalità? I follower languono? Nessuna campagna di successo? Se vi state chiedendo perché mai tenere aperto un profilo, prima di chiuderlo provate a seguire questi suggerimenti pensati per chi desidera davvero usare questo strumento al meglio delle proprie potenzialità

Social media e non profit, una storia di amore-odio. O anche di semplice diffidenza, non conoscenza e, a volte, di approssimazione. Perché allora non cercare di migliorare il rapporto tra la vostra associazione e, per esempio, Twitter? Gli americani, famosi per il loro senso pratico, possono contare su centinaia di guide online per migliorare le performance delle non profit in questo senso. Noi ne abbiamo trovato una interessante su business2community.com, e ve la proponiamo.
La prima cosa da fare prima di sbarcare su Twitter (ma ovviamente vale anche per chi ha già un profilo) è stabilire “a chi si parla”, ovvero il proprio target, e “come si parla”, ovvero il tono che si desidera mantenere nei tweet. I motivi sono semplici: la vostra organizzazione diventa più vicina e abbordabile, le vostre storie più dirette e spontanee, il rapporto con i follower più personale (che è poi una delle caratteristiche vincenti di Twitter). Un buon esempio è @BikeHub, un’associazione che promuove l’uso delle biciclette nelle aree urbane, che ha scelto un tono adatto al proprio pubblico di giovani: irriverente e informale, spesso ironico, arriva dritto all’obiettivo e fa apparire l’associazione “una del gruppo”.
Semplice da dire, ma complicato da fare? Ecco qualche suggerimento pratico. Tracciate un ritratto realistico e preciso dei vostri follower analizzando i dati desumibili da Twitter: qual è la loro età media? Sono più maschi o più femmine? Di quali aree geografiche? Più o meno di quale fascia sociale? Una volta fatto l’identikit, passate ad analizzare lo stile attuale dei vostri tweet: sono formali o informali? Amichevoli o “istituzionali”? Ispirano pietà o speranza? Le immagini che scegliete sono divertenti o generiche? Ispirano compassione? Infine, confrontate i risultati delle due analisi: i vostri tweet sembrano adatti al vostro target? Se sì, continuate così. Se no, c’è qualcosa da cambiare.
Tenete conto però di un dato, che pur se proveniente dagli USA potrebbe presto diventare attuale anche da noi: l’età media degli utilizzatori dei social è 38 anni, ed è in crescita. La percentuale degli over 65 che naviga in internet sta rapidamente aumentando: negli USA per esempio è passata dal 13% del 2009 al 43% di quest’anno. Impossibile ignorare questa tendenza. Quanto al valore economico, sempre negli Stati Uniti si calcola che ogni follower nato prima del 1964 “valga” circa 2000 dollari l’anno in termini di capacità di dono al non profit, mentre i nati dopo quell’anno valgono circa la metà. Notevole, no?
Altri suggerimenti molto pratici riguardano la forma stessa dei tweet.
1) Twittate breve: sembra scontato dirlo, visto che 140 caratteri sono il massimo consentito su Twitter, ma la regola d’oro è: fare tanti messaggi brevi e incisivi, piuttosto che pochi e complicati. Altri suggerimenti importanti sono il buon uso dei link e degli hashtag. Anche qui è citato un buon esempio, cioè l’Unesco (@UNESCO): non twitta quasi mai oltre i 100 caratteri e fa un uso sapiente degli hashtag per lanciare e sostenere le proprie campagne: tenete d’occhio per esempio quella in corso per la World Water Week (#WorldWaterWeek) che si celebra dall’1 al 16 settembre per “rubare” qualche utile strategia. Tra l’altro, si calcola che un tweet con meno di 100 caratteri abbia il 21% di possibilità in più di essere letto rispetto a uno più lungo.
2) Linkate, linkate, linkate. Inserire link è importante: un tweet che ne contiene uno ha l’86% di possibilità in più di essere ritwittato! Benissimo i link alle storie, ai blog, agli sviluppi di campagne in corso, ma non solo relative al vostro sito, anche di altre associazioni. Non siate autoreferenziali, mostrarvi collaborativi con altri aumenta la vostra simpatia in rete, e provocherà altri link di altri siti nei vostri confronti. Anche i re-tweet di altri sono assolutamente benvenuti: date spazio alle notizie interessanti di altri, ve ne saranno grati, vi ritwitteranno a loro volta e aumenterete il vostro serbatoio di follower. Ringraziate chi vi ritwitta.
3) Usate gli hashtag. Abbondate con gli hashtag: usare hashtag aumenta la visibilità, inserisce in flussi di discussione, fa arrivare a follower che non immaginavate. Inoltre, un tweet che contiene un # ha il doppio di possibilità di essere ritwittato. Non fatevi scrupolo di utilizzare anche hashtag lanciati da altri: i social sono social perché si deve condividere, altrimenti basterebbe il sito (che però non basta quasi mai).
Ultimo “trucchetto”: usate Twitter il sabato. Si calcola che è proprio questa giornata quella in cui il traffico cresce del 17% (almeno negli Stati Uniti è così…), ma solo il 19% delle associazioni usa Twitter in questa giornata.