Come cambia il rapporto tra profit e non profit? Il 65% delle aziende collabora con Onp
Redazione 14 giugno 2013 La Gabbianella in...forma

Come cambia il rapporto tra profit e non profit? Il 65% delle aziende collabora con Onp

Strumenti di lavoro de La Gabbianella - Coordinamento per il sostegno a distanzaStrumenti di lavoro: dalle agenzie di stampa gli aggiornamenti su non profit, terzo settore e politiche sociali.

SOSTENIBILITÀ: 65% DELLE AZIENDE RESPONSABILI COLLABORA CON ONP
RICERCA PRESENTATA IN OCCASIONE DEL CSR ITALIAN SUMMIT 2013

Milano, 13 giugno 2013. – (Adnkronos) – Per le aziende impegnate nella responsabilità sociale d’impresa la partnership con le Organizzazioni no profit assume un ruolo sempre più rilevante. La collaborazione attestata al 38% nel 2011, è passata al 58% nel 2012, arrivando al 65% nel 2013. Lo rileva la ricerca “Il sostenibile peso della Rsi: cosa è cambiato?” realizzata da Diego Ciccone, marketing analist di Business International, divisione di Fiera Milano Media, in collaborazione con Amref (African Medical and Research Foundation), la principale organizzazione sanitaria non profit del Continente africano.

La ricerca, che ha coinvolto 150 decision maker di altrettante aziende, è stata presentata a Milano in occasione del Csr Italian Summit 2013. La crisi economica, spiega Guendalina Sassoli de Bianchi, direttore raccolta fondi Amref Italia, ”ha avviato un processo inarrestabile dove le logiche del profitto non tengono più perché i problemi del mondo ci hanno sovrastato”.

In questi anni il rapporto delle aziende con il no profit è cambiato. “Non esiste più il concetto della beneficenza. Le aziende oggi vogliono collaborare insieme alle Onp sui progetti analizzando l’impatto dell’investimento e anche le logiche di ritorno”. Secondo il direttore raccolta fondi Amref Italia, dunque, bisogna andare verso ”una fusione tra il profit e il no profit. Il profit deve rivedere le proprie scale di valori e il no profit deve imparare le logiche del profit” in particolare quelle legate all’investimento.

 

PER IL 59% DELLE IMPRESE LA CSR È PARTE INTEGRANTE DELLA STRATEGIA AZIENDALE
Roma, 12 giugno 2013 – (Adnkronos) – Le politiche di Responsabilità sociale di impresa (Rsi) si confermano come principale fattore di cambiamento per superare la crisi. Ben il 64% delle aziende ritiene che siano determinanti per la competitività. L’importanza dell’adozione della Csr (Corporate social responsability) viene confermata anche da chi ha già avviato iniziative concrete: il 59% considera la responsabilità sociale come parte integrante della strategia aziendale. A tracciare il quadro è la ricerca ‘Il sostenibile peso della Rsi: cosa è cambiato?’ realizzata da Diego Ciccone, marketing analist di Business International, divisione di Fiera Milano Media.
La ricerca, che ha coinvolto 150 decision maker di altrettante aziende, sarà presentata a Milano in occasione del Csr Italian Summit, giornata di incontro e dibattito che Business International, attiva nel campo dell’informazione, formazione e consulenza per le aziende, organizza in collaborazione con Amref (African Medical and Research Foundation), la principale organizzazione sanitaria no profit del Continente africano.
L’obiettivo della ricerca è seguire, anno dopo anno, l’evoluzione e i cambiamenti nei percorsi teorici e pratici di Rsi delle realtà aziendali del nostro paese. Tra le aziende che non adottano politiche di Csr, il 36% considera la responsabilità sociale come un intervento strategico, utile per riposizionarsi sul mercato e sviluppare nuovi prodotti, servizi e modelli. Ma c’è anche un altro 36% che considera la Csr solo come ‘un valore etico’. La ragione per cui non sono adottate le pratiche di Csr è da ricercarsi nella: carenza di risorse e competenze adeguate (79%), difficoltà di integrazione con la visione strategica e mancanza di appropriati strumenti di misura dei benefici apportati.
Le aziende ‘No Csr’, però, si affiderebbero volentieri a specialisti, in quanto carenti internamente di competenze e conoscenze necessarie. Ben il 76%, infatti, sarebbe disposto a sviluppare un dialogo con un partner esterno. Anche tra le aziende ‘Csr oriented’ la partnership con le Onp assume un ruolo sempre più rilevante. La collaborazione attestata al 38% nel 2011, è passata al 58% nel 2012, arrivando al 65% dell’attuale rilevazione. La tendenza ad integrare la Csr all’interno delle scelte strategiche dell’azienda viene confermata anche dalla collocazione della funzione dedicata all’interno dell’azienda: la direzione generale (43%).
Le aziende, inoltre, dimostrano di contemplare nella propria gestione allo stesso modo sia la dimensione esterna che interna della Csr. Le quattro politiche più adottate sono: iniziative a favore dei dipendenti (71%), recupero ambientale (67%), interventi sul territorio (59%) ed educazione alla Csr in azienda (49%). Da un confronto con le precedenti due edizioni della ricerca emerge che rimane pressoché invariata negli ultimi due anni la quota di aziende che adottano politiche di Csr.
Quanto alle principali iniziative messe in campo, l’indagine sottolinea che la tutela dell’ambiente pur essendo presente retrocede nel 2013 di una posizione, piazzandosi al secondo posto. Si segnala invece che si sta affermando la ‘dimensione interna’ della responsabilità sociale: le iniziative a favore dei dipendenti non contemplate nel 2011 sono passate al terzo posto nel 2012 arrivando in testa alle preferenze delle iniziative nel 2013.